“Le sensazioni sono molto positive, noi andiamo in campo per vincere tutte le partite”

Cividale ha ricominciato questa stagione esattamente come aveva concluso la scorsa annata, con risultati sorprendenti. La vittoria della Supercoppa di Serie A2 da parte della squadra di Stefano Pillastrini bissa il successo ottenuto nel 2025. Il club giuliano continua così il suo percorso che punta sulla qualità e sulla crescita dei giovani italiani che, stagione dopo stagione, vengono accolti a Cividale. In estate sono arrivati Ivan Allea Mobio, classe 2004 arrivato da San Severo; Tiagrande Willis Tio, 2003 reduce da un’ottima annata in B Nazionale con Ferrara; due classe 2008, Werther Bellinaso e Federico Bottelli, arrivati da Tortona. E tanti altri ne sono passati dal Friuli, tra i più noti e recenti Francesco Ferrari e Leonardo Marangon.

Un lavoro di programmazione portato avanti, oltre che da una società gestita magnificamente da Davide Micalich, da un coach come Stefano Pillastrini e da una tifoseria che aspetta e sostiene la sua squadra aldilà del risultato. In questa prima anteprima della Serie A2 2026/27, sempre più bella e competitiva, con il ritorno di piazze importanti come Caserta, Montecatini e Vigevano, coach Stefano Pillastrini ha detto la sua su cosa ci aspetta e sulla vittoria della Supercoppa da parte di Cividale.

Alzata coppa
UEB Gesteco Cividale

“Ci sono tante favorite, Forlì e Pistoia le possibili sorprese“. Ma non solo, perchè oltre alla Serie A2 si è parlato di NCAA e di stabilità nel basket europeo, ma soprattutto del possibile inserimento di un altro straniero in A1 e in A2. “Sentire ancora questi discorsi mi fa rabbrividire!“.

Come vede la nuova stagione di Serie A2, il livello si è alzato o si è abbassato rispetto allo scorso anno?

“Il livello è sempre più alto, ci sono tante squadre che hanno dato continuità preparando bene la nuova stagione.”

Cividale ha conquistato nuovamente la Supercoppa di Serie A2, bis dello scorso anno, che fu l’antipasto di una grande stagione che ha portato Cividale per la prima volta in semifinale playoff. Crede che questo possa essere nuovamente uno slancio per la squadra?

“Abbiamo vissuto tutto con molto stupore. Con i cambiamenti nel roster eravamo tutti pronti ad avere un periodo di assestamento e difficoltà, e non ci aspettavamo di essere competitivi da subito. Il gruppo è ambizioso, ci sono ragazzi che hanno possibilità di giocare a livelli alti in prospettiva. Siamo contenti, ma sappiamo benissimo che il pre-campionato può essere illusorio. La Supercoppa è una manifestazione ufficiale che va onorata, ma non dobbiamo sopravvalutare l’importanza agonistica di questo successo. Tutto bello, dà una grande energia ma da un punto di vista agonistico non ha significato, da sabato sera si riparte zero a zero.”

Cividale continua a crescere, anche i frutti del lavoro si fanno vedere con tanti giovani che crescono e poi arrivano in realtà di livello assoluto. Cosa augura a Leonardo Marangon, pedina fondamentale delle ultime stagioni, che quest’anno giocherà in NCAA?

“E’ un giocatore di livello altissimo. Mi aspetto che faccia bene anche in NCAA, anche se è un mondo diverso che non conosco in modo così approfondito. Ogni università ha un suo sistema di gioco, che spesso va anche al di sopra del valore dei singoli, quindi non posso fare previsioni. Il mio parere è che Leonardo sia pronto per ogni livello.”

L’arrivo di tanti giovani ha portato nuova linfa alla squadra, ma non sembra che ci abbiano messo molto a trovare la quadra giusta. Come li vede nel prosieguo della stagione

“Sicuramente hanno fatto molto bene. Stanno lavorano e si stanno allenando bene, e questa è la chiave per proseguire. Si sono trovati in un contesto già rodato. Il sistema è rimasto lo stesso. Sistema di lavoro, non solo dell’impianto di gioco, ma anche di come ci alleniamo, delle nostre abitudini e di come diventiamo squadra. Si sono inseriti benissimo, c’è un entusiasmo, ed aver ottenuto la Supercoppa dipende molto da questo. Allo stesso tempo, credo siano coscienti che da adesso diventa difficile perchè non possiamo neanche pensare di poter essere sottovalutati. Dovremo essere all’altezza, e la chiave, lo abbiamo detto dal primo giorno, sono i miglioramenti.”

Lo scorso anno aveva detto a Basket Magazine che aveva delle preoccupazioni, prima dell’inizio della stagione, per i tanti cambiamenti all’interno del roster. Le ha avute anche quest’anno prima della Supercoppa, e cosa si aspetta dalla sua squadra in questa stagione?

