Mattinata di presentazione in casa Virtus Bologna, dove presso Casa Virtus Alfasigma, in via dell’Arcoveggio, è stato ufficialmente introdotto Yago Dos Santos, nuovo playmaker brasiliano e terzo della storia bianconera dopo Marquinhos e Guilherme Giovannoni. Un innesto che porta energia, personalità e una chiara identità cestistica, come emerso fin dalle prime parole del giocatore.
Dos Santos si è mostrato immediatamente determinato, mettendo al centro il tema della responsabilità e della pressione, vissuta non come un peso ma come un motore: “Ho iniziato a giocare per questi momenti. Amo sentire pressione. Quando c’è pressione devi stare concentrato, e dare il massimo. Sono felice di essere qui e giocare per la Virtus, voglio dare il mio contributo alla squadra ogni giorno, che io giochi 40 minuti, 3 o un minuto solo. Sono pronto e concentrato.”
Il playmaker brasiliano ha poi sottolineato la propria filosofia di gioco, improntata alla condivisione e alla crescita collettiva, elementi chiave per il ruolo che ricopre: “Non importano le situazioni di gioco. Amo giocare a basket, che abbia la palla o no. Sono venuto qui perchè ho dei buoni amici in squadra, il coach mi conosce e mi piace come giocano. Cercherò di migliorarmi e migliorare il gioco della Virtus, il mio obiettivo è vedere i compagni felici di giocare con me, questo è uno degli obiettivi di un playmaker.”
Parole che raccontano un giocatore disposto ad adattarsi a qualsiasi scenario di partita, con la consapevolezza di entrare in un gruppo già strutturato e competitivo: “Quando sei un giocatore di basket devi pensare a questi momenti, essere pronto. Abbiamo tanti giocatori in squadra adatti ai momenti chiave della partita. Se dovesse toccare a me, e i miei compagni credessero in me, mi farei trovare pronto.”
Infine, Dos Santos ha spiegato le motivazioni che lo hanno portato a scegliere la Virtus, in un intreccio di ricordi personali e ambizioni future, con un riferimento speciale all’Eurolega e a Milos Teodosic: “Ho scelto la Virtus per tante ragioni. La prima ragione è che la mia prima partita in Eurolega, tre anni fa, è stata contro la Virtus, e in campo ero contro Teodosic. La foto che ho a casa in Brasile, della mia prima partita, è contro la Virtus. Poi conosco il coach, conoscevo bene anche Dusko Ivanovic e so come giocano. Sono davvero contento di questa opportunità.”
Un impatto comunicativo diretto, sincero, che restituisce l’immagine di un giocatore pronto a inserirsi con umiltà e ambizione nel sistema bianconero, con l’obiettivo dichiarato di incidere e crescere insieme alla squadra.

Eugenio Petrillo