Sulle colonne della Stampa, Matteo De Santis, ha intervistato Marco Belinelli, fresco di ritiro dal basket giocato e nuovo Brand Ambassador di Virtus Bologna. 

Questo un estratto delle sue parole: 

“Quando ho annunciato il ritiro l’amore della gente mi ha colpito. Il primo weekend da pensionato è stato molto forte emotivamente. Vedere tutti i miei amici, la mia famiglia e impattare con quella determinazione d’affetto nell’intervallo di Milano-Virtus è stato stupendo. Pur di esserci, a mia insaputa, hanno fatto di tutto.
Alessandro Saponaro ha preso un volo da Miami e Robert Fultz è partito dalla Sardegna. Pajola e Della Valle, pur giocando, hanno fatto i salti mortali e i miei suoceri, i genitori di mia moglie Martina, si sono “sacrificati” a casa con le nostre due figlie. Li ringrazio tutti, mi sono appena ripreso”. 

Dal campo a dietro la scrivania. “Dietro la scrivania è un parole. Starò in piedi, con un ruolo comunque attivo, ma senza pantaloncini e scarpe da basket”. 

Il ruolo in Virtus. “Sono solo all’inizio, sto imparando. Sono contento di avere un ruolo nella Virtus e cercherò di portare la mia esperienza nelle scelte non solo tecniche, ma anche in altri campi. E ho voglia di mettermi alla prova in tv con Sky Sport”. 

Un possibile ruolo in federazione? “Il presidente Petrucci mi stima, Gigi Datome è un amico e qualche chiamata c’è già stata: ne parleremo serenamente. Non chiudo nessuna porta”. 

La Nazionale trova Luca Banchi. “Posso solo parlarne benissimo: mi ha ridato fiducia dopo un periodo difficile con un altro allenatore. Banchi è un uomo con la u maiuscola e un grande tecnico”. 

Con Scariolo il momento più buio al ritorno a Bologna. “Dal ritorno a Bologna si. Ero carico per il ritorno in EuroLeague e mi sono ritrovato a non vedere il campo, arrivando quasi a pensare “chi me lo fa fare di continuare?”. Banchi ha riacceso il mio fuoco interiore”. 

Il momento della decisione. “Ci pensavo da un paio d’anni. E mentalmente ero preparato. Il destino ha voluto che coincidessero un sacco di cose: volevo che la gente si ricordasse di Marco Belinelli ancora da Marco Belinelli, non come uno che si trascinava sul parquet”. 

La motivazione arrivata dalla situazione di Polonara. “Achille ci ha spinto a vincere lo scudetto. Non meritava di vivere tutto questo. Per la forza con cui sta affrontando la situazione è il mio eroe: gli auguro di tornare a fare le cose semplici della vita, poi verrà il basket”. 

Virtus e Milano ancora le favorite? “Noi e Milano rimaniamo le squadre da battere. Ma vedo possibili sorprese in Venezia e Tortona”.