“L’anno scorso avevo delle preoccupazioni perchè avevamo perso dei giocatori importanti come Miani, Dell’Agnello, Lamb. Quest’anno abbiamo perso Marangon, Mastellari, Freeman e il nostro capitano, che era un punto di riferimento assoluto, Rota. In due anni la squadra, a parte Redivo, è stata completamente rivoluzionata. La cosa che temo di più è dover ricostruire un gruppo che si migliora a livello di solidità, di valori morali, di legame con il territorio e di obiettivi comuni. Mettere gli obiettivi della squadra davanti a quelli individuali. I giocatori che in passato sono venuti qui per affermarsi, e lo hanno fatto, ma mettendo davanti gli obiettivi di squadra. I ragazzi che sono arrivati quest’anno, non sono venuti pensando che Cividale li farà diventare dei campioni, ma che dovranno aiutarla a vincere. Poi che la conseguenza sarà che loro avranno dei successi individuali, è quello che vogliamo tutti, ma la strada è vincere le partite, mettendosi al servizio del gruppo e rinunciare anche a qualcosa per sè stessi.”

Ha un obiettivo in particolare da raggiungere in questa stagione?

“Noi andiamo in campo per vincere tutte le partite. Le sensazioni sono molto positive da un punto di vista di lavoro. Se continuiamo ad allenarci così e a diventare squadra in questo modo, possiamo toglierci delle soddisfazioni. Mi fermo qui perchè so che questi tipi di gruppi in cui molti di loro sono all’esordio, un conto è il momento di fiducia, un conto sono quelli difficili. In ogni caso devi cercare di portare a casa le partite. Come reagiremo quando arriverà il momento difficile, quello dirà che tipo di campionato faremo. Da come ne usciremo, vedremo di che livello siamo. L’importante sarà trovare delle soluzioni e non dei colpevoli, tutte frasi fatte, banali, ma che poi sono la verità.”

Quali squadra la incuriosiscono di più?

“Le squadre considerate da tutti molto forti sono tante: Fortitudo Bologna, Brindisi, Sassari, Rimini, Pesaro, Livorno, Avellino. Ho grandi sensazioni su Forlì, perchè quando una squadra diminuisce il budget e quindi abbassa le aspettative, spesso aiuta. In più ha messo dentro giocatori fortissimi, come Josovic, Ceccato, Pinza, Zanetti, tutti che possono fare benissimo e che magari hanno curriculum meno importante dei predecessori, ma secondo me veramente forti. Può essere una delle sorprese. L’altra potrebbe essere Pistoia, che ha costruito molto bene il roster. Nessuno magari in questo momento le vede in lotta per la promozione, ma secondo me potrebbero esserlo.”

Cosa si aspetta dalla partita d’esordio con Forlì?

“Il nostro gruppo sta nascendo adesso. Inoltre una settimana piena di festeggiamenti potrebbe essere pericolosa per noi, anche se lo sappiamo benissimo che non dobbiamo abbassare la guardia, ce lo stiamo ripetendo ogni giorno. Dovremo essere molto umili perchè gli altri saranno motivatissimi a giocare bene contro di noi. Non posso sapere come reagiremo in campo, sappiamo che sarà durissima, ma non perchè rischiamo di sottovalutarli, ma perchè dobbiamo essere pronti a soffrire e giocare una partita contro una squadra molto forte. Sono molto determinato a cercare di prevenire questa situazione, e riuscire a fare un grande match.”

Cosa si aspetta dalle tre neopromosse, Vigevano, JuveCaserta e Montecatini?

“Vigevano ha cambiato un po’ di più, le altre due hanno scelto nettamente la strada della continuità, che di solito paga, quindi me li aspetto competitivi, come tutte le squadre in A2. Vigevano ha cambiato di più, ma ha mantenuto l’allenatore e alcuni giocatori importanti, quindi manterrà il modo di giocare della Serie B.”

Qual è il suo pensiero sulla Virtus Roma, che ora dovrà combattere per riuscire ad avere attenzione in una città con ben 2 squadre di basket in A1?

“La Virtus Roma deve semplicemente insistere, andare per la sua strada e non fare paragoni con gli altri. Ha una grande tradizione, hanno costruito una squadra importante, piena di esperienza e di vissuto. Ha messo in B tanti giocatori di A2. Potrebbe avere problemi di adattamento, perchè i giocatori di A2 che scendono in B hanno maggiori responsabilità, mentre molti giocatori di B sono anche più forti e spesso sono sottovalutati. Quando si renderanno conto di questo, saranno una squadra molto forte. E credo che i romani guarderanno con un occhio di riguardo una squadra che combatte ed ha spirito, è che di Roma, non come la Maxima o la BC che sono state trasferite da altre città. Magari i nuovi appassionati seguiranno queste nuove realtà, ma lo zoccolo duro dei romani supporterà ancora la Virtus Roma. Devono cercare di fare risultato ed essere compatti in una stagione difficile, perchè il campionato di Serie B è durissimo e ha tantissime squadre forti.”

