BOLOGNA – Alla Virtus Arena (presenti 7684) la Virtus Bologna torna a sorridere anche contro una storica bestia nera. Finisce 83-79 contro lo Žalgiris Kaunas, una vittoria che mancava dal lontano 2007 e che pesa per valore tecnico, emotivo e di classifica. Un successo costruito con autorità, sofferto nel finale e difeso con personalità, nonostante le assenze sotto canestro di Momo Diouf e Aliou Diarra.
L’avvio è quello che Ivanovic chiede ai suoi: intensità, circolazione di palla e aggressività. La Virtus scappa subito, spinta dalle iniziative di Morgan e da un attacco che trova ritmo e spazi. La tripla del 16-6 dopo quattro minuti fotografa il miglior momento bianconero del primo quarto. Lo Žalgiris però cambia volto con l’ingresso di Francisco: l’attacco lituano diventa più fluido e il parziale di rientro (16-9) riporta gli ospiti a contatto, fino al 25-22 del 10’.
Nel secondo periodo l’equilibrio regna a lungo, anche perché la Virtus deve fare i conti con il terzo fallo precoce di Akele. Ma nel finale di quarto arrivano segnali importanti: Vildoza prende in mano la regia, Alston alza i giri del motore e Bologna piazza un altro break che vale il 43-34 all’intervallo, margine che racconta controllo e solidità.
Al rientro dagli spogliatoi la Virtus prova a dare lo strappo definitivo, mantenendo il vantaggio attorno alla doppia cifra. Edwards, tra alti e bassi, entra finalmente in partita, mentre lo Žalgiris resta aggrappato al match rispondendo a ogni tentativo di fuga. Al 30’ il tabellone dice 63-56, partita ancora apertissima.
L’ultimo quarto è una prova di nervi. I bianconeri sbagliano qualcosa di troppo, tra palle perse e tiri usciti dal ferro, e i lituani ne approfittano con un 9-0 che vale il 74 pari. È il momento più delicato, quello che spesso in Eurolega decide una partita. E qui emerge lo spessore della Virtus: Alston è glaciale in lunetta, Vildoza inventa la tripla del 79-74 a 1’14’’ dalla fine dopo una serie di azioni rocambolesche. Dalla panchina lituana sono arrivate proteste vibranti, con coach Masulias a contestare due contropiedi mancati nei minuti conclusivi, lamentando la presenza sul parquet dei ragazzi addetti alla pulizia del campo. Una coda polemica che non toglie nulla alla solidità della vittoria bianconera, ma che testimonia quanto il finale sia stato teso e giocato sul filo dei dettagli.
Lo Žalgiris non molla: Williams-Goss colpisce dall’angolo, ma nel finale la gestione bianconera è impeccabile. L’errore di Lo regala un possesso chiave, Alston e poi Edwards dalla linea non tremano, e l’83-79 finale fa esplodere la Virtus Arena.
È una vittoria che dice molto: per la continuità trovata, per i rientri di Edwards e Smailagic, per la capacità di soffrire e reagire da grande squadra. E soprattutto perché spezza un tabù lungo quasi vent’anni. Contro lo Žalgiris, questa volta, a sorridere è la Virtus.
Un inciso finale completa il quadro di una serata di spessore per la Virtus. Il successo arriva infatti ancora in piena emergenza, senza Momo Diouf e Aliou Diarra, ma con segnali incoraggianti dai rientri: Carsen Edwards, protagonista di una prova fatta di alti e bassi, ma decisivo nei liberi che chiudono la partita, e Alen Smailagic, tornato nelle rotazioni dopo lo stop. A referto anche Francesco Ferrari, inserito nei 12 ma non utilizzato, ulteriore segnale di un roster ancora da ricomporre completamente.
Per la Virtus Bologna, andando a guardare i singoli, ci sono 20 punti di Derrick Alston Jr, 15 di Matt Morgan, 12 di Luca Vildoza, 11 di Carsen Edwards e 11 anche Saliou Niang.
Per lo Zalgiris invece arrivano 20 punti da Tubelis, 19 da Moses Wright, 17 da Nigel Williams-Goss e 10 da Sylvain Francisco.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Derrick Alston, Ciamillo-Castoria