Una Virtus Bologna bellissima, autoritaria, matura. L’86-68 rifilato al Partizan a Belgrado è molto più di una semplice vittoria: è una dichiarazione di forza nella prima delle due sfide alla Belgrade Arena, in attesa dell’incrocio di venerdì con la Stella Rossa. Una prova sontuosa, probabilmente tra le migliori dell’intera stagione, costruita su una prestazione di squadra totale, dove ogni singolo tassello ha trovato il proprio spazio e la propria importanza.
La Virtus vince perché è profonda, compatta e solidale. Ritrova un Carsen Edwards brillante e ispirato, recupera all’ultimo un Matt Morgan dolorante al polso ma decisivo nel momento più complicato del primo tempo con una serie di canestri che spezzano l’inerzia serba, si aggrappa alla grinta e alla leadership emotiva di Hackett che con quella tripla dall’angolo sul 35-27 Partizan a ridato inerzia ai suoi. Non da meno il lavoro oscuro e preziosissimo di Nicola Akele, i canestri pesanti di Saliou Niang e le difese “da università” di Momo Diouf, autentico fattore nella protezione del ferro. Tutti dentro la partita, tutti utili: la fotografia perfetta di una squadra vera.
Il match, almeno nella prima metà, vive di strappi continui. L’avvio è incoraggiante (24-19 nel primo quarto), poi il Partizan – pur privo di Carlik Jones e con un “ne” di Jabari Parker – piazza un parziale di 16-3 che ribalta l’inerzia. È lì che la Virtus dimostra maturità, rimanendo lucida e ricucendo lo strappo prima dell’intervallo. Dal rientro dagli spogliatoi, però, la musica cambia definitivamente: nel terzo quarto arriva il parziale di 16-0 che indirizza la partita e certifica la presa mentale e tecnica dei bianconeri.
C’è anche un dato simbolico che pesa: la Virtus ritrova il successo esterno in Eurolega, che mancava dalla vittoria all’Astroballe contro l’ASVEL. E lo fa nel modo migliore possibile, dopo due sconfitte consecutive pesanti tra l’Hapoel Tel Aviv e l’Olimpia Milano, rispondendo sul campo con personalità, qualità e identità.
Una bellissima Virtus, che può uscire da Belgrado con qualcosa di ancora più prezioso dei due punti: la sensazione di aver ritrovato sé stessa. E, in Eurolega, vale tantissimo.
Per le V Nere ci sono 20 punti di Carsen Edwards, 14 di Matt Morgan, 14 di Derrick Alston Jr.
Per il Partizan invece arrivano 15 punti da Sterling Brown, 14 da Duane Washington e 10 da Bruno Fernando.
La cronaca
Dopo un avvio di partita equilibrato è la Virtus Bologna con Edwards e buone difese a prendere il primo margine di vantaggio. Il layup di Morgan alla fine del primo quarto sigla il 24-19 in favore delle V Nere.
Per il Partizan le cose cambiano ad inizio secondo quarto con le letture geniali di Calathes ed i canestri di Washington. La squadra di Ocokoljic piazza un parziale di 16-3 che li catapulta sul 35-27.
Nel momento peggiore però la Virtus risale la china e lo fa affidandosi a Morgan. Il numero 30 bianconero – guida il parziale di 10-0 – si mette in proprio e permette ai suoi di andare all’intervallo in vantaggio sul 40-37.
Al rientro in campo cresce l’intensità e da qui ne esce alla grande la Virtus. Akele è un leone, Niang e Morgan puniscono. Le V Nere al 30’ sono avanti 63-52.
Il momento magico della Virtus prosegue anche ad inizio quarto quarto. La squadra di Ivanovic completa un parziale di 16-0 che significa +18 (70-52).
Il Partizan prova a rientrare, ma la Virtus Bologna non glielo permette grazie alla difesa. Le V Nere battendo il Partizan per 86-68.
QUI le statistiche complete del match
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Daniel Hackett, foto Ciamillo-Castoria