Che ne pensa della Fortitudo Bologna, di questo nuovo ciclo con Gentilini e Guerri a gestire la società, e come ha vissuto la semifinale contro i biancoblu?

“Da quello che ho visto, mi è sembrata una squadra che si è cercata molto, giocando con pazienza e passandosi la palla. La prima cosa che devono pensare è che solo due saliranno, quindi dovranno essere pronte ad avere momenti non facili. La strada che hanno preso penso sia quella giusta. Non mi metterei, se fossi in loro, l’ansia di dover vincere il campionato a tutti i costi. Capisco che la Fortitudo voglia fare la Serie A, la piazza lo è, il pubblico è da Eurolega, ma non credo ci siano le condizioni per vincere a tutti i costi. Se sapranno perdere, imparando dagli errori, allora potrebbero spuntarla alla fine, ma è dura.”

Le sue nomination per MVP, Miglior Under 22 e Miglior Coach?

“Non parlerò dei miei giocatori perchè non mi piace. Ci sono tre giovani fortissimi: Ceccato, Josovic e Accorsi, se devo fare un pronostico dico Accorsi come Miglior Under 22. Tambone è un nome spendibile, quindi lui come MVP. Miglior coach lo darei a Mattia Ferrari, che anche l’anno scorso era molto vicino a vincerlo.”

Per gestire questa fuga di talenti italiani in NCAA, la soluzione è quella di adottare il settimo e il terzo straniero, rispettivamente in A1 e A2, per aiutare le squadre a formare i roster durante il mercato?

“Io ho rispetto per tutti, ma devo dire quello che penso: mi sembra la più grande stupidaggine che si possa fare. Continuiamo a dire che ci sono pochi giocatori italiani perchè vanno in NCAA, e poi l’anno scorso Scafati ha vinto il campionato con Mascolo e Caroti come i due giocatori più importanti. Verona ha cominciato a fare meglio quando ha dato le chiavi in mano a Zampini e Loro, mettendo un po’ più in disparte gli stranieri. Pesaro, se non ci fossero stati i problemi di Bergamo, avrebbe vinto, e aveva il pallino in mano a Tambone e Bucarelli. Rimini ha vinto la Coppa Italia con gli stranieri che contavano molto poco in quella squadra. Non capisco su che base si pensa che gli americani costano poco e sono più forti rispetto agli italiani, è una sciocchezza. Ci sono una marea di giocatori italiani anche dalle serie inferiori. Mi sembra veramente incredibile pensare ancora che la soluzione sia inserire un altro straniero. Anche perchè in NCAA ci vanno tanti giocatori, ma ce ne sono tanti altri liberi. Sul mercato quest’anno c’erano tantissimi giovani italiani, che secondo me non sono assolutamente inferiori agli americani che giocano in A2. Sentire ancora questi discorsi mi fa rabbrividire.”

Dobbiamo prepararci a come riaccogliere i giovani italiani volati in NCAA, ma come?

“Intanto informarsi bene. Il grande rischio è che chi tornerà in Italia dopo aver guadagnato grandi cifre forse non avrà motivazione per giocare. Alcune volte, quando tornano non sempre sono migliorati, ma spesso sono anche peggiorati. Ci vorrà tempo ad abituarsi di nuovo a questo campionato. Devono ricominciare un percorso. Sono tanti che vanno via, ma sono anche tanti che rimangono. La Serie B è piena di giocatori che si possono inserire bene in un campionato di A2. Vedremo come si comporteranno quest’anno quelli scelti dalle squadre di A2 dalla B, credo che molti avranno un impatto importante, soprattutto quelli che sono saliti con le proprie squadre.”

Il sistema franchigia può aiutare la pallacanestro italiana a trovare una nuova stabilità?

“Io sono d’accordo sul fatto che il diritto sportivo non debba essere l’unico parametro. Credo che ci siano parametri importantissimi come la stabilità economica. Si parla poco, secondo me, del fatto che bisogna avere un certo numero di abbonati. Non credo abbia senso mantenere una squadra che per tre anni di fila in Serie A non ha neanche 2mila abbonati, per esempio. Più che il palazzetto grande, conta la quantità ed il seguito che hai. Più che il palazzetto grande, è meglio averlo pieno. Questi parametri sono importanti quanto il diritto sportivo. Credo anche che una grande forza della pallacanestro italiana sia la rotazione delle piazze. Il pubblico di Livorno che è stato senza basket per tanti anni, ora ha il palazzetto pieno. Se dovessero tornare a livelli alti Siena, Biella, Pesaro o la Fortitudo, sono posti che avranno un boom di pubblico spaventoso. Da noi la retrocessione viene vista troppo come un’angoscia. La rotazione delle piazze fa anche bene al movimento. Il diritto sportivo, unito ai parametri minimi che devono essere rispettati e controllati, è perfetto.”

Foto di Ciamillo Castoria, Stefano Pillastrini