BOLOGNA – La serata che doveva segnare un nuovo inizio si è trasformata in una brusca caduta. La Virtus Bologna ritrovava il PalaDozza, sua “casa temporanea” in EuroLeague dove nella prima parte di stagione aveva costruito un perfetto 5 su 5, battendo anche avversari di primissima fascia. Questa volta però il parquet amico non basta: Parigi passa con un netto 103-82, infliggendo alle V Nere una sconfitta pesante nel punteggio e, soprattutto, nei contenuti.
L’esordio da head coach di Nenad Jakovljevic, promosso venerdì dopo l’esonero di Dusko Ivanovic, lascia – per ora – indicazioni decisamente negative anche se sarebbe un errore dare giudizi definitivi dopo una serata come questa. Più che una squadra in cerca di una nuova identità, si è vista una Virtus smarrita: scollegata in attacco, poco attenta in difesa e incapace di reagire nei momenti chiave della partita. Il dato dei 103 punti subiti fotografa bene una serata in cui nulla ha funzionato. Ed il divario è aumentato nei secondi 20 minuti con un parziale totale di 50-35.
L’avvio è confuso, con tanti errori da entrambe le parti, ma è Parigi a prendere subito un piccolo margine sul 13-7. La Virtus prova a scuotersi con un contro-parziale di 8-0 firmato Smailagic e Niang, che vale il sorpasso sul 15-13. È però un’illusione: il primo quarto si chiude in equilibrio sul 20-19, lasciando già intravedere una gara sporca e poco fluida.
Nel secondo periodo i francesi cambiano marcia. Le percentuali dall’arco si impennano — dal 33% al 63% — e le triple di Hifi, Robinson e Hommes scavano il primo solco importante fino al 51-43. La Virtus fatica a contenere il perimetro e all’intervallo è sotto 53-47, restando comunque in partita più per inerzia che per reale convinzione.
Il rientro dagli spogliatoi sembra poter raccontare un’altra storia: Carsen Edwards trova finalmente ritmo e firma la tripla del 54 pari al 22’. È però solo un lampo. Dopo una breve fase equilibrata, l’attacco bianconero si inceppa nuovamente: tiri forzati, conclusioni stoppate e poca circolazione di palla. Parigi ne approfitta e colpisce con continuità. Il tap-in schiacciato di Shahvrin, accompagnato da una provocatoria esultanza, costringe Jakovljevic al timeout sul 70-60 a 2’15’’ dalla fine del terzo quarto. Il divario si allarga ulteriormente e al 30’ il punteggio è già eloquente: 76-63.
L’ultimo quarto è di fatto una lunga resa. Parigi dilaga, toccando il +19 sull’85-66 mentre Jakovljevic è costretto a fermare il gioco due volte in meno di tre minuti nel tentativo, vano, di arginare l’emorragia. Gli ultimi possessi servono solo a rendere ancora più pesante il passivo fino al definitivo 103-82.
Al di là del risultato, ciò che preoccupa è la totale assenza di segnali positivi. Le scelte di rotazione del nuovo coach — con Nicola Akele mai impiegato (2 secondi in campo), Francesco Ferrari utilizzato solo nel finale e Aliou Diarra apparso fugacemente — non hanno inciso, anzi hanno dato l’impressione di una gestione ancora tutta da costruire. Dai senatori, invece, non è arrivata la reazione attesa: emblematica la prova di Edwards (9 punti con 3/10 dal campo e un fallo tecnico a suo carico), apparso nervoso per lunghi tratti della gara.
La chiave sta anche nei numeri del secondo tempo, chiuso 50-35 in favore dei francesi, sintesi perfetta di una partita che la Virtus ha progressivamente lasciato scivolare via senza riuscire a opporsi. In doppia cifra per le V Nere ci vanno Matt Morgan e Momo Diouf entrambi a quota 16 punti, seguiti da Luca Vildoza a 12.
Ora non resta che ripartire dal lavoro. Servirà chiudersi in palestra, ritrovare compattezza e fare quadrato, perché quella vista al PalaDozza è probabilmente la versione più fragile della stagione bianconera. E da qui, inevitabilmente, passa l’obbligo di reagire.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Saliou Niang, foto Ciamillo-Castoria