Billy Baron ha annunciato il ritito all’età di 33 anni. La guardia era reduce da un’annata travagliata in maglia Olimpia Milano e quest’estate l’aveva lasciata per accasarsi agli Shangai Sharks, ma appena dopo due mesi ecco la decisione di dire basta. Il giocatore tramite un lungo post ha spiegato le ragioni del suo addio spiegando come i tanti problemi fisici avuti negli ultimi anni siano stati la motivazione principale della sua decisione. Una carriera che l’ha vista toccare 37 paesi, tra cui la Serbia con la Stella Rossa (con cui ha vinto un campionato serbo) ed anche l’Italia nelle fila di Milano (con cui ha vinto due campionati). Questo il suo post di addio al basket:

“Non è mai facile smettere di inseguire qualcosa, specialmente quando lo fai da tutta la vita. Sono cresciuto nello spogliatoio, sentendo l’amore per il basket mentro ero con la squadra di mio padre. Facendo tante esperienze con i tanti alti e bassi che questa ossesione per questo sport mi ha dato sin dalla giovane età. Mia madre mi portava agli allenamenti ed alle partite. Mia madre si è resa disponibile per ventiquattro ore al giorno per tutta la settimana in modo che potessimo essere dove dovevamo stare. Mio fratello era il mio idolo ma anche il mio obiettivo. Mi ha permesso di diventare il giocatore che sono diventato e mi ha spinto a dare sempre di più grazie ai suoi successi. Mia moglie ha deciso di unirsi a me in questo pazzo viaggio e supportarmi passo dopo passo. Quando avevo bisogno di qualcuno accanto, lei era sempre lì a sopportare le ansie e lo stress che questo sport ti provoca. Insieme abbiamo visto 37 paesi ed è stata con me per 10 anni della mia carriera.

Sfortunatamente la scorsa stagione ho dovuto fare i conti con il brutto lato di questo gioco. E’ stata un’esperienza che non auguro a nessuno. Dopo una visita a New York sono stato capace di recuperare dal mio infortunio e di lottare per tornare meglio di prima. Dentro pensavo di avere altri anni di carriera, ma in fretta ho scoperto che non era questo il caso. Non avrei mai pensato che le cose sarebbero finite così. Mentre sto scrivendo questo sono frustrato per le cicatrici che mi sono rimaste, ma sono contento di aver fatto così tanta strada. Da Olean (New York) a Shangai e tutti i 35 paesi in cui sono stato, è stato un viaggio incredibile.

Grazie a tutti gli allenatori che ho avuto. Grazie alle accademie di Bishop Hendricken e Worcester. Grazie al Canisisius College. Grazie Lietuvos Rytas, Charleroi, Murcia ed all’Eskisehir. Grazie alla Stella Rossa per avermi fatto vivere un’esperienza che non avrei mai immaginato di vivere e per avermi dato la possibilità di giocare di fronte ai migliori tifosi al mondo. Grazie allo Zenit, specialmente a Xavi Pascual per aver cambiato il mio approccio alle partite. Grazie a Mr Armani per avermi dato l’opportunità di venire in Italia. Grazie agli Shangai Shark per avermi dato un’ultima possibilità.

Grazie Misko per avermi rappresentato ed avermi dato l’opportunità di giocare ad alti livelli. Grazie Val, grazie mamma. Grazie papà, grazie Jimmy. Grazie basket”.