La Reyer esce dall’Eurocup con merito dopo aver giocato 25′ mediocri per aggressività, qualità di gioco ed intensità. Finisce 90-80 per i rossi di Tel Aviv.

Una partita che – di fatto – dura 7′ alla Shlomo Arena di Tel Aviv, con Venezia che non oppone la corretta resistenza in difesa ed offensivamente gioca una partita sconnessa, pasticciata. Gli oro-granata vengono travolti dal ritmo degli israeliani, che hanno trovato la fuga buona in 25′ tra triple e giocate al ferro di grande aggressività. Il -22 del massimo svantaggio è messaggio chiaro, con la squadra di Spahija che è annichilita senza appello, perdendo distanze e bussola in poco tempo. Palle perse, zero gioco corale e di squadra, sofferenza a rimbalzo e scarsa presenza difensiva le chiavi della sconfitta lagunare a Tel Aviv. Nell’ultimo quarto con – finalmente – aggressività ed attenzione Venezia accorcia riportandosi incredibilmente in partita, ma J’Covan Brown chiude la partita e spegne definitivamente i sogni di rimonta di De Nicolao e compagni.

CRONACA

Un avvio equilibrato a Tel Aviv, la Reyer è in partita e gioca un buon primo spezzone di periodo, ma le triple di Munford e l’impatto di Zalmanson spaccano la contesa. La squadra di Franco vola sul 44-22 con un 25-6 di break che non ammette repliche grazie a giocate di enorme qualità ed aggressività. McRae, Brown e Timor creano il solco, con Venezia che ha solo 5 assist di squadra nei primi 20′ di partita. Lunghi travolti dall’energia israeliana ed impatto difensivo azzerato annientano la squadra di Spahija. Nel secondo tempo il terzo quarto si sviluppa sulla stessa falsariga del secondo periodo con Venezia che abbozza una reazione prima di finire ancora oltre i 20 punti di distacco, con un 77-55 che descrive alla perfezione l’andamento del match. Eloquente Spahija che durante un time out chiede ai suoi di giocare da uomini e con maggiore aggressività. Nell’ultimo periodo la squadra oro-granata prova una reazione che trova linfa nell’energia difensiva ed offensiva di Tessitori, Parks e Willis: il lungo azzurro gioca con grande concentrazione mostrando maggior applicazione di un Watt disastroso e suona la carica, coadiuvato anche dalla qualità di Granger. Riesce a rientrare a -4 la squadra di Spahija con un terrificante 3-21, prima di perdere nuovamente e definitivamente abbrivio: la stanchezza derivante da una rimonta che sarebbe stata pazzesca permette a Brown e Onuaku di sigillare il definitivo 90-80.

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Daniele Morbio

Foto: Reyer