Per l’anteprima dell’A2 di questa settimana abbiamo intervistato Marco Calamai, che è stato un allenatore di basket a Venezia, Pavia, Firenze e Bologna, lato Fortitudo, di cui ora è un commentatore presso alcune emittenti locali emiliane. Ci ha concesso del tempo per parlare della stagione di A2, tra pronostici, favorite e sorprese, giocatori da seguire e sulla nuova Fortitudo.
PANORAMICA SULLA SERIE A2
-Quali sono le prime impressioni sui due gironi di Serie A2?
“L’impressione è che siamo di fronte a una delle annate di Serie A2 più equilibrate di sempre, con tante squadre che vogliono salire e andare in Serie A. Guardando i due gironi noto dei punti di contatto e delle differenze: ognuno ha 4 squadre che vogliono vincere in modo dichiarato, nel Verde sicuramente Cantù e Treviglio, Trapani che si sta dimostrando la più forte e anche Torino, nel Rosso sono Trieste, Udine, Verona e Forlì, però in questo girone il livello è più alto, inoltre, ci sono anche molte più outsider nel girone Rosso, soprattutto parlo della Fortitudo, ma anche Cento, Piacenza o Rimini, più squadre pericolose.
-Quali sono i giocatori che incuriosiscono di più da seguire, soprattutto i nostri giovani italiani?
“Mi sembra che alla fine non ci sono, tra le squadre favorite, giovani italiani che partono come protagonisti. C’è Bolpin, è un’alternativa eccellente ad Aradori, però ha 26 anni, è un giocatore che ha fatto una buona carriera e sotto Caja sta tirando il meglio. Qualcun altro c’è, ovviamente ci vogliono gli allenatori che li fanno giocare, è chiaro che gli italiani contano in A2 perché sono tanti e ci sono solo 2 stranieri a squadre, si dice che è il campionato degli italiani perché ce ne sono 8 o 10 per squadra, però la maggior parte sono esperti.
Miaschi di Treviglio è, dopo Aradori, il miglior italiano che c’è in A2 quest’anno, e ha 23 anni, poi c’è anche Guariglia, forse il miglior centro italiano dell’A2.
Trapani ha buoni italiani, Mian è un giocatore importante, Marini è uno dei 5 migliori in campionato.
Anche il gruppo italiano di Forlì non è male, Valentini e Zampini sono due ottimi giocatori. C’è Cividale, che con coach Pillastrini lavora sugli italiani e li fa giocare, qui ci sono giocatori interessanti, come Miani, ma anche due outsider che potranno fare bene quest’anno e farsi notare: Marangon, classe 2005, 1 metro e 95, deve adattarsi in campo però può far bene, e Isotta, playmaker, 2003, potente, se gioca può essere un’altra sorpresa. Infine Chiusi ha altri due nomi che non conoscono in tanti e sono Stefanini, 24 anni, bolognese che ha giocato per anni in college americani, ed è uno di cui sentiremo parlare, e Possamai, mi piace tantissimo e non capisco perché non giochi in Serie A, un pivot, del 2001, giovane e molto bravo.
-Secondo te la Serie A2 è diventato un po’ un cimitero per elefanti, o è ancora un campionato di lancio per il futuro?
“Ci sono state annate in cui era un campionato di passaggio, altre stagioni come questa che rappresenta un ponte verso il futuro, se pensiamo ad alcune realtà più belle, più sane, della Serie A di adesso vengono dall’A2, una è Trento, un esempio per tutti, finali scudetto, coppe, anni e anni di Serie A, una società modello, che ha vinto l’A2, l’altra è Reggio Emilia, oppure Napoli, quindi emergono squadre dall’A2 che poi hanno una potenzialità, e quest’anno ci sono molte squadre che vogliono andare in Serie A, o per tornarci, come Udine, Trieste, Verona o Forlì, o per ambizione perché non ci sono mai andate, quindi adesso è tornata ad essere un campionato stimolante, dove gli italiani giocano e poi si vede molto la mano degli allenatori, in A2 alcuni sono tra i migliori d’Italia, Ciani, Pillastrini, Caja, fuoriclasse assoluto, Ramagli.
-A proposito di allenatori, quali sono quelli da seguire di più e quali novità tecniche ci si può aspettare?
“Io ho allenato tanti anni in Serie A, quindi seguo maggiormente con chi sono rimasto più in amicizia. Quest’anno a Bologna ho la fortuna di avere due amici, che sono Banchi in Serie A e Caja in A2, quindi con loro il rapporto è molto facile, poi seguo Ciani, di Torino, perché è stato anche un mio allievo durante i corsi del settore giovanile, Finelli di Treviglio, mio assistente a Bologna, Ramagli, con cui sono molto amico e che stimo molto per Verona, seguo Mecacci e Salieri che secondo me sono bravissimi, e anche Pillastrini che è un grande allenatore e ha il coraggio di far giocare i giovani, l’ha sempre fatto perché lui crede in loro. In A2 si vede una pallacanestro più organizzata e che segue di più la mentalità dell’allenatore, qui vedi pressing vero, con raddoppi, attacchi puntuali, perché il talento è inferiore rispetto alla Serie A e devi avere più organizzazione.
-Verso il nuovo format che ci sarà l’anno prossimo in Serie A2 con 20 squadre e un girone unico, è una scelta che può andar bene?
“Dovremo vederla all’opera, credo che quando tutte le squadre stiano nello stesso girone c’è maggiore equilibrio sportivo, questo è l’aspetto che mi piace, il fatto che tutti incontrino tutti dà una maggiore democrazia sportiva.
-Quest’anno, invece, cosa cambia con la formula delle 6 retrocessioni per società, coach e squadre?
