La Virtus Bologna fa il suo dovere e, nel momento più delicato della stagione, allunga con decisione verso il primo posto. La vittoria contro Pallacanestro Trieste, unita al contemporaneo ko di Germani Brescia contro Treviso Basket, disegna uno scenario ormai chiarissimo: alle V Nere manca una sola vittoria nelle ultime due giornate per blindare matematicamente la vetta della regular season di LBA.
È un successo che nasce da lontano, costruito con autorità fin dal primo quarto. Il parziale di 13-0 iniziale ha indirizzato subito l’inerzia della gara, con la Virtus capace di toccare rapidamente il +20 (40-20), dando la sensazione di poter controllare ritmo e spazi. Trieste ha avuto il merito di reagire, accorciando le distanze e tornando a un margine più gestibile, ma senza mai davvero mettere in discussione il risultato. La squadra di Nenad Jakovljevic ha sempre mantenuto il controllo emotivo e tecnico del match.
Il dato che più racconta la serata è quello della coralità: cinque uomini in doppia cifra. Carsen Edwards guida con 19 punti, seguito dai 15 di Aliou Diarra e Alen Smailagic, dai 13 di Momo Diouf e dai 12 di Derrick Alston Jr.. Una distribuzione equilibrata che certifica lo stato di salute dell’attacco, ma anche la qualità delle scelte.
Tra le note più significative, il ritorno di Alessandro Pajola. Dopo oltre due mesi di stop, il capitano rientra con naturalezza: 21 minuti, appena 2 punti a referto ma una regia preziosa fatta di ritmo, pressione difensiva e leadership silenziosa. Accanto a lui continua a crescere Yago Dos Santos, alla seconda uscita in bianconero, già capace di mostrare lampi di grande personalità. L’assenza di Luca Vildoza e Matt Morgan ha portato anche a rivedere Daniel Hackett stabilmente da ala piccola, soluzione già sperimentata nel finale della scorsa stagione e ora riproposta con coerenza.
Se però c’è un reparto che ha fatto la differenza, è quello dei lunghi. Diarra è stato il vero dominatore: 15 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate in una delle sue migliori prove stagionali, fatta di energia e presenza costante. Diouf ha inciso con 13 punti in appena 17 minuti, mentre Smailagic ha finalmente rotto il torpore delle ultime settimane, chiudendo con 15 punti, 8 rimbalzi e una presenza a tutto campo che cambia il volto della squadra.
La Virtus convince su entrambi i lati del campo: solida in attacco, attenta e aggressiva in difesa. I numeri stagionali iniziano a raccontare qualcosa di importante: cinque sconfitte finora in LBA, contro le sette con cui si era chiusa la regular season dell’anno dello scudetto. Un segnale chiaro di continuità e maturità.
Resta, semmai, un piccolo spunto di riflessione sulle rotazioni: contro Trieste non c’è stato spazio per Nicola Akele e Francesco Ferrari, rimasti in panchina per tutta la partita. Una scelta che fotografa gerarchie sempre più definite, ma che potrebbe riaprire qualche interrogativo in vista dei playoff.
Ora lo sguardo si sposta sulla Dinamo Sassari. La trasferta al PalaSerradimigni rappresenta il prossimo passo, con un vantaggio non banale: un’intera settimana di lavoro in palestra per consolidare equilibri e arrivare pronti al momento decisivo. La vetta è lì, a un passo. E la Virtus sembra avere tutta l’intenzione di prendersela.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Aliou Diarra, foto Ciamillo-Castoria