Le parole del CT della Lettonia Luca Banchi dopo la vittoria contro l’Italia nella prima delle due sfide che assegnano i posti al Mondiale dal quinto all’ottavo posto:
“Una bella vittoria, nonostante il poco tempo che abbiamo avuto per recuperare le energie fisiche e mentali dopo la partita di ieri sera contro la Germania. Non abbiamo avuto possibilità di prepararla con la nostra normale routine, ma ancora una volta la squadra è riuscita a mostrare il suo valore, un gruppo che nonostante un approccio timido alla partita hanno mostrato che gli importava ed hanno iniziato la rimonta e sono riusciti in ritmo per giocare con il nostro solito flusso offensivo. Alla fine è stata dura, ma una bella vittoria che ci offrirà la possibilità di giocare per il quinto posto e sarà emozionante.
Su come sia diventato CT della Lettonia: “Mentre ero ad Orlando, nella bolla, ho ricevuto una chiamata dal mio ex giocatore Kaspars Cipruss e mi ha detto che stavano cercando un nuovo coach per la Nazionale. Ho chiesto qualche ora per pensarci, sapete un paese dove non ero mai stato prima, la lingua che non conosco minimamente, non ho mai allenato un giocatore lettone nella mia carriera ad eccezione di Kaspars Cipruss nel 2000, era un salto nel buio. Poi ho iniziato a pensare ai giocatori che avevano, Kristaps Porzingis, Davis e Dairis Bertans, Rolands Smits perchè non provare ed ho accettato la proposta. All’inizio sembrava pazzo, ma ho iniziato questa nuova esperienza con tutte le mie energie. Dall’inizio ho visto che c’era empatia tra me e la squadra ed una speciale connessione con Dairis Bertans, il capitano. Lui mi ha aiutato più di tutti a capire il basket lettone, il loro stile. Sono stato in Lettonia, andando ovunque si gioca a basket.
Sul basket in Lettonia: “Ho provato a rimanere connesso il più possibile. Cinque su sei head coach che allenano le principali squadre in Lettonia mi hanno aiutato, condividendomi la loro esperienza. Non ho accettato perchè la mia carriera ha bisogno di altre vittorie, ma perchè il basket lettone ha bisogno di rimanere a questi livelli ed ha bisogno di serate come queste, per mostrare a tutti che siamo vivi ed esistiamo. Dobbiamo mostrare che abbiamo identità, valore. Qui le persone vivono di basket e dopo ventidue ore ed una partita giocata fino all’ultimo tiro, vai a giocarti una semifinale per andarti a prendere il quinto posto, nessun giocatore ha fatto un passo indietro, tutti hanno giocato e volevano vincere. In Lettonia i bambini guardano le partite sulla televisione in classe e ci hanno anche mandato delle foto ed i voglio che i giocatori li vedano per diventare un modello, che è un tipo di attitudine. Non sono i grandi nomi, ma i valori che rendono le persone speciali”.