L’AS Monaco vive una crisi profonda e strutturale, che va ben oltre le recenti difficoltà sportive. Dopo un lungo filotto vincente, la Roca Team ha mostrato crepe evidenti sul campo – sconfitte pesanti contro Stella Rossa e Real Madrid – ma soprattutto fuori dal parquet, dove la situazione finanziaria è diventata sempre più allarmante.
Il club del Principato è alle prese con gravi problemi di liquidità, che stanno causando ritardi sistematici nel pagamento degli stipendi. Alcuni giocatori non avevano ancora ricevuto lo stipendio di novembre a metà gennaio, tanto da far emergere il rischio concreto di uno sciopero. Solo una parte dell’arretrato è stata saldata, tramite canali esterni al club, mentre i giocatori più pagati attendono ancora una quota significativa delle somme dovute. A oggi risultano inoltre non pagati gli stipendi di dicembre, con quelli di gennaio ormai imminenti.
A peggiorare il quadro è intervenuta l’EuroLeague, che ha colpito Monaco con una multa record da 300.000 euro e con il divieto di tesserare nuovi giocatori, bloccando di fatto i piani di rafforzamento (soprattutto nel reparto lunghi). Questa sanzione ha anche fatto saltare l’operazione Cory Joseph, finito all’Olympiakos, esponendo ulteriormente il club sul piano dell’immagine e della credibilità.
Il rischio ora non è solo europeo: la LNB potrebbe arrivare a escludere Monaco dai playoff di Betclic ELITE in caso di mancato pagamento delle somme dovute, incluse quelle relative alla Luxury Tax. Sullo sfondo restano decine di fatture arretrate, commissioni agli agenti non saldate e un modello di spesa che, senza un rapido sblocco delle risorse finanziarie, appare sempre meno sostenibile.
In sintesi, Monaco non è semplicemente in difficoltà: è un club che oggi cammina su un filo, con uno spogliatoio sotto tensione, una governance in affanno e un futuro a breve termine carico di incognite.
Allarme Monaco: stipendi in ritardo e futuro a rischio