Terza giornata di LBA che comincia questa sera con due anticipi, e le altre sei partite domani. Dopo due gare sono cinque le squadre a punteggio pieno: Bologna, Udine, Napoli, Venezia e Treviso. Ancora a 0 punti invece Trieste, Reggio Emilia, Cantù, Maxima Roma e Scafati. Terza giornata che presenta due partite particolarmente importanti: il primo derby delle due nuove squadre di Roma, e Venezia contro Bologna.

Abbiamo parlato di questa nuova era del basket romano con uno degli allenatori che meglio conosce, e ha scritto la storia cestistica della Capitale: Valerio Bianchini.

 

Che significato ha questo primo nuovo derby romano, e che impatto potranno avere le due nuove realtà di Roma sul basket italiano?

Il derby è il segnale più esplicito di questo ritorno di interesse romano per il basket. Un ritorno a cui ho sempre creduto. Parlando con la gente, tante persone si ricordano e c’erano negli anni d’oro del basket romano degli anni ’80. Prima con la crescita della Stella Azzurra, poi con la grade epopea del Banco di Roma che portò il basket d’élite romano ad essere popolare. Poi gli anni del Messaggero fino ad arrivare alla gestione Toti, con giocatori come Bodiroga, Myers fino a Datome. Ecco questa eredità non poteva andare dispersa. Da quando la Virtus Roma si è ritirata dal campionato di Serie A nel 2020, in questi sei anni il basket romano ha continuato a svilupparsi, venendo ad oggi che un brand come la NBA indica Roma come una delle piazze sulle quali vuole puntare per il suo progetto europeo, e si risveglia tutto il movimento. Questo fermento si divide in due squadre che confronta una nuova passione dei romani per il basket. Il fatto che avvenga in Serie A è positivo, perchè le piccole società romane che negli anni hanno creato buoni giocatori, li hanno poi visti andare a giocare altrove proprio perchè non c’erano squadre di vertice a Roma. Roma è abituata al derby calcistico, ma averne uno nuovo anche nel basket significa ampliare ancora di più l’interesse attraverso la competitività e per me è estremamente positivo.

In queste prime giornate, la risposta di pubblico è stata importante soprattutto in campionato mentre in Eurocup molto meno.

Bisogna dire che le coppe si giocano nel corso della settimana, che è diverso dal weekend dove le persone sono più rilassate e prendono volentieri i mezzi per andare a vedere una partita di basket. L’interesse per la coppa è minore soprattutto all’inizio perché è una coppa secondaria rispetto all’Eurolega e quindi bisogna avere pazienza e lasciare che gli spettatori comincino a individuare queste nuove squadre e nuovi avversari. Anche quando ci sarà la contemporaneità del calcio, non ci si potrà aspettare grandi numeri, ma non è una novità.

Cosa l’ha spinta ad entrare nella BC Roma e che ruolo ricopre?

Io sono arrivato a Roma nel 1972 e ho visto crescere l’interesse della popolazione per il basket a Roma. Poi sono stato altrove, anche allenando la Nazionale, ma il mio cuore è sempre stato a Roma, anche perché ho sposato una romana, ho avuto tre figli qui, per cui Roma l’ho sempre considerata casa. La sparizione del basket dal massimo campionato degli ultimi anni, e anche la pochissima considerazione sui giornali mi ha fatto male, così quando mi è arrivata la proposta degli americani, parlando con Donnie Nelson, ho scoperto una grande passione, al di là del progetto NBA, proprio di essere a Roma in quanto Roma, in quanto basket romano. Una delle cose che mi lascia più perplesso è il fatto che con tutta l’attività giovanile che c’è a Roma, non c’è nessun romano nelle squadre nazionali giovanili e questo è una cosa che non riesco a digerire. Penso che con l’arrivo degli investimenti americani si possa anche pensare a migliorare la tecnica e la crescita dei ragazzi dentro le attività giovanili. Nel BC Roma sono presidente onorario, però mi tengono molto in considerazione per cui svolgo anche una parte di comunicazione, che era un po’ l’aspetto mio di quando allenavo, e quello di Senior Advisor.

Nello staff della della società ci sono tante figure anche di campo importanti come Scariolo e grandi dirigenti ex NBA. Come stanno vivendo questa avventura?

La parte tecnica è formidabile. Alessandro Magro e i suoi assistenti anche sono di altissimo livello, così come il preparatore atletico Richard Dalatri, famoso in NBA. I dirigenti americani la vivono con grande passione, sono spesso a Roma. Brian Colangelo, personaggio famosissimo negli Stati Uniti in NBA assieme a George Killebrew stanno inquadrando la parte commerciale e la parte di marketing. E poi c’è Donnie. Quello che caratterizza questa società è la grande cultura sportiva portata dal mondo NBA. Il padre di Donnie, Don Nelson è stato uno dei più grandi allenatori americani di basket, ed io lo vidi giocare nei Boston Celtics perché fui invitato a vedere i loro allenamenti. Mentre quando allenavo la Nazionale, d’inverno andai anche a vedere i suoi allenamenti da coach dei San Francisco Warriors. Vidi anche Donnie giocare al college. C’è una specie di familiarità con questi nomi. Non sono affaristi ma grandi uomini di sport, di cui loro mantengono l’etica, le regole e il fascino.

Ci potrebbe raccontare un po’ la figura di Donnie Nelson?

