Come tutto è iniziato

Ergin Ataman oggi, è considerato uno dei migliori allenatori d’Europa, a cui però manca quel piccolo tassello per essere completo: l’Eurolega. Il coach turco infatti nella sua lunga carriera ancora non ha vinto la coppa più prestigiosa d’Europa. La caccia di Ataman all’Eurolega parte proprio da noi, dall’Italia. Come tanti allenatori, Ergin parte ad allenare dal settore giovanile, prima dell’Eczacibaçi poi in quello dell’Efes squadra in ascesa sia nel campionato turco che in Europa. Visti gli ottimi risultati raggiunti con le giovanili il Turk Telekom decide di affidargli la prima squadra dal 1996 al 1998. Nel mentre allena il Turk viene inserito nello staff della nazionale maggiore turca, che in quegli anni lì ha nei giovani le risorse migliori, che poi daranno i suoi frutti a metà anni 2000. Nel 1999 però cambia qualcosa, il richiamo di casa è troppo forte ed Ataman non può resistere: torna all’Efes.  Ataman a Istanbul alza al cielo la coppa del presidente nel 2000 già vinta in precedenza con Ankara. Questo sarà il trampolino che lo lancerà nel campionato che più conta in Europa in quel momento, la Serie A.

La parentesi Italiana

Come detto la Serie A in quel momento si gioca un basket di altissimo livello che ha pochi eguali in Europa. E tra tutte le squadre che in quel momento sono ai vertici, ce n’è una che è arrivata da poco e cerca un condottiero che la lanci nel grande basket: la Mens Sana Siena. Ataman e la squadra biancoverde si lanciano a vicenda nel basket che conta. Ma il rapporto del coach turco con l’Italia viene da molto lontano, in quanto Ataman frequentò in gioventù un liceo italiano ad Istanbul. Le soddisfazioni in quegli anni sono innumerevoli, sia perchè è il primo allenatore turco ad allenare in Italia, ma porta i biancoverdi a vincere la coppa Saporta nel 2002 perdendo però quella di coppa Italia con la Virtus Bologna. Nel 2003 poi arriva la prima occasione per vincere quel trofeo tanto desiderato ancora oggi, le Final Four di Eurolega, ma la squadra riesce a posizionarsi solo terza. Le strade di squadra e coach prenderanno direzioni diverse, e sarà un bene per tutti e due. In Italia tornerà nel 2006, alla Fortitudo, ma dopo un record di 8-8 viene esonerato.

Il ritorno in patria e le vittorie

Il ritorno in Turchia è sicuramente tra le pagine più belle della carriera di Ataman. Nel 2003 infatti firma con l’Ulkerspor con cui vince ben 7 trofei nel giro di tre anni: 3 Coppe di Turchia, 3 coppe del Presidente ed un campionato turco. Da allora tutto ciò che tocca si trasforma in oro. Dopo la parentesi sfortunata con Bologna, seguono varie esperienze all’Efes e al Besiktas con cui nel 2012 compie il “triplete” vincendo campionato, coppa di lega e EuroChallenge. Nel 2012 decide di tentare con una nuova avventura seppur sempre in Turchia, al Galatasaray, e anche qui arriva il successo in campionato e una Eurocup. Manca sempre qualcosa però, un nuovo stimolo, una nuova sfida. L’occasione si presenta con la chiamata della federazione per allenare la nazionale turca. Ataman la coglie al volo, ma purtroppo non andrà molto bene e dopo due anni il coach lascerà la guida dei turchi. Nel 2017 arriva la chiamata che può chiudere il cerchio, l’Efes. La squadra è da Eurolega e con Ataman alla guida e Larkin in cabina di regia i biancoblu sognano, e fanno bene. Arrivano le Final Four, la squadra, staff compreso, è troppo motivata e carica, infermabile. In semifinale cade il Fenerbache di Obradovich, i rivali di sempre. Arriva la finale. Finalmente il trofeo che manca ad Ataman per completare il puzzle è a soli 40 minuti di distanza. A volte però come sappiamo, il basket oltre ad essere uno sport bellissimo può essere anche molto crudele e il Cska vince la finale di tre punti.

Ataman e l’Efes ci riprovano nel 2020, ma il covid-19 interrompe una stagione che stava vedendo i biancoblù volare verso il traguardo. Nel 2021 Ataman ed i suoi sono quelli con il miglior record, che sia finalmente l’anno buono?

Matteo Cappelli