“Cambia che ci sono molte squadre che devono stare attente, poi gli interventi sul mercato sono molto limitati, gli stranieri sono solo 2 ma se tu hai usato due visti non li puoi cambiare a meno che tu non prenda un altro giocatore che è escluso da una squadra di Serie A ed è già vistato. Quello che secondo me è cambiato è che non vedo squadre materasso, ci sono tutte squadre che cercano di non essere tra quelle che possono retrocedere, anche se la Serie B è comunque un bel campionato, quindi vai a finire in una bella categoria, però la Serie A con gli stranieri ti dà un’altra visibilità, un altro pubblico.
LA NUOVA FORTITUDO
-Parliamo un po’ della Fortitudo: dopo anni societari complicatissimi, aria nuova che ha rigenerato il pubblico, il nuovo allenatore Caja, il DNA comune, la passione e i valori fortitudini, cosa sembra cambiato?
“La gente si aspettava, dopo tanti anni di tensione e campionati mediocri, un’aria nuova, che però non arrivava mai, e quest’anno c’è stata una spinta dalla base che ha convinto a cambiare, e i nuovi sono una garanzia: il presidente Tedeschi è stimato da tutti, un imprenditore, che ha fatto l’arbitro nel calcio, persona seria, pulita, onesta, e ha di fianco a sé dei consiglieri fidati, il vice presidente Alibegovic, che è stato un mio giocatore, un’icona della Fortitudo, e ha stretto un patto di ferro con Gentilini, che è lo sponsor che tutti vorrebbero perché è appassionatissimo tifoso fortitudino e ha delle buone possibilità economiche. Mi sembra che il connubio Tedeschi-Alibegovic-Gentilini sia perfetto, e poi c’è un allenatore come Caja, che oltre ad essere un vincente sa organizzare e fare mercato. Si è ricreato un triangolo virtuoso tra società, amata e seria, pubblico, che è unico perché qui superiamo le 5000 presenze e i 4000 abbonati, allenatore e squadra. La Fortitudo non è nata per vincere il campionato ma non si tirerà indietro. Se io fossi una squadra avversaria, non vorrei mai incontrare la ‘Effe’, perché hanno un’aggressività difensiva e un’obbedienza alla guida dell’allenatore totale, e poi ci sono alcuni giocatori in panchina che possono essere molto importanti, Morgillo già sta facendo bene, ma Conti ancora a spezzoni, e anche Giordano, con l’aiuto di Caja, può migliorare.
ANALISI QUINTA GIORNATA SERIE A2
-Analisi di due big match per girone, prima il Girone Rosso, Trieste-Fortitudo, come può essere questa sfida?
“E’ uno scontro che vede la Fortitudo sfavorita, ma mi aspetto una ‘Effe’ che a Trieste o vince o perde di poco, perché venderà cara la pelle, sarà un incontro durissimo. Se Trieste perde si apre un piccolo problema perché è una squadra che ha speso molto, ha capitano americano, allenatore straniero e pubblico molto numeroso, ma ha perso a Cento avendo 20 punti di vantaggio, nel caso di sconfitta dovrà fare delle riflessioni. La Fortitudo se perde, non è che torna con i piedi per terra, semplicemente esce sconfitta contro una squadra più forte e in trasferta. È una partita che può dire se Trieste può davvero competere per la Serie A, come io penso, oppure deve fare degli aggiustamenti, mentre se la Fortitudo vince anche questa non può più nascondersi, a quel punto deve dire che ci prova, se perde rimane comunque una grande sorpresa perché nessuno poteva pensare che avesse 8 punti dopo quattro partite.
-Un’altra partita molo interessante è Udine-Cividale, come può andare questo incontro?
“È un derby sentitissimo, l’anno scorso Cividale ha dato parecchi dispiaceri a Udine, come squadra non c’è confronto, quest’ultima è più forte, è un altro big match di un’A2 che ne presenta tanti ed è un derby vero, però sono due squadre ambiziose, ognuna con un percorso diverso, perché Cividale non si è mai messa in testa di andare in Serie A ma vuole fare un bel campionato di A2 e lanciare giovani, Marangon e Isotta, come dicevo, su tutti. Udine dopo tutti i soldi che il presidente ha speso in questi anni invano vuole davvero vincere però non è facile, poi se sei in un girone che presenta delle squadre come Trieste o Forlì è ancora più complesso, comunque è veramente un big match interessante.
-Passiamo al girone Verde, Juvi Cremona-Vigevano, non proprio un big match ma comunque un derby, interessante questa partita?
“Juvi Cremona mi sta sorprendendo, quindi complimenti. Vigevano è una neo promossa, sta facendo il suo. Non conosco benissimo le squadre sinceramente, io do leggermente favorita Cremona perché gioca in casa, pur sapendo che nei derby questa è un’arma a doppio taglio perché hai anche molta più pressione, però sono due squadre che stanno rispettando il pronostico, anzi Cremona sta andando anche meglio di quanto io pensassi.
-L’ultima domanda e l’ultima gara da commentare, forse quella più intrigante, Trapani-Cantù, con i siciliani ancora imbattuti, si fermeranno questa giornata?
“Questa è la sorpresa delle sorprese, il presidente Antonini ha alzato molto la sua visibilità ancora prima di cominciare però ha creato una squadra che è un orologio. Cantù è già dovuta ricorrere a un cambio che doveva fare a giugno e non adesso, e ha messo in panchina il vice. È una partita che guardando le squadre come sono andate fino ad adesso vede Trapani favorita, in casa, che non ha mai deluso, mentre Cantù sì, però i lombardi sono una squadra che può naturalmente sovvertire il pronostico, quindi io dico 51% per Trapani, ma Cantù è come una belva ferita e che può essere pericolosa, mentre i siciliani sono la grande novità. E’ davvero una bella partita, anche da vivere secondo me.