Una forma ritrovata che però potrebbe essere condizionata da cali di concentrazione è quanto accompagna il Partizan nella trasferta di Bologna, dove la compagine di Belgrado affronta la Virtus in occasione della trentunesima giornata di Eurolega. Il derby bianconero dovrebbe essere presentato come uno scontro diretto tra compagini campioni d’Europa. Tuttavia, classifica alla mano, rappresenta oggi un duello tra ‘piazze storiche’ del basket europeo nella parte medio bassa della classifica della massima competizione continentale per club.
Se, da un lato, la Virtus ha bisogno di macinare punti per rincorrere la zona play-in, il Partizan, con un bilancio di nove successi in diciannove incontri disputati, è dall’altro alla ricerca di una vittoria numero dieci in Europa che potrebbe smuovere una classifica che vede ad oggi Belgrado penultimo in classifica. Proprio per questa ragione, l’Eurolega per il Partizan ha cessato di essere un obiettivo stagionale, venendo sostituita dalla Lega adriatica.
La vittoria esterna ottenuta con carattere a Sarajevo contro la Bosna nella giornata di Domenica (56:96) è stata una dimostrazione di forza che ha permesso al Partizan di sorpassare in classifica il Dubai, a sua volta fermato a Lubiana dalla Cedevita Olimpija, e prendere la testa in solitaria del campionato che raccoglie il meglio della pallacanestro della ex Jugoslavia.
Aggressività, circolazione di palla e perimetralità
Ritmi che tendono ad alzarsi rispetto a quanto mostrato a inizio stagione, favoriti da una difesa aggressiva che trova anche in una buona presenza a protezione del proprio canestro linfa per dare avvio a rapidi contropiedi, da concludere possibilmente dalla lunga distanza, è quanto caratterizza il gioco di Belgrado, che la Virtus di Duško Ivanović è chiamato a limitare.
Non a caso, in Lega adriatica il Partizan è la seconda migliore difesa in assoluto con 79,7 punti concessi a partita, la seconda migliore difesa sotto le plance con 3,6 stoppate date a gara, e la prima difesa in termini di aggressività con 9,2 recuperi a incontro. In fase realizzativa, Belgrado, con 92,6 punti, 12,1 triple e 21,9 assist di media, è il secondo miglior attacco, la migliore compagine dal perimetro e la seconda migliore squadra in termini di circolazione di palla.
Passatori, palleggiatori e difensori
A rendere fluido il gioco del Partizan è stato il rientro di Carlik Jones, che ha permesso a coach Joan Peñarroya di alzare i ritmi potendo fare affidamento su un regista a tutto campo, capace di mettere in moto i compagni, tra cui Sterling Brown e Duane Washington, guidare rapidi transizioni e fare canestro anche dalla lunga distanza, qualità sulla quale abbastanza incostante si è dimostrato Nick Calathes.
Il giocatore dal passaporto greco, tuttavia, è tra i migliori difensori di Belgrado assieme a Isaac Bonga, Bruno Fernando e Arijan Lakić, ai quali un Partizan spesso preda di cali mentali nel corso della stagione, segnatamente in Eurolega, ha spesso fatto affidamento nei momenti di crisi, così come su Aleksej Pokuševski, lungo versatile capitano ad interim della squadra.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Arijan Lakić del Partizan. Credits: ABA League / Dragana Stjepanović