Mancano 6 minuti alla fine del derby tra Olimpia Milano e Openjobmetis Varese, il punteggio dice, inaspettatamente, 65-74. Varese, da sfavorita, conduce di 9 punti a 6 giri di lancette dalla sirena finale.
Milano ha bisogno di recuperare immediatamente, e di certo non si fa pregare: Guduric da due, poi la tripla di Shields, schiacciata di Nebo e infine di nuovo canestro di Guduric. In meno di 3 minuti l’Olimpia fa un parziale di 9-0 e pareggia subito la partita, con ancora 3:20 da giocare e tutta l’inerzia dalla sua parte.
Da questo momento, passano altri 60 secondi prima di vedere muovere il tabellone, perchè sia Moore per Varese, che Shields per Milano, sbagliano. A 2:17 dal termine, così, la palla è nelle mani di Varese, che non segna, ormai, da quasi 4 minuti di gioco e deve interrompere un parziale di 9-0 già avviato da tempo dall’Olimpia.
Varese corre veloce in attacco, e in poco più di 10 secondi riesce a mandare un biancorosso a canestro, Stewart appoggia al tabellone e trova il 74-76. Milano torna dall’altra parte, ma Varese difende bene e mette in difficoltà i padroni di casa che tentano la tripla con Guduric, che sbaglia.
Gli ospiti tornano con la palla in mano, a 1:30 dalla fine Iroegbu gestisce la palla sul lato sinistro, vicino al centrocampo. Il numero 11 di Varese attacca il centro dell’area, poi si ferma, rallenta, e con un palleggio sotto le gambe torna indietro per cambiare direzione. Torna così a palleggiare verso sinistra, con Brooks in ritardo ma con Guduric in aiuto.
Il numero 23 di Milano si dimentica, però, il suo uomo, Olivier Nkamhoua che si fa vedere libero alle spalle di Guduric e, prima che il giocatore di Milano possa tornare a marcarlo, si fa dare la palla da Iroegbu. Nkamhoua riceve, appoggia un piede a terra arrivando oltre il canestro e appoggia al tabellone dal lato opposto, mandando a vuoto l’intervento di Guduric.
A 1:20 dal termine, Milano, in casa, è sotto 74-78.
I padroni di casa tornano in attacco, ancora una volta tentando il tiro da tre, di nuovo con Marko Guduric, che però sbaglia ancora e poi, non avendone abbastanza, fa fallo su Iroegbu e lo manda in lunetta.
Il numero 11 di Varese non sbaglia, e chiude un 2/2 a cronometro fermo che porta gli ospiti avanti di 6, sul 74-80 a poco più di 1 minuto dalla sirena finale.
Ormai, però, Milano non ragiona più con la testa, torna in avanti e tira ancora da tre, con Brooks stavolta, ma sbaglia anche lui. La quinta azione consecutiva, su cinque giocate, dal pareggio in cui Milano va a tirare da tre in attacco e non segna.
Avanza Varese dopo aver preso il rimbalzo in difesa, LeDay commette fallo a 39 secondi dal termine, e Stewart fa anche lui 2/2, 74-82.
Milano corre in avanti, Ellis tenta ancora da tre, ma sbaglia, a rimbalzo c’è LeDay, che consegna a Shields, il quale tenta ancora una volta una tripla, e nuovamente sbaglia.
Milano è ormai fuori dalla partita, Varese sbaglia due triple in 20 secondi e recupera entrambi i rimbalzi, segnando di tap-in con Stewart il punto esclamativo, quello del 74-84.
Termina così il derby, con un finale incredibile, che ha evidenziato ancora una volta come nel basket la testa sia più importante di qualsiasi altra cosa.
Dal pareggio, Milano ha attaccato 6 volte, tentando 7 tiri, tutti e 7 sono stati tentativi da tre, e nessuno di questi è andato a segno. Uno 0/7 da tre negli ultimi 3 minuti, con un parziale subito di 0-10, che sottolinea ancora una volta quanto basti poco per passare da “rimonta” a “sconfitta“, perchè Milano, dopo il 9-0 di parziale, non ha più segnato, staccando completamente la spina senza quasi più ragionare lucidamente.
L’impresa di Varese prende ancora più valore se si pensa che a fine terzo quarto era sotto di 12, sul 51-39. Milano era in netto controllo, e con un roster sia più lungo che migliore, sembrava una vittoria sicura.
Varese ha anche ruotato in 7: Stewart, Alviti, Moore, Nkamhoua, Iroegbu, Librizzi e Renfro, con Assui (ottavo) in campo solo per 5 minuti.
Due punti fondamentali nella lotta salvezza, con Varese che allunga a +6 dall’ultimo posto occupato da Treviso, guadagnando sia da loro che da Reggio Emilia e Sassari.
E’ un’impresa titanica da parte dei ragazzi di Ioannis Kastritis, con Varese che torna a vincere un derby in casa di Milano dopo 5 anni, espugnando il PalaLido con 7 guerrieri e un condottiero, ma soprattutto con la voglia di vincere e di andare oltre i propri limiti.
Foto di Ciamillo Castoria
