BOLOGNA – È una sconfitta che sa di beffa. Questo perché la Virtus Bologna ha giocato una partita di grandissimo spessore tecnico, fisico e mentale. Ma non è bastato contro un Olympiacos, seppur privo di Kostas Sloukas, molto forte: 85-83 il finale alla SegafredoArena. Una beffa che poteva però essere un sogno. I felsinei hanno avuto il tiro del pareggio in un finale che definire concitato è poco. Prima Lundberg poi Mickey hanno fallito il miracolo che fino a pochi istanti prima sembrava impossibile. Ma lo 0/2 in lunetta di Larentzakis ha dato speranza alla Virtus che però non ha sfruttato.
La Segafredo se l’è giocata fino in fondo alla grande, ma alla fine la partita è stata decisa da dettagli e – permettetecelo – da episodi anche arbitrali. A 50’’ dal termine infatti quel fallo fischiato a Semi Ojeleye su Kostas Papanikolaou sull’80-77 grida vendetta. Un errore arbitrale grossolano che a questi livelli non può essere ammissibile. L’Olympiacos è una squadra fortissima, probabilmente una delle migliori in Europa, ma non necessitava di un “regalo” così grande. Sulle proteste Teodosic ha subito fallo tecnico e poi preso dal nervosismo il serbo si è fatto fischiare anche il secondo: espulsione, la seconda in questa stagione.
La Virtus è stata stoica, ha lottato come ha potuto con alle spalle la brutta prestazione di martedì contro lo Zalgiris. A penalizzare le V Nere ancora una volta gli inizi di quarto. Per lo meno questa sera i primi tre perché nel quarto è arrivata la rimonta che dal -10 al 30’ ha portato anche al vantaggio sul 71-70 a 3.30 dalla fine.
Non ci sono belle sconfitte, ma questa si può dire che lo sia. È la seconda di fila in EuroLeague (terza se si conta quella in campionato con Tortona), ma questa sera la prestazione è da elogiare… di quasi tutti gli elementi del roster di Sergio Scariolo che ha ritrovato Isaia Cordinier ma ha tolto dalle rotazioni Kyle Weems.
Per l’Olympiacos ci sono 22 punti di Sasha Vezenkov, 21 di Shaquielle McKissic e 17 di Kostas Papanikolaou.
Per la Segafredo invece arrivano 21 punti da Milos Teodosic, 13 da Semi Ojeleye e 11 da Tornike Shengelia. 

La cronaca 

Inizio subito in grande salita per la Virtus. Walkup, Vezenkov e Papanikolaou rispondono ai primi due punti di Shengelia con un parziale di 10-0: 10-2 peri greci.
Le cose per la Virtus migliorano con l’ingresso in campo degli uomini della panchina: dopo 10’ il punteggio dice 22 con la prodezza di Teodosic allo scadere.
L’equilibrio la fa da padrona ad inizio secondo quarto. L’Olympiacos prova a punire da tre, ma la Segafredo risponde sempre a tono: 30-30 a 5’ dall’intervallo.
Alla pausa lunga l’Olympiacos va avanti di 4 lunghezze (42-38) con le sfuriate finali di McKissic e Larentzakis.
Il rientro in campo va a favore della squadra del Pireo. Vezenkov e Papanikolaou costringono Scariolo a chiamare timeout sul 50-43 dopo 4.20 di gioco.
La squadra di Bartzokas è eccellente in difesa, ma muove bene anche la palla in attacco: Lundberg sulla sirena rende meno pesante il passivo al 30’, 63-53.
Per la prima volta in due partita la Virtus si impone in avvio di quarto. Pajola con il 2+1 e Shengelia con la schiacciata in contropiede rimontano lo svantaggio a 3 lunghezze sul 67-64. E Teodosic segna il pareggio a quota 69. Il match rimane in parità a 3’ dal termine sul 73-73.
A scardinare gli equilibri è Papanikolaou con una tripla impossibile dell’80-75. Poi sull’80-77 viene fischiato un fallo veramente molto dubbio ad Ojeleye. Si scatena la protesta e Teodosic si fa fischiare il tecnico: l’Olympiacos va così avanti 82-77 a 50’’ dal termine.
I greci vincono 85-83. 

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Milos Teodosic, foto Ciamillo-Castoria