L’MVP in carica firma il suo massimo stagionale da 50 punti, trascinando i Sixers al successo contro i combattivi Wizards di Gallinari (7 punti). Denver crolla in casa dei Clippers nonostante la tripla doppia di Jokic, quella di Doncic da 40 punti, 11 rimbalzi e 10 assist fa la storia e regala a Dallas un ampio successo su Utah (7 punti per Fontecchio). Massimi in carriera per Desmond Bane (49 punti nel successo su Detroit, arrivata a 18 ko in fila) e Paolo Banchero (42 ma sconfitto a Cleveland).

Ecco il recap di tutte le gare della notte NBA e come cambiano le classifiche.

Washington Wizards – Philadelphia 76ers 126-131

I Sixers hanno bisogno del miglior Joel Embiid stagionale per avere ragione degli Wizards al termine di una sfida che ha visto 22 avvicendamenti nella guida del punteggio e 13 parità. A spuntarla alla fine sono però gli ospiti, che hanno anche 26 punti da Tyrese Maxey, 19 da De’Anthony Melton e ritrovano Kelly Oubre (12 punti in 19 minuti) dopo 11 partite di assenza, ma è la serata di Embiid a prendersi tutti i riflettori

Dopo aver saltato le ultime due partite per via di un’influenza, l’MVP in carica dimostra di non aver perso il tocco firmando il suo massimo stagionale da 50 punti (6a partita da almeno 50 punti in carriera), frutto di una serata strepitosa al tiro (19/29 dal campo e 11/13 ai liberi) insieme a 13 rimbalzi e 7 assist in 38 minuti di gioco.

La 17a sconfitta stagionale su 20 gare disputate dagli Wizards non è di certo una delle peggiori, visto che comunque sono rimasti in gara fino all’ultimo quarto contro una delle migliori squadre a Est. I 23 punti di Jordan Poole e i 20 di Tyus Jones in una serata da 56% al tiro di squadra non sono però bastati per opporsi a Embiid, così come i 7 punti con 6 rimbalzi di Danilo Gallinari in uscita dalla panchina (2/6 al tiro in 17 minuti).

Detroit Pistons – Memphis Grizzlies 102-116

Neanche la sfida contro una delle peggiori squadre NBA permette ai Pistons di interrompere la loro striscia di sconfitte consecutive, arrivata ormai a 18 partite perse in fila. Dopo aver chiuso in vantaggio i primi tre quarti, i padroni di casa crollano a inizio ultimo quarto sotto un parziale di 14-2 degli ospiti per cominciare la frazione di gioco decisiva, senza andare oltre i 22 punti di Bojan Bogdanovic e i 17+11 di Jalen Duren, poi uscito per un infortunio alla gamba a 2 minuti dalla fine.

Il motivo dell’ennesimo KO di Detroit ? Desmond Bane, che prende il suo precedente career-high da 38 punti e lo sorpassa facilmente mettendone 49 a fine gara, di cui 32 solamente nella ripresa. La guardia di Memphis guida i suoi al terzo successo nelle ultime quattro gare (dopo averne vinte 3 delle prime 15) segnando 19 dei 31 tiri tentati con 4/8 da tre e 7/7 ai liberi, aggiungendo anche 6 rimbalzi e 8 assist alla sua miglior prestazione in carriera.

Cleveland Cavaliers – Orlando Magic 121-111

I Cavs partono forte, toccano il +23 nel corso del secondo quarto, concedono agli avversari di tornare fino al -5 ma alla fine mantengono il controllo del match fino alla fine, trovando una vittoria importante per lasciarsi alle spalle un periodo complicato più per rendimento che per risultati (8-3 nelle ultime 11). Donovan Mitchell guida i suoi con 35 punti e Darius Garland ne aggiunge 26 con 9 assist e zero palle perse per tenere a bada uno scatenato Paolo Banchero.

Il ROTY in carica segna 16 dei 26 tiri tentati per chiudere a quota 42 punti realizzati, superando di gran lunga il suo precedente primato da 33. Era addirittura dai tempi di Shaquille O’Neal che un giocatore così giovane non segnava 40 punti con la maglia dei Magic, scrivendo una piccola pagina nella storia della franchigia, pur non riuscendo a portarla alla vittoria per la seconda partita in fila. La notizia peggiore è però l’infortunio alla caviglia di Jalen Suggs.

Minnesota Timberwolves – San Antonio Spurs 102-94

Quinta vittoria consecutiva per Minnesota e 15° KO in fila per San Antonio, che ringrazia la striscia da 19 di Detroit per non essere in questo momento la peggior squadra nella NBA. I T’Wolves invece hanno il miglior record della lega con 16 vittorie e 4 sconfitte, trovando la doppia doppia da 16+21 di Rudy Gobert nel derby francese contro Victor Wembanyama (12+10 ma con 4/13 al tiro). Un parziale di 16-2 dei padroni di casa decide il quarto periodo e di conseguenza la partita.

Atlanta Hawks – Brooklyn Nets 113-114

Questa volta non segna 45 punti come nella sua ultima partita persa ad Atlanta, ma Mikal Bridges si conferma spauracchio degli Hawks mettendone 32 di cui gli ultimi due a 4.5″ dalla fine per il contro sorpasso, rispondendo a una tripla di Trae Young (30 punti) realizzata pochi secondi prima. Si tratta dell’ultimo di ben 43 avvicendamenti nella guida del punteggio (quattro solamente nell’ultimo minuto di gioco), un record per le partite di cui si ha un play-by-play (cioè dal 1996), insieme a 11 parità.

