Notte amarissima per l’Olimpia Milano. All’Allianz Cloud passa Dubai per 96-78 al termine di una gara che pesa tantissimo sul morale e, soprattutto, sulla classifica. È una sconfitta che fa male due volte: per il modo in cui è maturata e perché arriva contro una diretta concorrente nella corsa ai play-in, proprio mentre le vittorie di Monaco e Zalgiris Kaunas complicano ulteriormente il quadro. Il treno resta ancora visibile, ma il margine di errore si è ormai ridotto al minimo.
Milano deve fare i conti con le assenze pesanti di Josh Nebo e Leandro Bolmaro, mentre Dubai, pur priva di Mam Jaiteh, Nate Mason e soprattutto Davis Bertans, dimostra maggiore solidità, lucidità e fiducia nei momenti chiave.
L’inizio, in realtà, lascia intravedere tutt’altro copione. L’Olimpia parte con buona energia, trova punti da Marko Guduric prova a imporre il proprio ritmo, chiudendo il primo quarto avanti 20-18. È però un equilibrio fragile. Nel secondo periodo Dubai cresce progressivamente, trovando ritmo con il rientrante Dzanan Musa, che porta qualità e sicurezza nella manovra offensiva. Milano resiste grazie alle iniziative di Guduric e alla concretezza di Giampaolo Ricci, ma all’intervallo sono già gli ospiti a condurre 51-46, segnale di un’inerzia che sta cambiando direzione.
Il momento decisivo arriva al rientro dagli spogliatoi. Il terzo quarto è un autentico spartiacque: Dubai piazza un devastante parziale di 0-10, aggredisce la partita con intensità e scappa via. Filip Petrusev domina nel pitturato, mentre Mfiondu Kabengele fa la voce grossa su entrambi i lati del campo. Milano, invece, si blocca offensivamente, segna i primi punti del periodo dopo quasi quattro minuti e non riesce più a ricucire lo strappo. Alla fine del terzo quarto il tabellone dice 73-59 per Dubai, con una sensazione di impotenza sempre più evidente.
Nell’ultimo periodo l’Olimpia prova un sussulto d’orgoglio, rientrando fino al -10, ma è solo un’illusione. Dubai resta lucida, colpisce al momento giusto e respinge ogni tentativo di rimonta. Le triple e le giocate decisive degli ospiti spengono definitivamente le speranze milanesi, mentre il pubblico inizia ad abbandonare l’Allianz Cloud prima della sirena finale. Il punteggio si dilata fino al pesantissimo -18 conclusivo, fotografia impietosa di una serata da dimenticare.
Per Dubai è una vittoria di grande valore, costruita sulla solidità collettiva e sulle prestazioni di un dominante Kabengele, autore di 22 punti e 10 rimbalzi, ben supportato dai 15 punti di Petrusev e dai 13 punti, 3 rimbalzi e 4 assist di Musa, il cui ritorno ha restituito qualità e pericolosità all’attacco degli emiratini.
Per Milano, invece, resta ben poco da salvare. I 19 punti di Guduric, gli 11 di Ricci, gli 11 di Zach LeDay e i 10 di Quinn Ellis non bastano a nascondere una prova opaca, segnata da troppe difficoltà offensive e da una fragilità evidente quando la partita ha preso la piega sbagliata. Ancora più preoccupante è il dato degli scontri diretti: contro Dubai il bilancio è ora di 0 vittorie e 2 sconfitte, un fattore che rischia di pesare enormemente nella corsa alla post-season.
Il treno play-in non è ancora sfumato, ma questa sconfitta rappresenta un colpo durissimo. Non solo per la classifica, ma per le certezze di una squadra che ora non può più permettersi passi falsi. Servirà una reazione immediata, perché il tempo e il margine di errore sono ormai ridotti al minimo.

QUI le statistiche complete del match 

Nell’immagine Quinn Ellis, foto Ciamillo-Castoria