Nella nuova stagione di Eurolega e Lega adriatica, la presenza di allenatori stranieri, segnatamente iberici, al timone delle due compagini di Belgrado rappresenta una situazione storica, che mai prima d’ora si è verificata. Joan Peñarroya al timone del Partizan, e Ibon Navarro alla guida della Stella Rossa scriveranno dunque la storia di una pallacanestro europea nella quale il basket iberico si è progressivamente imposto ai più alti livelli, come la presenza di due suoi allenatori in una delle culle della palla a spicchi del continente ben dimostra.

L’assenza di allenatori serbi sulle panchine delle squadre della città che ha prodotto strateghi del calibro di Aza Nikolić, Ranko Žeravica, Duško Vujošević e Željko Obradović, solo per citarne alcuni, è un segnale preoccupante per lo stato di salute di una piazza, la Serbia, che rischia di precipitare nella medesima crisi che ha sconvolto la Croazia. Tuttavia, onde nulla togliere ai due allenatori, la nomina di Peñarroya e Navarro a Partizan e Stella Rossa è ampiamente meritata.

Differenze in difesa

Sia lo stratega catalano che il professionista basco si sono affermati nella FIBA Basketball Champions League vincendo ben due edizioni della massima competizione europea per club organizzata dalla federazione italiana proponendo filosofie di gioco innovative, che giocoforza hanno dettato tendenze in Europa negli anni successivi. Alla guida, rispettivamente, di San Pablo Burgos e Unicaja Malaga, Peñarroya e Navarro hanno proposto innanzitutto ritmi alti, col catalano a incentivare piena libertà in transizione, e il basco a cercare incessantemente cambi di possesso.

Se, per Navarro, i ritmi alti erano originati da una continua aggressività difensiva, per Peñarroya essi erano dettati da una difesa più attenta a evitare tiri facili e catturare il più alto numero di rimbalzi possibile. Differente, tra i due allenatori, è stata anche la gestione del roster, col catalano attualmente al timone del Partizan ad affidarsi a un nucleo di massimo nove giocatori, e il basco fresco di firma alla Stella Rossa a centellinare i minutaggi di tutti gli atleti a sua disposizione in maniera tanto equa da spingere la stampa serba a scrivere di ‘comunismo cestistico’.

Similitudini in fase realizzativa

Simile, oltre a una proposta che tende a giocare un alto numero di possessi, è stata finora anche la strategia in fase realizzativa dei due allenatori oggi alla guida delle compagini più importanti di Belgrado e di Serbia. Sia Peñarroya che Navarro propongono infatti soluzioni prevalentemente dalla lunga distanza. Coerentemente, i due strateghi iberici sono soliti giocare con quintetti bassi, spesso composti da quattro piccoli versatili e un solo lungo.

Del resto, i roster di Partizan e Stella Rossa sono stati disegnati secondo questa filosofia. In bianconero, Peñarroya ha fatto incetta di guardie, giocatori perimetrali e lunghi specializzati nella difesa sotto le plance, come Alessandro Pajola, Luca Vildoza, Ethan Thompson, Kevarrius Hayes e Joffrey Lauvergne. In biancorosso, Navarro ha ingaggiato atleti particolarmente aggressivi, come le guardie Chris Jones, Nick Weiler-Babb e David Kramer, e i lunghi Patrick Baldwin e Jonathan Motley.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Joan Peñarroya (a sinistra) e Ibon Navarro (a destra) Copyright: Matej Katsouranis / Basket Magazine