Big match ai blancos, Tenerife si scioglie nel finale; i blaugrana espugnano Fuenlabrada, quasi completo il quadro per la Copa del Rey. Blancos vincenti anche nel recupero dell’11mo turno. 

Era la partita tra le prime della classe, non ha deluso le aspettative. Il Real vince (85-92) spezzando l’equilibrio solo a 3’ dall’ultima sirena grazie al solito Tavares (12+13r) che stradomina sotto il canestro avversario (8 rimbalzi offensivi!) ed alla verve dalla panchina dell’ex Teramo Jaycee Carroll, capace di mettere a referto 18 punti in 18 minuti sopperendo anche all’assenza di Llull. Prova di maturità fallita per Tenerife? Niente affatto; gli aurinegros, con Shermadini (18) ancora sugli scudi, cedono sì nel finale, ma per tutta la gara dimostrano di potersela giocare alla pari con la corazzata di Pablo Laso, uscendo paradossalmente più forti dalla sconfitta, soprattutto se pensiamo che Marcelinho Huertas ha avuto una serata incolore rispetto al solito e che Doornekamp è stato presto limitato dai falli. Agli isolani manca l’ultimo step per potersi sedere al tavolo delle grandi. 

Alle spalle dei blancos, anche se a pari punti con Tenerife, c’è il Barça che, pur privo di Mirotic (assente per motivi personali), supera per 83-67 l’Urbas Fuenlabrada. È l’asse Higgins (19) – Calathes (15+6ass) a decantare l’incontro in favore dei blaugrana: lo statunitense ex CSKA è un incubo per i difensori di casa, costretti, spesso, a fermarlo con le cattive (7 falli subiti) e s’impone all’attenzione dei telespettatori con un convincente 33 di valutazione. Sconfitta preventivabile per i ragazzi di coach Juarez, a cui manca una certa continuità di prestazioni: troppo spesso alla buona verve di Eyenga corrisponde una partita incolore di Trimble e viceversa. 

Si complica la vita, ma se l’era già complicata facendosi sorprendere dal Betis, l’Unicaja Málaga che cede di schianto (95-83) dopo essere stata davanti per buona parte dell’incontro al cospetto di una Burgos apparsa in difficoltà dal punto di vista difensivo ma brava a risorgere dalle ceneri sulle ali di Kravic (20) e dare il colpo di grazia nell’overtime con uno scatenato McFadden (14). Gli andalusi scappano a cavallo dell’intervallo lungo, portano 4 giocatori in doppia cifra con Guerrero (16) top scorer, ma crollano inspiegabilmente nell’overtime che avevano forzato grazie a Brizuela (14); servirà una vittoria al Carpena contro il Baskonia per assicurarsi il viaggio per la Copa del Rey. 

I baschi, dal canto loro, portano a casa il successo (84-67) ai danni di una Andorra che cede già nel secondo quarto alla forza di uno scatenato Youssupha Fall che, approfittando anche del riposo che Ivanovic concede – tra gli altri – a Polonara (9 punti ma solo 14 minuti in campo), conquista il parquet del Buesa Arena facendo brillare gli occhi agli addetti ai lavori con 17 punti con il 100% dal campo, 14 rimbalzi ed un siderale 38 di valutazione, il tutto partendo dalla panchina, sotto la regia illuminata di Pierria Henry (15) che smazza 8 assist ai compagni. Tra i pirenaici brilla il solo Senglin (20) in una sconfitta prevedibile ma non per questo meno bruciante, soprattutto se pensiamo che i giochi erano ampiamente in mano a Polonara e compagni già prima dell’intervallo lungo e Dusko Ivanovic ha potuto far ruotare la rosa in vista della difficile trasferta di Málaga. 

Prosegue la striscia positiva di Valencia, i taronja si esibiscono in un recital offensivo che asfalta (101-85) la malcapitata Gran Canaria, capace soltanto di limitare i danni. Privi di Dubljevic, i padroni di casa trovano fluidità offensiva dall’ispiratissimo Sam Van Rossom che, con 10 punti e 10 assist, confeziona una doppia doppia da 23 di valutazione ed arma le braccia di Tobey (11), Kalinic (15) ed Hermansson (15). Tra gli ospiti spiccano i nuovi arrivati Slaughter (17) e Kilpatrick (16), ma non basta la loro verve realizzativa quando gli avversari tirano con oltre il 60% da 2. Valencia sigilla, così, la propria partecipazione alla Copa del Rey e certifica il buon momento di forma che l’ha riportata nei piani alti dopo una partenza balbettante. 

