Una riforma strutturale e una nuova candidatura per tenere il passo di Euroleague ed NBA sullo scenario della pallacanestro europea sono quanto caratterizza l’agenda della Lega adriatica, che a seguito di una videoconferenza delle squadre partecipanti ha stabilito il piano di lavoro per il corto e medio termine.

Come riportato da una nota ufficiale, un gruppo di lavoro composto da Partizan, Stella Rossa, Budućnost e Cedevita Olimpija, assieme al presidente dell’organizzazione che gestisce il torneo ex jugoslavo, Dubravko Kmetović ed il suo vice, Mihovil Granić, predisporranno una serie di proposte per una riforma complessiva della Lega adriatica.

Da chiarire è innanzitutto la formula di un campionato che, per la stagione 2025/26, ha assunto una formula nuova, con la stagione regolare divisa in due fasi da due gironi ciascuna, la cui conclusione ha ancora tutta da essere definita, con una serie playoff classica ed un ritorno alle Final Four a rappresentare le opzioni sul tavolo.

La divisione in due gironi

Secondo quanto dichiarato di recente dal presidente della Budućnost, Dragan Bokan, la formula del campionato non soddisferebbe la maggioranza dei soci, soprattutto delle squadre di fascia bassa, scontente per via della divisione in due gironi che priva della possibilità di affrontare le compagini più forti.

Il lavoro di riflessione sulla nuova formula che la Lega adriatica assumerà a partire dalla prossima stagione andrà di pari passo con la discussione in merito al numero delle squadre partecipanti. Come riportato dall’organizzazione del torneo ex jugoslavo, a presentare la propria candidatura è stato infatti lo Slovan di Bratislava.

Allargamento a est

La compagine slovacca, allenata dall’ex head coach e giocatore dello Zadar Aramis Naglić, che in carriera è stato anche uno dei pluricampioni d’Europa con la gloriosa Jugoplastika di Toni Kukoč, Dino Rađa e Žan Tabak, potrebbe dunque essere la quarta squadra non appartenente allo spazio ex jugoslavo ad aderire alla Lega adriatica negli ultimi tre anni.

Il Dubai nella stagione 2024/25, oltre a Cluj-Napoca e Vienna nell’annata sportiva in corso, sono le altre compagini che hanno preso parte a un torneo costretto ad allargare la propria base partecipativa per rimanere un campionato appetibile sullo scenario cestistico del nostro continente.

Dialogo con Euroleague

La riforma dell’Eurolega, con la quale la Lega adriatica ha avviato consultazioni per ripristinare un collegamento diretto tra il campionato ex jugoslavo e la massima competizione europea per club, venuto meno con la concessione di wild card pluriennali a Partizan, Stella Rossa e Dubai, ha infatti ridimensionato il peso del torneo adriatico sullo scenario cestistico europeo.

Il possibile lancio dell’NBA Europe, che secondo indiscrezioni intende considerare quasi unicamente compagini dell’Europa occidentale, trascurando certamente il mondo ex jugoslavo, permette inoltre alla Lega adriatica di inglobare e valorizzare altre ‘piazze storiche’ della pallacanestro del nostro continente non interessate né dal progetto statunitense, né dai tornei organizzati da Euroleague.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Aramis Naglić. Credits: Slovan Bratislava