Tortonto Raptors – Miami Heat 103-112

Dopo aver subito 66 punti nel primo tempo, la difesa di Miami pur priva di Bam Adebayo, cambia marcia nella ripresa concedendone appena 37 agli avversari e trovando il miglior Caleb Martin stagionale (24 punti e 12 rimbalzi) per conquistare solo la seconda vittoria nelle ultime 6 gare. Duncan Robinson è decisivo con 10 dei suoi 21 punti nel quarto periodo, rendendo inutili i 30 di Pascal Siakam e i 23 di OG Anunoby, con Scottie Barnes e Dennis Schröder che combinano per un pessimo 9/35 al tiro.

Houston Rockets – Oklahoma City Thunder 110-101

Alla peggior squadra in trasferta della NBA (0 vittorie e 8 sconfitte) basta tornare a giocare davanti al proprio pubblico per ritrovare la vittoria, addirittura la nona nelle 10 partite giocate a Houston. I Rockets tornano così al 50% di vittorie grazie ai 23 punti di Dillon Brooks e il massimo stagionale da 22 di Aaron Holiday, dominando a rimbalzo per 53-30 grazie anche ai 18 di Jabari Smith Jr. Shai Gilgeous-Alexander segna 33 punti ma gli altri titolari si fermano a 29 tirando appena 10/38.

Chicago Bulls – Charlotte Hornets 111-100

Terza vittoria consecutiva per i Bulls, che pur privi di Zach LaVine (fuori per altre 3-4 settimane per un infortunio al piede) prendono il controllo del match con un parziale di 19-4 nel 3° quarto e non si voltano più indietro. Sono i 29 punti di DeMar DeRozan e i 20+11 di Nikola Vucevic a spingere la squadra di coach Donovan, che senza il proprio numero 8 in odore di scambio sembra aver trovato un po’ di vita, pur contro un avversario privo di LaMelo Ball che non va oltre i 27 di Gordon Hayward e i 25 di Terry Rozier.

Dallas Mavericks – Utah Jazz 147-97

I Mavs divertono e si divertono realizzando il loro massimo stagionale per punti, fermandosi a due dal record di franchigia solo perché il loro vantaggio aveva già superato le 50 lunghezze. La partita di fatto non comincia mai visto che i padroni di casa toccano il +16 nel primo quarto e il +26 nel secondo, guidati da un Luka Doncic semplicemente storico e altri cinque compagno di squadra in doppia cifra, tra cui i 26 di Kyrie Irving e i 17 di Tim Hardaway Jr. uscendo dalla panchina.

A fine primo tempo il tabellino di Doncic recita così: 29 punti, 10 rimbalzi, 10 assist. Nella storia della NBA non era mai stata realizzata una tripla doppia da 25 punti solamente in un tempo, chiudendo alla fine con 40, 11 e 10 e osservando dalla panchina l’intero quarto periodo. Per Doncic si tratta della 60a tripla doppia in carriera, staccando nientemeno che Larry Bird (che però ha giocato 897 partite a differenza delle 349 dello sloveno) per prendersi il nono posto ogni epoca in solitaria.

Le assenze di Lauri Markkanen e Jordan Clarkson giustificano solo fino a un certo punto il disastro combinato dai Jazz a Dallas, raccogliendo la peggiore delle 10 sconfitte in trasferta raccolte nelle 11 gare disputate. La squadra di coach Will Hardy non va oltre i 21 punti di Ochai Agbaji, con Simone Fontecchio di nuovo in quintetto e autore di 7 punti con 2 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata e 1 palla persa tirando 2/5 dal campo con una tripla a segno su 3 tentativi e 2/2 ai liberi.

Los Angeles Clippers – Denver Nuggets 111-102

Gara di parziali e controparziali, con le due squadre a scambiarsi i quarti: quelli dispari vanno ai Nuggets, quelli pari, insieme alla vittoria, ai Clippers. Paul George (25 punti e 8 rimbalzi) guida i suoi, affiancato dalle buone prestazioni di James Harden (20 punti e 11 assist) e di Norman Powell che segna 17 punti uscendo dalla panchina, gli stessi realizzati da Kawhi Leonard in quintetto per tornare a battere i Nuggets dopo 11 sconfitte nelle ultime 12 contro i campioni in carica.

Ai Nuggets non basta un Nikola Jokic da 22 punti, 15 rimbalzi e 10 assist per vincere sul campo dei Clippers, soprattutto perché il serbo incappa in una inconsueta serataccia al tiro, chiudendo addirittura con 9/32 dal campo, dato in linea con il 41.8% complessivo di squadra ma che rappresenta la sua peggior prestazione in carriera. Mai infatti aveva sbagliato 23 conclusioni al tiro, rendendo la sua tripla doppia la più amara delle 9 realizzate quest’anno.

Golden State Warriors – Portland Trail Blazers 110-106

Ci vogliono una tripla di Steph Curry (31 punti e 5 assist) e la freddezza di Klay Thompson (11 punti con 3/13 dal campo) in lunetta per regalare una vittoria sudatissima a Golden State. Gli Warriors subiscono la freschezza e l’inventiva di Anfernee Simons e Shaedon Sharpe, autori rispettivamente di 28 e 26 punti, e si trovano costretti a inseguire Portland per tutta la partita. Nella seconda metà del 4° quarto, però, i Blazers restano a secco per quattro minuti, permettendo la rimonta dei padroni di casa.

Stefano Sanaldi