Le parole del CT dell’Italia Gianmarco Pozzecco dopo il ko contro la Lettonia nella prima delle due sfide che assegnano i posti al Mondiale dal quinto all’ottavo posto:

“Prima di tutto congratulazioni a Luca Banchi ed alla Lettonia, non solo per oggi, perchè hanno fatto un grande lavoro durante tutto il torneo. Con Luca ci conosciamo e stavamo parlando prima della partita che erano stati sfortunati perchè avevano perso con la Germania sbagliando l’ultimo tiro e perdendo la possibilità di accedere ai quarti di finale. Abbiamo giocato con team USA, ma allo stesso tempo sono fiero che due coach italiani qui tra le prime otto squadre del Mondiale e per poco non ne avevamo un terzo, ovvero Sergio Scariolo. Per il basket italiano è un bel segnale, per la maggior parte del tempo parlo dei giocatori, dei miei giocatori, questa è la prima volta che parlo della mia categoria. È stata una partita strana, non voglio mancare di rispetto alla Lettonia che ha meritato di vincere, ma è stata strana per noi. Simone non ha giocato ed ovviamente abbiamo dovuto guardare avanti, usando dei giovani ragazzi, fatto che li aiuta a crescere e sono contento perchè siamo sulla strada giusta ed ora siamo concentrati sull’ultima partita di Datome. Tutti dopo la partita con gli Stati Uniti sarebbero voluti andare a casa con la loro famiglia ed io ero il primo, ma hanno giocato anche senza Simone, hanno grande carattere ed ora vogliamo dare a Gigi un degno finale. Oggi abbiamo avuto un’altra possibilità di pensare al futuro e l’abbiamo fatto”.

Sull’Italia sempre nelle prime otto negli ultimi anni: “No, una cosa è essere tra le prime otto ai Mondiali, ci sono solo sei squadre europee ed è più complicato. Io ho sempre avuto la sensazione che negli ultimi 20 anni l’Italia non potesse qualificarsi ai Mondiali perchè fosse scarsa. La verità è che abbiamo alzato l’asticella, che la cosa che mi è  dispiaciuta di più ma nel contempo ne sono stato anche contento che noi siamo entrati in campo convinti che potevamo sconfiggere team USA. Per essere qui nelle prime otto, è una cosa che cinque anni fa poteva sembrare uno scherzo. Negli scorsi tre Mondiali non ci siamo qualificati, ma abbiamo convinto che potevamo sconfiggere gli Stati Uniti. Se uno non capisce che siamo arrivati al punto che abbiamo fatto credere a tutti che potevamo battere team USA ed alzato l’asticella per guardare Italia-USA pensando di andare in semifinale e non si rende conto che è straordinario. La differenza l’ha fatta quella partita lì e non quella di oggi. Se noi avessimo giocato con qualsiasi altra squadra saremmo andati in semifinale”.

Su Datome: “Gigi ha segnato 20 punti oggi ed è unico, stavo pensando diversi giorni fa cosa avrei dovuto dire su Gigi se mi avessero chiesto qualcosa, che tipo di persona è Datome. È difficile da spiegare e dopo ho detto unico è qualcosa che lo rappresenta. Dopo vuoi spiegare perchè è unico, ma dato che è unico non hai esempi e non lo puoi comparare a nient’altro, quindi non puoi spiegare perchè è unico”.

Sull’assenza di Fontecchio: “Simone si era ammalato e voleva veramente giocare, ma non poteva. Con i dottori ho deciso che non era abile di giocare per nessun minuto”.

Sullo staff: “È incredibile, ogni atleta, tutto lo staff che è coinvolto è focalizzato sui risultati ed è una cosa che non voglio cambiare, tutti vogliono competere per ottenere il meglio. La differenza è che non hai una sola filosofia o mentalità per ottenere quello che vuoi ottenere, la mia filosofia è diversa dagli altri, perchè io amo i miei giocatori ed il mio staff e voglio comunicare con loro quotidianamente. Voglio averli sempre affianco per due ragioni, se vinci puoi festeggiare con loro, sei sei triste perchè perdi hai qualcuno su cui poter piangere sulla sua spalla. Quando diventi vecchio e ti guardi indietro, rimangono solo le relazioni umane e se vuoi ricordare qualcosa devi chiamare un tuo compagno di squadra con cui hai condiviso quel tipo di emozioni. C’è solo questo modo per me per vivere il basket, con emozione, con amore per i tuoi compagni, lo staff prende cura dei giocatori, ama i giocatori, sono davvero incredibili. Poi vedi lo staff e sono tutti diversi uno dall’altro, uno sembra tunisino, uno sembra della Finlandia, un altro sembra un Flinstones, Peppe sembra che venga da Marte… dalla Luna, sono tutti diversi lì negli angoli ma li guardi ed è incredibile la relazione che hanno”.