Con le Olimpiadi di Parigi 2024 che ci hanno ormai salutato e il testimone passato a Los Angeles che si prepara ad accogliere la fiaccola per il 2028, è tempo di tirare le somme e vedere promossi e bocciati di questa spedizione transalpina. Edizione dei giochi olimpici che ci hanno regalato non poche sorprese, a fronte di un risultato finale che si ha visto prevalere i favoriti, ma non con la facilità con cui molti si aspettavano.
USA: erano i favoriti, con una Nazionale intrisa di talento come forse non si era mai vista. Vincono l’oro, soffrendo e rischiando con Serbia e Francia, ma danno l’impressione che, alzando i giri del motore, siano ingiocabili. C’è da dire che lo stile di gioco non sia dei migliori, con tanti isolamenti e azioni poco organizzate; ma il talento della squadra sopperisce anche a ciò. Menzione speciale per Curry e James: il primo si rende protagonista di semifinale e finale da urlo, il secondo si dimostra ancora una volta eterno, togliendo le castagne dal fuoco nei momenti di maggior bisogno. VOTO 9,5
Francia: la Nazionale padrona di casa sfiora il colpaccio, arrivando fino alla finale poi persa con gli USA. Si dimostrano squadra compatta, fisica, guidata dall’infinito talento di Wemby, dall’esperienza di Batum e Fornier, oltre che un eccezionale Yabusele. Grande coraggio da parte di coach Collet, che ha la lucidità di capire la dannosità di Rudy Gobert relegandolo in panchina nelle ultime gare. C’è tutto il materiale per costruire qualcosa di grande. VOTO 9
Serbia: una Nazionale con un cuore nettamente più grande dei suoi confini geografici, rimonta in maniera folle contro l’Australia ai quarti ed esce solo in semifinale dopo aver condotto la gara contro gli USA per 35 minuti. Nella partita con Lebron e compagni mostrano un basket al limite della perfezione, con Jokic e Bogdanovic a guidare il gruppo. Devono arrendersi solo alla stanchezza sul finale, ma sfiorano veramente l’impresa. Vincono il bronzo e ad attenderli al ritorno in patria ci sono più di 70.000 persone in piazza a Belgrado: una nazione che respira pallacanestro. Menzione d’onore alle condizioni psicofisiche di Jokic durante le premiazioni, che si dimostra un personaggio nel vero senso della parola dentro e fuori dal campo. VOTO 8,5
Sud Sudan: una storia più da serie Tv Netflix o Disney, una Nazionale che non esisteva fino a pochi anni fa costruita e plasmata da un solo uomo: Luol Deng. La loro è veramente una favola e la vittoria contro Porto Rico vale molto di più di 2 semplici punti. Per un pelo non si qualificano ai quarti, ma il futuro è nelle loro mani; per il Sud Sudan è solo l’inizio. VOTO 8
Brasile: passano ai quarti come miglior terza, dove hanno la sfortuna di incontrare gli Stati Uniti con cui non c’è partita. Un Olimpiade senza infamia e senza lode, dove fanno probabilmente il percorso che tutti si aspettavano, guidati da un Caboclo autore di 30 punti nella gara con gli USA. VOTO 6
Giappone: considerati la squadra cuscinetto del girone B vendono cara la pelle, arrivando a sfiorare l’impresa con la Francia. Il gap fisico e tecnico con le altre nazionali è evidente, e, senza Hachimura nella fase finale della gara contro la Francia, si ritrovano ad arrendersi, sebbene il frizzante playmaker Yuki Kawamura. VOTO 6
Germania: i campioni del mondo in carica si arrendono in semifinale, dove la fisicità della Francia padrone di casa ha la meglio su Schorder e compagni. La base su cui costruire c’è, non si vincono i campionati del mondo mica per caso, ma ancora manca qualcosa a questa Nazionale, che non riesce nemmeno a chiudere a podio. VOTO 5,5
Portorico: non riescono a ripetere l’impresa fatta con la Lituania, concludendo il girone a zero punti. Il loro highlights è il primo quarto chiuso in vantaggio contro gli USA, prima di essere spazzati via dalla tempesta Anthony Edwards. VOTO 5,5
Australia: merito per essere usciti vivi dal girone più difficile della competizione, ma il voto è in larga parte dettato dal modo in cui hanno salutato questi Giochi. La rimonta subita dalla Serbia è qualcosa di difficilmente comprensibile, e macchia un percorso fin lì netto della squadra di Goorjian. Nota di merito per un infinito Patty Mills, che ogni qual volta indossa la canotta australiana si trasforma in vero leader della squadra. VOTO 5
Spagna: i ragazzi di Scariolo non riescono ad emulare l’impresa della formazione iberica ad EURO 2024, ed escono come ultimi nel girone dell’inferno dei giochi. Probabilmente ci si aspettava di più da questa nazionale, che comunque schierava giocatori di assoluto livello come Llull, Brizuela e Hernangomez. All’ultimo ballo Rudy Fernandez, che lascia la Nazionale dopo aver vinto praticamente tutto. VOTO 5
Canada: dati come una squadra che poteva seriamente impensierire gli USA, nel roster contano giocatori di assoluto livello come Shai Gilgeous-Alexander e Jamal Murray. Peccato che si siano sciolti alla prima partita di livello, ai quarti contro la Francia. Apparsi ancora troppo acerbi, Shai è sembrato l’unico in grado di mantenere la pressione, con tanto di screzio finale con il compagno Murray. Male anche Dillon Brooks, spazzato via da Yabusele nella gara dei quarti. VOTO 4
Grecia: una Nazionale fondata sul solo Giannis, che passa il primo turno solo come migliore terza (anche se inserita nel girone più duro di tutti i giochi). Vengono eliminati dalla Germania ai quarti e la sensazione è quella di un supporting cast intorno alla stella dei Bucks non al livello di competere a questi livelli. VOTO 4
in foto Stephen Curry e Victor Wembanyama
di Diego Loretelli