Certe partite playoff non si vincono con la spettacolarità. Si vincono con i dettagli, con la lucidità nei possessi che pesano una stagione e con la capacità di trovare un protagonista inatteso nel momento più caldo.
Ed è esattamente quello che ha fatto Andrea Loro nella vittoria della Scaligera Verona sul parquet della Fortitudo Bologna in gara1 di semifinale playoff di Serie A2.
Il 60-59 finale racconta perfettamente una sfida giocata possesso dopo possesso e con percentuali offensive basse da entrambe le parti. In mezzo a tanta fatica offensiva, però, l’ala gialloblu è riuscita a fare la differenza con una prestazione di enorme concretezza e maturità.
Il classe 2003 ha chiuso con 17 punti in poco più di 20 minuti, tirando con ottime percentuali: 2/3 da due, 4/8 da tre e 1/2 ai liberi, aggiungendo anche 5 rimbalzi in una serata di grande impatto sui due lati del campo.
Numeri pesanti, ma che non raccontano fino in fondo il peso specifico della sua prova. Perché Andrea Loro ha avuto soprattutto il merito di accendersi nel momento in cui il pallone scottava di più.
E quella tripla dal mezzo angolo nel finale è stata probabilmente il canestro simbolo della serata: un tiro di personalità arrivato dentro una partita dove ogni possesso sembrava poter decidere tutto.
L’ex Bergamo ha interpretato la gara con maturità, senza mai forzare oltre il necessario e scegliendo con intelligenza i momenti in cui colpire. In una semifinale playoff giocata in un PalaDozza caldissimo e contro una Fortitudo aggressiva e fisica, il suo contributo è stato determinante per permettere a Verona di strappare il fattore campo.
Prestazioni così, in questo tipo di contesti, valgono doppio. Perché quando hai appena 22 anni e riesci ad essere decisivo in una battaglia playoff di questo livello, significa che non stai soltanto vivendo una grande serata: stai mandando un segnale importante.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Andrea Loro, foto Ciamillo-Castoria