La BC Roma guarda al futuro con ambizioni importanti, tra la volontà di riportare lo scudetto nella Capitale, il progetto NBA Europe e la ricerca di un’arena capace di accompagnare la crescita della società. Donnie Nelson ha raccontato alla stampa capitolina la nascita del club. Le sue dichiarazioni sono state raccolte da Giorgio Marota per il Corriere dello Sport e Fabrizio Cicciarelli per Il Tempo.
Particolarmente curioso il racconto di come sia nata l’operazione che ha portato al trasferimento di Cremona a Roma: «Eravamo in Lituania per una celebrazione storica e, dopo un po’ troppa vodka, ci siamo incontrati con Rimantas Kaukenas (ex giocatore, tra le altre di Siena e Reggio Emilia, ndr) che mi ha presentato l’opportunità di rilevare Cremona per riportare il basket in un mercato vuoto e aperto come Roma. Da lì i passi sono stati veloci, abbiamo parlato con il patron Aldo Vanoli, aspettando la fine del campionato per completare il passaggio del testimone con rispetto e nel modo giusto. Un po’ come vogliamo fare per questo progetto, costruito dagli italiani e per gli italiani».
Accanto a Nelson, nella struttura societaria figurano Valerio Bianchini come presidente onorario, Bryan Colangelo nel ruolo di advisor, George Killebrew come President of Global Business Operations e Roberto Carmenati come amministratore unico. Un gruppo che ha coinvolto anche figure di grande esperienza come Sergio Scariolo e Chris Mullin.
BC Roma, Nelson: «Vogliamo giocare NBA Europe, ma se non dovessimo farcela non scapperemo»
Uno dei temi principali riguarda naturalmente NBA Europe, competizione nella quale la proprietà americana vorrebbe inserire la BC Roma. Un’ambizione che, tuttavia, non condizionerà la permanenza del gruppo nella Capitale.
«Vogliamo giocare la Nba Europe, ma se non dovessimo farcela non scapperemo», ha assicurato Nelson, che ha espresso anche qualche interrogativo sul futuro rapporto tra NBA ed EuroLeague: «Non so se il mercato potrà sostenere due grandi leghe».
Interrogato sulle probabilità di riuscita del progetto NBA Europe, l’ex dirigente dei Mavericks ha spiegato: «Non lo sappiamo. Stiamo discutendo attivamente, sappiamo qualcosa in più di voi (giornalisti, ndr) ma non molto. Le trattative sono uguali in qualsiasi ambito: possono sembrare molto difficili, poi all’improvviso possono cambiare».
Il progetto a lungo termine e l’obiettivo scudetto
La partecipazione a NBA Europe rappresenta quindi una possibilità, non una condizione indispensabile per la prosecuzione dell’investimento. Nelson ha voluto ribadire soprattutto la volontà di costruire una realtà duratura:
«Non siamo qui per una settimana, vogliamo che tra 100 anni qualcuno possa voltarsi indietro e vedere cosa è stato iniziato qui. E poi il nostro impegno è riportare il titolo a Roma, come ha fatto questo ragazzo».
Il riferimento è a Valerio Bianchini, protagonista dello storico scudetto del Banco Roma negli anni Ottanta, che ha parlato di «rinascita» del basket capitolino. Proprio l’ex allenatore ha raccontato con una battuta il suo coinvolgimento nel progetto: «Pensavo che mi mettessero a fare il reperto archeologico, poi ho capito che tipo di aristocrazia della pallacanestro era coinvolta».
L’obiettivo sportivo della nuova proprietà è dunque dichiarato: «Vogliamo lo scudetto». Nelson ha inoltre sottolineato il legame personale della sua famiglia con la pallacanestro, sintetizzato nelle parole «Il basket ci scorre nelle vene», prima di scherzare anche sulla tradizione familiare legata ai Boston Celtics: «Scarpe verdi, quindi di Celtics? Mio padre era un mito a Boston».
BC Roma, i contatti con l’AS Roma e il rapporto con Ryan Friedkin
Altro argomento centrale è il possibile coinvolgimento dell’AS Roma nel progetto cestistico. Secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, si sono già svolti diversi incontri tra le parti.
Al momento, gli scenari di collaborazione non prevedrebbero l’ingresso della proprietà americana dell’AS Roma nella BC Roma. Nelson ha comunque confermato che i rapporti sono aperti:
«Chiamamole discussioni in corso. Ryan Friedkin è un amico, quindi ovviamente siamo aperti a queste discussioni».
Nel frattempo, il club vuole valorizzare la componente italiana ed europea del progetto, come dimostrato dall’ingaggio di Nico Mannion: «È un nostro impegno, la firma di Mannion era anche un messaggio, prendere un giocatore di origini romane e quella è la direzione. Vogliamo proteggere la pallacanestro europea e in questo senso Bryan Colangelo è la migliore garanzia, il suo passato (scelse anche Bargnani al Draft come prima chiamata nel 2006, ndr) parla per lui».
Il futuro dell’arena: dal PalaEur al Foro Italico
Tra le questioni ancora da risolvere figura anche quella dell’impianto nel quale la BC Roma disputerà le partite casalinghe nei prossimi anni. La sede attuale non viene considerata definitiva e la società sta esplorando diverse possibilità.
«La nostra casa, il palazzetto di Viale Tiziano, non è definitiva. Avevamo fatto anche un’offerta per il PalaEur», ha spiegato Nelson. Un’altra ipotesi riguarda il Centrale del Foro Italico, per il quale Sport e Salute starebbe valutando un intervento di copertura che potrebbe renderlo utilizzabile anche per la pallacanestro.
Roberto Carmenati ha chiarito come la situazione sia ancora in evoluzione, anche alla luce delle prospettive legate alla NBA: «Tutto è transitorio, Maxima ha un accordo con l’Eur fino a giugno, mentre la prospettiva del Foro Italico è legata alla realizzazione della copertura e legata a chi giocherà la NBA Europe».
La disponibilità di un impianto adeguato sarà quindi uno dei fattori centrali per lo sviluppo a lungo termine della società.
Il derby con la Maxima Roma e il rapporto con i tifosi
Infine, Nelson si è soffermato sulla convivenza con le altre realtà cestistiche della Capitale, a cominciare dalla Maxima Roma. Il recente derby, che ha richiamato 9.312 spettatori al PalaEur, ha dimostrato il potenziale del movimento romano e la possibilità di costruire un seguito importante anche per più società.
«Tutte le grandi città hanno più squadre. Noi i tifosi andremo a conoscerli uno a uno, porta a porta se necessario», ha dichiarato al Corriere dello Sport. Un concetto ribadito anche al Tempo: «Ci sono mercati che hanno più squadre come New York e Los Angeles, Roma è uno di questi. Ci stimoleremo l’uno con l’altro».
La strategia della BC Roma sarà dunque quella di sviluppare un rapporto diretto con la città, anche attraverso il coinvolgimento dei giocatori nella comunità: «Dobbiamo fare alla vecchia maniera, convincendo letteralmente un tifoso alla volta, una famiglia alla volta, stringendo mani. Certamente aiuta avere i giocatori presenti nella comunità. Ci piacerebbe che in futuro accadesse come con Nowitzki, che è rimasto a Dallas anche dopo la fine della sua carriera, vorremmo che a Roma accadesse lo stesso».
foto (Ciamillo-Castoria)