Il ct della Nazionale Gianmarco Pozzecco, di recente diventato coach dell’Asvel Villeurbanne, squadra francese che milita anche in Eurolega, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato anche della scelta di un allenare una squadra e una nazionale contemporaneamente, diventando ct part time come anche altri hanno fatto ultimamente, uno su tutti Scariolo, ct della Spagna campione d’Europa nel 2022 e guida della Virtus Bologna, e anche l’attuale coach del club bolognese allena la nazionale lettone oltre alla Virtus.

Nella partita di Eurolega di questa settimana contro il Baskonia il coach italiano è stato espulso per la prima volta da quando allena l’Asvel “Sono il tecnico della Nazionale e di un club di Eurolega ma ancora quello che si sottolinea a livello mediatico nei miei confronti è il fatto che sono stato espulso” si è sfogato Pozzecco, che da quando è arrivato in Francia ha vinto 2 partite in Eurolega in sole 5 uscite risollevando un club che stava affrontando un momento difficile “Io qui mi gioco molto. Il mio lavoro iniziale è stato di sciogliere la frustrazione che avvolgeva la squadra. Nelle prime 4 partite aveva sempre perso con scarti di 20 punti. Da quando sono arrivato ne abbiamo perse tre e vinte due, tutte giocate fino in fondo. E col Vitoria, noi avanti di 15, l’abbiamo un po’ buttata via“.
Il ct della Nazionale non si trova in terra francese per allenarsi in vista del preolimpico di luglio, bensì per puntare in alto “Essere competitivo sempre. In campionato vogliamo arrivare ai playoff per vedere se il Monaco è attaccabile. Ma c’è anche il Paris molto forte. Ho la fortuna di confrontarmi con un mito come Tony Parker, l’unico presidente che può battermi in uno contro uno, e presto entreremo nella nuova avveniristica arena da 12mila posti. Allenare in Eurolega? A livello tecnico e tattico non è diverso rispetto alla Serie A o anche all’A-2. Ma la differenza la fa la personalità del coach quando si confronta con giocatori leggendari. Nel mio caso con un fenomeno come Nando De Colo“.

Pozzecco dovrà tenersi pronto per luglio quando la Nazionale italiana dovrà provare ad andare alle Olimpiadi cercando di superare il preolimpico, ostacolo difficile da oltrepassare soprattutto se bisognerà affrontare big europee come Slovenia, Spagna, Lettonia o Lituania “Mi mancava la quotidianità in palestra e c’era il rischio che arrivassi al Preolimpico quasi inoperoso. Ringrazio il presidente Petrucci, il primo che mi scrive sempre dopo una mia partita. È stato lungimirante a concedermi questa opportunità. Mi servirà per crescere e migliorare anche a beneficio della Nazionale. Così al torneo che qualifica ai Giochi di Parigi sarò più carico e leggero rispetto allo stress negativo che ho vissuto all’Europeo 2022 e all’ultimo Mondiale“.

Parlando dell’Italia è venuto fuori anche l’argomento convocazioni, anche se molto lontane per ora “Conosco e valuto i giocatori azzurri a prescindere dalle loro prestazioni. Ribadisco un mio vecchio pensiero: da noi gli italiani non sono riconosciuti come meritano. Ho visto Procida a Berlino: eccezionale. Qui non aveva un ruolo sicuro. Novità per febbraio? Rossato di Scafati e Totè di Pesaro sono da inserire. Però ricordo che i giovani forti sono già in Nazionale: Pajola, Mannion, Spagnolo e appunto Procida“.
Un pensiero anche agli italiani in NBA, iniziando da Fontecchio, traino dell’Italia ai mondiali di quest’anno “L’ho seguito dal vivo a Utah e non lo ritengo inferiore a molti interpreti del suo ruolo. Ma la NBA ha dinamiche particolari e pesano anche gli stipendi. Però Simone resta sempre la nostra prima punta”.
Infine Gallinari, in forza ai Washington Wizards sempre in suolo americano, ma disponibile per il preolimpico di luglio: “Se è in considerazione? Assolutamente sì. Per me Danilo sta sul podio dei migliori giocatori italiani di sempre insieme a Dino e Andrea Meneghin. Merita riconoscenza per essersi infortunato due volte indossando la maglia azzurra. Se non si fosse capito, tra averlo e non averlo scelgo sempre la prima soluzione
“.

Foto di Ciamillo Castoria