Virtus Bologna torna in campo questa sera alle 20:30 alla Virtus Arena per affrontare il FC Bayern Monaco in EuroLeague. Una partita che, sulla carta, non sposta nulla in classifica, ma che pesa tantissimo per tutto il resto. Per il morale, per l’identità e soprattutto per il futuro immediato di una squadra che oggi sembra aver smarrito sé stessa.
Il momento è uno dei più delicati della stagione. Sei sconfitte consecutive tra campionato ed EuroLeague raccontano di una crisi evidente, tecnica ma anche mentale. La sconfitta interna contro Venezia ha lasciato strascichi pesanti e, cosa forse ancora più preoccupante, non ha lasciato tempo per rimettere ordine. La Virtus è tornata subito in campo, senza la possibilità di lavorare davvero in palestra, senza quel tempo che in questi momenti diventa ossigeno puro.
Per Nenad Jakovljevic la situazione è tutt’altro che semplice: dover gestire una squadra in difficoltà senza poter incidere con continuità negli allenamenti limita inevitabilmente ogni tentativo di correzione. E in questo momento la Virtus avrebbe bisogno esattamente del contrario: fermarsi, parlare, lavorare, ritrovarsi.
A complicare ulteriormente il quadro c’è l’emergenza nel ruolo di playmaker. L’assenza prolungata di Alessandro Pajola pesa come un macigno, mentre Luca Vildoza tornerà soltanto a ridosso dei playoff LBA. Senza un vero regista, il gioco della Virtus si è progressivamente inceppato: Matt Morgan e Carsen Edwards stanno provando a sopperire, ma la gestione dei possessi e dei ritmi offensivi è risultata troppo spesso confusa, disordinata, poco lucida nei momenti chiave.
E allora inevitabilmente torna d’attualità anche il mercato. Il nome caldo è quello di JD Notae, profilo che potrebbe portare energia e punti nelle rotazioni esterne. Ma non è l’unico: riaffiora anche Rasheed Bello, già accostato alla Virtus nelle scorse settimane. Segnali chiari di un club che sa di dover intervenire, e in fretta.
In tutto questo, però, c’è una partita da giocare. E non banale. Il Bayern Monaco arriva a Bologna forte di un girone di ritorno solido, costruito sotto la guida di Svetislav Pesic, e con un roster ricco di talento ed esperienza. Occhi puntati sugli ex Milano Johannes Voigtmann, Neno Dimitrijevic e David McCormack, quest’ultimo passato anche dalla preparazione estiva con la Virtus.
Ma il pericolo è diffuso: le triple mortifere di Andreas Obst, il contributo offensivo di Isaiah Mike, l’energia di Wenyen Gabriel e l’impatto crescente di Justinian Jessup rendono il Bayern una squadra completa, capace di colpire in tanti modi diversi.
Ecco perché questa sera, al di là della classifica, la Virtus ha un solo obbligo: dare un segnale. Non tanto nel risultato, quanto nell’atteggiamento. Ritrovare ordine, durezza, presenza mentale. Ritrovare, in una parola, sé stessa.
Perché il tempo delle attenuanti è finito. E il futuro, quello sì, comincia adesso.

Eugenio Petrillo