BOLOGNA – La Virtus Bologna è più forte delle emergenze e delle difficoltà. Ancora una volta, davanti al proprio pubblico della Virtus Arena, l’Olidata trova energie e soluzioni dove sembravano non esserci e batte l’Olimpia Milano104-94 nel derby d’Italia.
Una vittoria pesantissima per la classifica e per il morale, che avvicina ulteriormente le V Nere al primo posto al termine della regular season di Lega Basket Serie A. Ma soprattutto è un successo che racconta la profondità e la capacità di adattamento della squadra di Dusko Ivanovic. Senza tre playmaker come Alessandro Pajola, Daniel Hackett e Luca Vildoza, la Virtus riesce comunque a controllare la partita per quaranta minuti, trovando protagonisti inattesi e risposte collettive.
La gara parte subito a ritmi altissimi e la Virtus capisce immediatamente che correre è la chiave per mettere in difficoltà Milano. Le V Nere spingono in transizione e trovano ritmo offensivo con Carsen Edwards, Matt Morgan e Francesco Ferrari, che firmano l’allungo iniziale. Milano prova a restare in scia, ma il primo quarto si chiude comunque con i bianconeri avanti 30-22, già con la sensazione di avere il controllo della partita.
Nel secondo periodo l’Olidata continua a costruire il proprio vantaggio partendo dalla difesa. La Virtus alza l’intensità, recupera palloni e continua a correre il campo. Il massimo vantaggio arriva sul +12, con Milano che fatica a trovare fluidità offensiva. All’intervallo lungo i bianconeri restano saldamente avanti 54-45, con la sensazione di una squadra che, nonostante le assenze, ha chiaro il piano partita.
Nel frattempo emergono anche protagonisti meno attesi. Derrick Alston Jr. diventa un riferimento offensivo costante, mentre Ferrari continua a dare solidità e presenza sotto canestro, confermando la crescita e la fiducia che lo staff tecnico sta riponendo in lui.
La partita però cambia volto nella seconda metà del terzo quarto. L’Olimpia Milano stringe le maglie in difesa e trova finalmente continuità in attacco. Dal -13 l’Olimpia rientra progressivamente, sfruttando anche un momento in cui l’attacco virtussino si appoggia quasi esclusivamente alle iniziative di Alston. Il divario si assottiglia possesso dopo possesso fino al 74-73 del 30’, firmato dalla tripla sulla sirena di Armoni Brooks, che riapre completamente la gara.
È il momento più delicato per Bologna. Milano sembra pronta a mettere la freccia, ma proprio in quel frangente emerge il talento della Virtus. Carsen Edwards prende in mano l’attacco bianconero e torna a colpire con continuità, mentre l’energia di Saliou Niang e ancora di Ferrari ridà equilibrio alla squadra.
La Virtus ritrova così il controllo della partita e piazza il nuovo allungo fino al 92-81 a quattro minuti dalla fine. Milano prova a restare aggrappata alla gara con i canestri di Giampaolo Ricci e Marko Guduric, ma i bianconeri non si disuniscono più: gestiscono il ritmo, muovono bene il pallone e difendono con lucidità fino alla sirena finale.
Finisce 104-94 per la Virtus, che manda cinque giocatori in doppia cifra: 28 punti per Edwards, 27 per Alston, 12 per Morgan, 11 per Ferrari e 10 per Mouhamet Diouf. Per Milano arrivano invece 21 punti di Brooks, 19 di Ricci, 13 di Guduric e 10 di Leandro Bolmaro.
È l’ennesima dimostrazione di una Virtus capace di reinventarsi. In una stagione piena di ostacoli, le V Nere continuano a trovare nuove risorse. E il derby d’Italia, ancora una volta, parla bianconero.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Derrick Alston, foto Ciamillo-Castoria