L’attesa è finalmente finita, la Coppa Italia 2024 sta per cominciare e per la Germani Basket Brescia vuol dire presentarsi ai nastri di partenza da Defending Champion. L’impresa di 12 mesi fa è entrata di diritto nella storia non solo del basket italiano ma anche dello sport in generale. Ora però è arrivato il momento di provare a difendere questo titolo e perché no magari rivincerlo; anche perché la situazione di partenza in casa Leonessa è completamente diversa da quella dello scorso anno.
IL MOMENTO:
Brescia sta attraversando un ottimo momento di forma. Innanzitutto sta viaggiando ad un ritmo pazzesco ed in classifica generale il primato solitario è pressoché meritato. Poi va detto che la squadra sta crescendo di partita in partita dimostrandosi all’altezza del ruolo che piano piano si è costruita attorno. Ora non è più un outsider in crisi nera come lo era l’anno scorso. Ora, al netto delle due corazzate Milano e Bologna, può tranquillamente definirsi la squadra da battere. La formazione di Alessandro Magro viene da cinque vittorie consecutive e da una condizione fisica e tecnica che sta nuovamente crescendo, dopo che tra la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo aveva mostrato una leggera flessione. Questo è un valido motivo per credere di poter ripetere l’impresa dello scorso febbraio.
PUNTO DI FORZA:
Sicuramente il gruppo. Questa squadra è ormai per larga parte formata da giocatori che da tre anni calcano il parquet del PalaLeonessa sotto la guida attenta e sempre in evoluzione di Magro e soci. Insomma possiamo dire che Della Valle, Gabriel, Cournooh, Cobbins e Petrucelli si possono annoverare oltre che come dei veterani, dei veri e propri simboli. Il loro essere in grado di completarsi ha permesso ai compagni giunti la passata stagione (Akele e Massinburg) e quelli arrivati quest’estate (Bilan, Burnell e Christon) di sentirsi a proprio agio e di sprigionare fin da subito la vera potenza del collettivo. Il tutto è ancora in evoluzione ma con questo sistema di gioco fatto di alternanza tra transizioni rapide e gioco organizzato lungo tutto il perimetro, con una difesa che definire asfissiante è riduttivo, all’ombra del Cidneo ci si può permettere davvero di sognare in grande.
PUNTO DEBOLE:
Fino a questo momento la formazione di Magro non ha palesato grandi lacune se non, nel periodo critico citato in precedenza, di avere avuto in quel momento una panchina poco prolifica, escludendo il personaggio che sarà protagonista del prossimo punto. Col passare del tempo, e nelle ultime 5 giornate lo si è visto molto bene, tutti hanno svolto il loro compito in maniera egregia, anche quando ci sono state assenza importanti.
L’UOMO CHIAVE:
Quello che verrà eletto come sesto uomo dell’anno: Cj Massinburg. Il giocatore di Dallas sta giocando senza ombra di dubbio la miglior stagione della carriera. In estate si è deciso di prolungargli il contratto a discapito di Caupain jr e mai scelta fu più azzeccata. La point guard ventiseienne sta facendo quello che già molti gli chiedevano l’anno scorso, ossia spaccare le partite in due col suo dinamismo, la sua visione di gioco e la buona propensione al tiro. Il fatto di aver perso Caupain gli ha spianato la strada. Per lui, ad ogni allacciata di scarpe, è un continuo esplorare nuovi orizzonti cestistici e questo per Brescia non può essere nient’altro che un bene. Viaggia ad una media di 13,7 punti, 3,7 rimbalzi, 2,3 assist, 1,5 recuperi e 18.3 di valutazione con un plus minus 9.5 che lo colloca in quinta posizione generale dietro al compagno Bilan a quota 9.9. Con lui in campo Brescia può ancora sperare di fare il colpaccio.
ASSENZE:
Salvo imprevisti dell’ultima ora Brescia affronterà questa Final Eight col rooster al completo.
OBBIETTIVO:
Giocare come si è giocato fino a questo momento, non sottovalutare l’avversario iniziale (Napoli) e in caso di un eventuale semifinale contro Bologna, dare il 100% per garantirsi la terza finale della sua storia.
PRONOSTICO DI BM:
Un posto tra le prime quattro anche se come sanno tutti conta solo chi alza il trofeo
in foto CJ Massinburg (Ciamillo-Castoria)
Riccardo Chiorzi