Paolo Bartezzaghi su “La Gazzetta dello Sport” ha ripreso un tema tornato prepotentemente di attualità, ossia il problema dei calendari intasati (questo soprattutto in riferimento all’A|X Armani Exchange Milano e all’Eurolega).

Nei giorni scorsi, Zelimir Obradovic, leggenda della pallacanestro europea e attuale allenatore del Partizan Belgrado, ha proposto un cambio di calendario: “Le squa­dre di Eurolega ed Eurocup do­vrebbero accedere direttamente ai playoff nei loro campionati. Per costoro, il calendario dovrebbe strutturarsi così: 6 mesi di Eurolega, 2 di playoff nazionale, 2 per le squadre nazionali e 2 di riposo”. Gli fa eco il presidente della Federazione serba di pallacanestro, Predrag Danilovic: “Spero che FIBA ed Eurolega possano risolvere il problema dei calendari”.

Sull’argomento il presidente della Lega Basket Serie A ha rilasciato questo commento: “Non è nell’interesse della Lega e del movimento italiano che le squa­dre che fanno le coppe non gio­chino fino ai playoff. ­I calendari non li decide Obradovic né Gan­dini ma la Federazione interna­zionale e per l’Italia la Fip. La Le­ga gestisce la Serie A su delega della Fip. L’Eurolega è una com­petizione privata che occupa 40 settimane e, cara grazia, lascia li­beri i weekend. È auspicabile un coordinamento a livello di enti sovrani”.

Per il numero uno della FIP, Gianni Petrucci “ci vuole una riforma con meno squadre e calendari che si adatti­no. Quello di Eurolega è esagerato ed este­nuante. Per una Federazione ci sono due cose sacre: la Nazionale e il campionato. Tutto il resto viene dopo perquanto importante”.

Fonte: legabasket.it