Danilo Gallinari è tornato a parlare della sua esperienza ai Los Angeles Clippers e lo ha fatto commentando duramente il caso che ha coinvolto Kawhi Leonard. Nel corso dell’ultima puntata di A Cresta Alta, il podcast condotto insieme al fratello Federico Gallinari, il Gallo ha collegato quanto accaduto alla superstar americana anche alla svolta che ebbe la propria carriera NBA con l’addio a Los Angeles.

Gallinari non ha usato mezzi termini parlando dei circa 50 milioni di dollari ricevuti da Leonard attraverso i contratti finiti al centro del caso:

«Secondo me, visto che mi ha cambiato la traiettoria della mia carriera, mi ha messo nei casini mandandomi via da Los Angeles, merita di pagarli tutti e 50 quei soldi che ha preso. Li deve pagare tutti».

Gallinari ha poi aggiunto:

«Lui dovrebbe darli in beneficenza. Se li deve pagare, che li dia in beneficenza. Però deve assolutamente pagarli, visto che alla fine quello che ha pagato sono stato io. Io e Shai, ma la verità è che abbiamo preso direzioni bellissime, perché Oklahoma poi è stato un anno bellissimo. Però il mio percorso NBA non è dipeso da un GM o da un proprietario, come era stato con i Knicks o altre cose, ma proprio da un giocatore. Da un giocatore che ha deciso che la squadra non andava bene, che voleva altro».

Il riferimento è all’estate del 2019, quando Gallinari e Shai Gilgeous-Alexander lasciarono i Clippers nell’operazione che portò Paul George a Los Angeles e contribuì a creare le condizioni per l’arrivo di Leonard.

«Grazie a queste sue parole poi è entrata in moto una serie di cose che, come vedete, non sono state molto regolari. Quindi sì, quello che vi dico è che deve pagarli tutti i 50 milioni, non solo 700.000».

Gallinari ha comunque distinto la posizione del giocatore dalle responsabilità della società, sottolineando come molte questioni extracampo vengano gestite dagli agenti e dai club:

«Il giocatore deve giocare in campo e fare quello che deve fare in campo. Tutto quello che c’è fuori fa parte della vita del giocatore, ma non è gestito completamente da lui: la maggior parte è gestita da altre persone, che sono agente e società. Se lui fa delle richieste e la società trova un modo di accontentarlo, è la società che ha trovato il modo. Poteva benissimo dire di no o trovare modi regolari e legali per accontentarlo».

Il Gallo ha però ribadito la propria posizione sulla sanzione economica nei confronti di Leonard:

«Squalifica sì, e soprattutto io ho detto prima che i 50 milioni li deve dare tutti».

Foto di G. Masi / Ciamillo-Castoria