Siamo all’atto conclusivo. Questa sera cominceranno le finali playoff di Serie A2. Nel tabellone oro le protagoniste saranno Udine e Verona, mentre in quello argento Scafati e Cantù.
Gli atti conclusivi sfuggono da ogni pronostico, ma comunque le semifinali ci hanno dato indicazioni ben precise sullo stato di forma e sulla prontezza delle squadre arrivate fin qui. Proveremo a fare chiarezza con l’appuntamento di A2 Emoticon.
🙂 (le vincitrici)
- Udine è la grande favorita. È una squadra fatta e finita per approdare in Serie A e lo ha dimostrato durante tutta la stagione. Il suo roster è lungo e attrezzato. Inoltre in questi playoff (percorso sulla carta agevole) ha giocato solo una partita in più del previsto: 3-1 con San Severo e 3-0 con Chiusi.
In semifinale solamente in gara2 l’Apu se l’è vista veramente brutta con quel 72-70 soffertissimo. La squadra di Matteo Boniciolli potrà contare su un parco italiani sempre più in crescita, in particolare con l’esplosione definitiva di Alessandro Cappelletti. Oltre agli azzurri comunque avere dalla propria due americani come Travor Lacey e Brandon Walters può che essere solamente un fattore positivo. - I friulani se la dovranno vedere con Verona in quella che era – per il girone oro – la finale più accreditata. La Scaligera però per il secondo turno di playoff ha dovuto giocarsi gara5 sciupando così tanta preziosa energia fisica. Anche in semifinale contro Pistoia quindi, come contro Mantova, gli uomini di Alessandro Ramagli ha sofferto più del previsto. I toscani sono clienti ostici, ma forse c’è voluta qualche fatica in più che potrebbe costare cara in finale contro la più fresca Udine.
I veneti fanno molto affidamento sui propri giocatori americani, in particolare su Karvel Anderson che in questi playoff ha 16.6 punti di media. Ma attenzione ad un gruppo di italiani che se in giornata può fare male: Francesco Candussi, Guido Rosselli, Giovanni Pini, Davide Casarin e Sasha Grant. - Discorso analogo si potrebbe fare anche per Scafati che è dovuta passare da gara5 per avere la meglio sull’Assigeco Piacenza, squadra che è andata oltre le proprie aspettative disputando una stagione più che mai positiva.
I campani però alla fine raggiungono l’obiettivo della finale dove faranno di tutto per fare il salto di categoria tanto sperato. La Givova – con Cantù – avrà il fattore campo a proprio favore, ma per avere la meglio dovrà certamente fare meglio. La squadra di Alessandro Rossi ha diversi interpreti e diverse frecce nella propria faretra. Per i playoff ha aggiunto David Cournooh che ha già dimostrato di valere e meritare la Serie A, categoria in cui è stato negli ultimi anni. Attenzione agli esperti americani Ed Daniel e Rotnei Clarke, otre che gli ottimi Riccardo Rossato, Diego Monaldi e Valerio Cucci. - Cantù ha trovato la miglior forma possibile nel momento migliore della stagione e ora – seppur senza fattore campo favorevole – la squadra brianzola fa paura. Gli uomini di Sodini hanno talento e sono una formazione completa. Gli americani e gli italiani sono ben assortiti tra loro. Il 3-0 su una comunque Ravenna da applausi ne è una dimostrazione.
🙁 (le sconfitte)
- Chiusi è uscita in semifinale, ma cosa aspettarsi di più da una squadra neopromossa? Nulla, anzi per i toscani del patron Luigi Brugnaro è stato un risultato più che mai positivo. L’Umana ha posto le basi per fare bene già a partire dalle prossime stagioni e questo (uscire in semifinale contro la grande favorita Udine) deve essere solamente un punto di partenza.
- Quello tra Pistoia e Verona era la sfida più combattuta e gara5 l’ha dimostrato. Non è bastato il cuore alla Giorgio Tesi Group per avere la meglio su Verona, oltre che le prestazioni di Jazz Johnson (16.1 punti di media), di Carl Wheatle (11.3) e di Daniel Utomi (11).
- Passando al tabellone argento, accomuniamo Assigeco Piacenza e Ravenna. Entrambe meritano calorosi applausi per le stagioni disputate. Partite senza in riflettori puntati addosso, hanno chiuso in crescendo dopo aver fatto emozionare i propri tifosi.
L’Assigeco è uscita a gara5 contro Scafati. I piacentini hanno riscoperto il valore di Davide Pascolo, hanno fatto riemergere giocatori acclamati come Gherardo Sabatini e Tommaso Guariglia, ma soprattutto ha messo in mostra un talento come Gabe Devoe (21.1 punti di media).
Anche per Ravvena il discorso può essere analogo. I romagnoli hanno sempre avuto un profilo basso, ma partita dopo partita hanno meritato il rispetto di tutti. Una squadra costruita con un budget basso, ha scalato la classifica in regular season (terza) ed ha meritato la semifinale playoff. Ha lanciato giocatori giovani come Davide Denegri e Alessandro Simioni sotto la chioccia dell’esperto Daniele Cinciarini e due immensi americani come Lewis Sullivan e Austin Tilghman.
Eugenio Petrillo
Foto Ciamillo-Castoria