Come prevedibile, la partita tra Partizan e Real Madrid andrà ben oltre la contesa che ha contrapposto due compagini storiche della pallacanestro europea alla Štark Arena di Belgrado in occasione della ventottesima giornata di Eurolega, che ha visto le Merengues prevalere di misura in un finale al cardiopalma (73:77). Come riportato dall’autorevole Mozzart Sport, il Partizan ha presentato ricorso ad Euroleague in merito al metro arbitrale, che secondo il club serbo avrebbe favorito gli ospiti in più di un’occasione.
Nello specifico, Belgrado avrebbe contestato i soli 3 tiri liberi concessi al Partizan nell’arco dei quaranta minuti di gioco, durante i quali il Real ha invece beneficiato di 18 tentativi dalla ‘linea della carità’. Alla luce dei quattro punti coi quali Madrid ha vinto la partita, il differenziale di quindici liberi assegnati agli ospiti in una partita nel complesso equilibrata rappresenta, anche solo aritmeticamente, un dato rilevante.
Bocche cucite
A testimoniare l’insoddisfazione per il metro arbitrale del Partizan sono state le dichiarazioni post partita rilasciate da alcuni professionisti bianconeri, che hanno evitato di commentare la condotta degli uomini in grigio per evitare sanzioni sia a livello di squadra che sul piano individuale. Come logico, è stato il club a muoversi a livello ufficiale per tutelare la propria situazione da un presunto torto sportivo subito.
“Se commento l’arbitraggio vado a casa” ha dichiarato coach Joan Peñarroya. “Non desidero rischiare una squalifica” è stata la maniera in cui Duane Washington ha risposto ad una richiesta di commento sui soli tre tiri liberi concessi al Partizan. “Sono cose che succederanno sempre nello sport” ha invece commentato Aleksej Pokuševski, divenuto capitano del Partizan a causa dell’infortunio di Vanja Marinković.
Il caso Osetowski
Malgrado il ricorso, il punteggio finale non sarà comunque cambiato. Così, il Partizan si trova a fare i conti non soltanto con la diciannovesima sconfitta stagionale in Eurolega, ma anche con un problema di roster legato alla squalifica commutata a Dylan Osetowski. Sulla base di una richiesta da parte dell’agenzia antidoping spagnola, che ha riaperto un fascicolo del 2023, il lungo bianconero è stato squalificato fino a fine 2026 dalla FIBA proprio poche ore prima dell’incontro tra Partizan e Real Madrid.
Come dichiarato da coach Peñarroya, il fatto ha creato un problema non solo per quanto ha riguardato l’imminente partita col Real, ma anche in merito al prosieguo di una stagione nella quale il Partizan sta già facendo i conti con una lunga lista di defezioni, anche a causa di infortuni. L’allenatore bianconero ha dunque confermato che Belgrado intende andare sul mercato per firmare un nuovo giocatore entro i cinque giorni rimasti a disposizione per registrare nuovi atleti in Lega adriatica.
L’ex Fernando protagonista
Al netto delle polemiche e degli strascichi che, per l’ennesima volta nel corso degli ultimi anni, stanno caratterizzando la rivalità tra Partizan e Real Madrid, Belgrado può dirsi comunque soddisfatto della prova fornita dai bianconeri, capaci di rientrare da un deficit di quindici lunghezze nel terzo periodo, e costringere le Merengues ad un finale punto a punto.
Particolarmente degna di menzione è stata la partita dell’ex di turno, Bruno Fernando, che per l’ennesima volta nel corso della sua stagione in bianconero si è confermato un pilastro soprattutto in difesa e sotto le plance. Il lungo della nazionale dell’Angola, che il Partizan ha prelevato proprio dal Real a inizio stagione, ha messo a segno 12 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate per una valutazione di 22.
Matteo Cazzulani
Nella foto: Nick Calathes del Partizan (in maglia nera) e Facundo Campazzo del Real (in maglia bianca). Credits: Partizan BC