Donnie Nelson è cresciuto nell’ambiente del basket di massimo livello, e ha vissuto da vicino gli anni dei più grandi giocatori come Bird, Magic Johnson, Jordan. Appartiene ad un mondo dinastico straordinario dal punto di vista della qualità, e questo si vede anche nel suo modo di vedere il gioco, di parlare con noi, di farci le domande e nel chiedere di trasmettere questa aristocrazia sportiva. Sta dando un valore in più alle fondamenta del progetto, al di là dei risultati, perchè non è soltanto un’avventura ma è una scelta precisa di sviluppo europeo.

Crede che in un futuro non troppo lontano sarà possibile avere tre squadre di Roma nel massimo campionato, contando sul ritorno della Virtus?

Io credo che la Virtus Roma sia meritoria per quello che ha fatto l’anno scorso, anche se poi è stata sfortunata nel finale. Ma ha mobilitato lo zoccolo duro del basket italiano mettendo le premesse per lo sviluppo futuro che avrebbe potuto avere BC Roma o la Maxima. È davvero importante che il nome Virtus continui nel basket al di là della posizione. Non bisogna dimenticare che lo sport professionistico esige degli investimenti e fino ad ora a Roma, dopo l’impegno dei Toti finito abbastanza presto, di investimenti non se ne erano visti. Con questi due nuovi progetti americani nasceranno anche gli investimenti. Per quanto riguarda la Virtus saremo tutti felici che potesse risalire ed essere una terza possibilità ma al momento penso che la strada sia ancora lunga.

Per quanto riguarda il campionato attuale, quali sono le le squadre che la incuriosiscono di più?

C’è una cosa che caratterizza questo campionato, il fatto che le squadre cambiano un sacco di giocatori ogni anno. Basti pensare a Milano che vince lo scudetto e poi ogni anno cambia tanti giocatori. Questo fatto crea una certa instabilità perché ogni volta devi ricominciare da capo e costruire una squadra nuova. Poeta si ritrova una squadra nuova, completamente diversa e questo secondo me è negativo perché c’è un’instabilità cronica nelle squadre. Il gioco del basket è un gioco molto complesso per cui devi avere delle consuetudini di conoscenza tra i giocatori stessi. Se tu cambi continuamente  giocatori e allenatore significa ogni volta cambiare i moduli di gioco, cambiare le abitudini, cambiare le interconnessioni tra un giocatore e l’altro. Per questo la qualità del gioco si comincia a vedere dalla Coppa Italia in avanti. Anche adesso se ne vedono, soprattutto per la bellezza del basket e dei suoi finali punto a punto. George Killebrew nella partita contro Tortona era sorpreso nel vedere ancora tanta gente al palazzetto fare il tifo fino alla fine nonostante il divario che si era creato nel risultato. Questo perchè in NBA se una squadra ha un buon vantaggio sull’altra a pochi minuti dalla fine, la gente preferisce andare via per non beccare traffico.

Per questo campionato, qual è l’obiettivo che si dà la BC Roma?

L’obiettivo sono i playoff. Noi non abbiamo fatto un’armata, ma abbiamo una buona squadra. Ora abbiamo aggiunto un centro ex NBA molto esperto, Kelly Olynyk. Ci sono alcune squadre come Milano, Bologna e Venezia che possono puntare anche allo scudetto. Pero’ mi ricordo che quando a Roma ho vinto lo scudetto non ho mai pronunciato la parola scudetto per tutto il campionato. Sono stato costretto dopo aver vinto le semifinali contro Cantù. La stampa si aspettava parlassi di finale scudetto, mentre io usai un termine preso dal titolo di un libro di Carmelo Bene “Sono apparso alla Madonna” dicendo: “Siamo apparsi allo Scudetto”. I giornalisti capirono male e dissero che Bianchini aveva avuto la visione dello Scudetto.

Come vede in prospettiva il rapporto tra Eurolega ed NBA Europe?

Le cose sono abbastanza complesse, perché è chiaro che due superleghe così non possono coesistere. Quindi sarebbe giusto invece arrivare ad una fusione tra le due società. L’offerta della NBA è stata rifiutata ma penso che la trattativa andrà avanti. Anche perché il problema dell’Eurolega è che è un eccellente campionato dal punto di vista tecnico, però non produce il profitto che le società vorrebbero. Mentre l’apporto della NBA, della sua conoscenza del mercato sportivo e dei modi per sviluppare entrate, penso che possa essere un buon aiuto proprio dal punto di vista della crescita finanziaria del professionismo del basket.

Come vede il cammino della Nazionale verso le prossime partite?

Sono confortato nel vedere un eccellente allenatore come Banchi. In secondo luogo sono confortato dal fatto che ci sono molti giovani italiani anche di varia provenienza. Resta ancora scoperto il ruolo del centro. Tessitori sta facendo benissimo, ha un’eccellente tecnica da pivot, pero’ gli manca qualche capacità atletica superiore come ce l’hanno gli altri nelle altre nazionali.

 

3ª GIORNATA

Sabato 10 Ottobre

Udine-Trento (ore 20.00, LBA TV)

Varese-Trieste (ore 20.30, LBA TV)

Domenica 11 Ottobre

Olimpia Milano-Treviso (ore 16.00, LBA TV, Sky Sport Basket)

Cantù-Napoli (ore 17.00, LBA TV)

Reggio Emilia-Tortona (ore 17.00, LBA TV)

Scafati-Verona (ore 18.00, LBA TV)

Maxima Roma-BC Roma ( ore 18.15, LBA TV, Sky Sport Basket)

Venezia-Virtus Bologna (ore 19.00, LBA TV)

 

 

foto (Valerio Bianchini/Ciamillo-Castoria)