Questa è stata senza dubbio la notte più divertente dei playoff 2026: tre partite spettacolari, con giocate da campioni, storie da raccontare e giovani che stanno sbocciando. La mano dei Boston Celtics non trema nel finale: le triple di Jayson Tatum e Payton Pritchard piegano le gambe ai Philadelphia 76ers e la squadra di coach Mazzulla si riprende il fattore campo. Suicidio sportivo degli Houston Rockets: a 30 secondi dalla fine sul +6, i texani perdono due palloni consecutivi e vengono puniti da Marcus Smart e LeBron James. I Los Angeles Lakers conquistano il successo ai supplementari e volano sul 3-0, con Austin Reaves pronto al rientro per gara 4. Vittoria speciale per i San Antonio Spurs, ancora privi di Victor Wembanyama: Stephon Castle e Dylan Harper ribaltano i Portland Trail Blazers e conquistano il 2-1 nella serie.

Philadelphia 76ers 100-108 Boston Celtics (1-2 nella serie)

Match tiratissimo alla Xfinity Mobile Arena. I Philadelphia 76ers, ancora senza Joel Embiid, lottano e provano a gettare il cuore oltre all’ostacolo, ma i Boston Celtics sono glaciali nei minuti finali e si riprendono il fattore campo. Gli ospiti provano a scappare a più riprese con le giocate di Jaylen Brown (25) e Jayson Tatum, ma Tyrese Maxey (31) gioca un terzo periodo fantastico e riporta i suoi a contatto. Ottima prestazione anche per Paul George (18) e Kelly Oubre Jr. (17), mentre VJ Edgecombe torna sulla terra (10+10 rimbalzi con 5/17 al tiro).

La schiacciata di Andre Drummond (12) porta i padroni di casa sotto di una lunghezza a due minuti dalla sirena, ma qui inizia lo show del talento dei ragazzi di Mazzulla: prima Tatum mette a segno un gran canestro dal mid range, poi Payton Pritchard (15) si inventa una tripla pazza per l’allungo di Boston (+5, nel mezzo un layup di George).

Oubre si butta in penetrazione, guadagna e realizza due tiri liberi, riportando i Sixers a -3, ma la squadra di coach Nurse si deve inchinare a Jayson Tatum: il numero 0 si prende il palleggio-arresto e tiro dall’arco sopra Adem Bona, straccia la retina e spezza i sogni dei tifosi presenti al palazzetto. Il prodotto di Duke meno di un anno fa finiva ai box per la rottura del tendine d’Achille, oggi decide una gara 3 cruciale nel primo turno di playoff: è una delle storie più belle di questa post season. L’inerzia torna tutta nelle mani dei Celtics: i Sixers sono costretti a rispondere in gara 4 per rimanere dentro la serie.

Houston Rockets 108-112 Los Angeles Lakers dopo OT (0-3 nella serie)

Clamoroso scivolone degli Houston Rockets, che si buttano completamente via nel finale e, sostanzialmente, dicono addio alla post season. I Los Angeles Lakers conducono per gran parte del match, continuando nel solco delle prime due gare: LeBron James (29+13 rimbalzi) a gestire, Rui Hachimura (22), Marcus Smart (21+10 assist) e Luke Kennard (14) a colpire dall’arco e una difesa che mette in difficoltà gli avversari. I texani, però, davanti al proprio pubblico reagiscono e, trascinati da un Alperen Sengun (33) che non fa rimpiangere l’assenza di Kevin Durant, si portano avanti nel quarto periodo. Anche i rimbalzi offensivi (18) sono fondamentali per la squadra di coach Udoka, che chiuderà con 19 tiri in più rispetto agli ospiti.

A 40 secondi dalla fine, il centro turco dei Rockets ruba un pallone e va a schiacciare per il +6, i californiani sbagliano dall’altra parte e sembrano sventolare la bandiera bianca. Qui arriva il suicidio sportivo di Houston: Jabari Smith Jr. (24) passa la palla direttamente a Marcus Smart, l’ex Celtics va a tirare in maniera forzata dall’arco ma Jae’Sean Tate fa una follia e commette fallo. La guardia fa 3/3 dalla lunetta, ma il possesso è ancora una volta in mano ai padroni di casa. Reed Sheppard (17) riceve nella propria metà campo, prova a battere LeBron James che non spende fallo e gli tocca la palla da dietro, spedendola nella direzione di Smart.

Il prodotto di Oklahoma State ritrova il Re, passaggio per Kennard che, dopo una finta, rimette il pallone nelle mani di LeBron: tripla del pareggio e gara incredibilmente in discussione. Sengun non riesce a trovare il canestro della vittoria, i Lakers chiamano timeout e James va vicino al tiro del 3-0 sulla sirena. Questo risultato, però, verrà comunque conquistato in overtime: i ragazzi di coach Redick sono più cinici e comandano per tutto il prolungamento. Delusione cocente per i Rockets, a un passo da un’eliminazione davvero sorprendente viste le assenze avversarie. I losangelini. invece, si godono un LeBron James irreale che aggiunge un’altra pagina a una carriera leggendaria: l’alley oop per il figlio Bronny è la cilieginia sulla torta di una serie completamente dominata da ‘The Chosen One’.

Portland Trail Blazers 108-120 San Antonio Spurs (1-2 nella serie)

No Victor Wembanyama, no problem per i San Antonio Spurs. I Portland Trail Blazers, grazie alle giocate superlative di Jrue Holiday (29 punti) e alla verve realizzativa di Scoot Henderson (21 con 5/10 dall’arco) sembrano prendere il largo nel terzo periodo, ma proprio in quel momento nasce una stella. Dylan Harper, rookie figlio d’arte, si incendia completamente e segna 22 dei suoi 27 punti totali (+10 rimbalzi) nel secondo tempo, guidando una rimonta incredibile per i texani: triple in step back, trash talking in difesa con Henderson e una schiacciata tonante su Robert Williams III per il classe 2006.

Nell’ultimo quarto ci pensa Stephon Castle a completare l’opera, coronando la sua miglior prestazione in questa postseason (la prima anche per lui): 33 punti con 10/18 contro un difensore d’elite come Holiday. De’Aaron Fox (18 con 7/16) continua a non brillare, ma l’apporto di tutto il roster neroargento a livello di energia è stato impressionante, dalla doppia doppia di Luke Kornet (14+10 rimbalzi) alle 3 stoppate del rookie Carter Bryant. Il parziale della ripresa parla chiaro: 61-43 per gli Spurs, che si riprendono meritatamente il fattore campo.

I padroni di casa, invece, vengono traditi da Deni Avdija. L’israeliano mette a referto 19 punti, ma con 3/15 al tiro: l’abilità nel conquistare viaggi in lunetta è tutta lì da vedere, ma questa gara 3 è stata un incubo per l’ex Wizards. Colpo davvero duro per i Blazers, che avevano la possibilità di andare in vantaggio sfruttando l’assenza di Wembanyama: non sappiamo se il francese rientrerà in gara 4, ma sarà già un match decisivo per la banda di coach Splitter.

In foto: Dylan Harper schiaccia su Robert Williams III                                  Credit photo: San Antonio Spurs (Facebook)