Un overtime ed un finale sconsigliatissimo ai deboli di cuore: Zaragoza fa suo il match salvezza ai danni del Betis con i due liberi decisivi di Ennis (24) che fissano il 96-95 finale ai danni di un Betis che, nonostante un ritrovato Feldeine (32), spreca malamente più di un match point tra l’ultimo quarto ed il supplementare. È proprio la linea della carità a condannare i biancoverdi, Kay ha i due liberi decisivi per vincere la partita sull’83-82 per i padroni di casa ma ne segna soltanto uno. Crudele e curioso il gioco del basket, i cui dei si divertono a sancire la sconfitta betica concedendo a Zaragoza di sfruttare la stessa occasione che gli ospiti avevano fallito; va detto anche che i ragazzi di coach Hernández, l’opportunità, se la vanno a cercare con una difesa alla morte che, prima, spinge Feldeine ad una tripla forzatissima che manca il bersaglio e, poi, propizia la stoppata che cancella il tentativo di TJ Campbell. Zaragoza mantiene una vittoria di vantaggio sulla zona retrocessione, il Betis viene raggiunto da Bilbao. 

Bilbao che vince, anch’essa, all’ultimo respiro (81-80) il derby basco contro Guipúzkoa in un match giocato più dalle rispettive paure che dai giocatori. Oltre il danno, anche la beffa per Marcelo Nicola che perde Echenique per infortunio mentre i suoi sprecano addirittura tre match point. Tra i padroni di casa brilla Rouselle (17+10ass e 9 falli subiti), unica luce nel buio che la vittoria non riesce a dissipare, agli ospiti non bastano i 24 punti di Dee che si porta sulla coscienza uno dei tre errori fatali per il risultato finale. Per gli uomini di Alex Mumbrú è una vittoria che permette di agganciare la terz’ultima piazza occupata dal Betis, ma che non genera ottimismo per il futuro; troppe volte gli “hombres de negro” dissipano un comodo vantaggio e rischiano di rimetterci le penne. Tante ombre anche sugli ospiti, ormai relegati in fondo alla classifica e privati di uno dei loro uomini migliori. Solo una rivoluzione sul mercato, con un paio d’innesti capaci di spostare gli equilibri, potrebbe dare speranze di salvezza. Altrimenti toccherà sperare che in LEB Oro rinuncino alle promozioni. 

MVP: Youssoupha Fall (Baskonia)

Quando si dice prendere l’occasione al volo; il monumentale (2,21m) centro francese, ma originario del Senegal, va più in alto di tutti a sfruttare lo spazio che gli concede Dusko Ivanovic. 17 punti, 100% dal campo (7/7), 14 rimbalzi, 38 di valutazione; queste le cifre del giganteggiare di Fall sulla malcapitata Andorra che può solo inchinarsi alla sua prestazione monstre. Più che MVP, potremmo definirlo Sua Altezza di Giornata, Le Roi Youssoupha da Dakar, passando per Le Mans. Tutti in piedi, magari uno sull’altro, ed applausi a scena aperta. 

Recuperi 11a giornata: 

Vittorie per Real e Valencia nei recuperi dell’11ma giornata disputati in serata. I blancos superano Andorra e la stanchezza per gli impegni ravvicinati grazie all’esibizione offensiva di Abalde (24), bravo a creare il divario iniziale che la difesa degli uomini di Pablo Laso mantiene fino al 69-75 finale. Blitz taronja in quel del Palau Olimpic di Badalona; gli uomini di coach Ponsarnau scavano il divario nelle prime 3 frazioni di gioco, presentandosi al quarto periodo con ben 21 punti di vantaggio su una Joventut apparsa ancora con la testa al panettone. Sugli scudi Tobey con 15 punti realizzati. 

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Credits to: acb.com

Elio De Falco