Le amichevoli di preparazione a eventi nazionali e internazionali lasciano il tempo che trovano. Tuttavia, le partite che hanno preceduto gli impegni di Croazia e Grecia nella finestra FIBA di fine agosto dedicata alle qualificazioni ai mondiali di Qatar hanno fornito indicazioni significative in merito a due nazionali chiamate a vincere senza appello per ragioni e situazioni diametralmente opposte. Da un lato, la Croazia è padrona del proprio destino per qualificarsi ai mondiali. Dall’altro, la Grecia deve risalire una classifica che, oggi, esclude gli ellenici dalla principale manifestazione sportiva per squadre Nazionali, Olimpiadi a parte.

A rendere importanti i test della Croazia, che nelle qualificazioni contro la Lettonia potrà contare sul calore della Krešimir Ćosić Arena di Zara, la basket city d’Europa per eccellenza, è stata la caratura degli avversari, dato che la Nazionale croata ha affrontato nientemeno che i campioni e i vicecampioni d’Europa in carica. Dopo aver vinto al cardiopalma contro la seconda squadra più forte del continente, la Turchia, la Croazia, che occupa la seconda posizione nel proprio girone delle qualificazioni ai mondiali, ha sfiorato la rimonta contro una Germania che, dinanzi al proprio pubblico, ha fatto valere lo status di campione d’Europa conquistato la scorsa estate.

La Croazia punta sui lunghi

La voglia di tornare tra le grandi d’Europa della Croazia ha avuto attuazione in una difesa aggressiva che ha mantenuto le aspettative in materia di recuperi realizzati contro due compagini che hanno desiderato correre per creare situazioni di vantaggio. Pur pagando a caro prezzo cali di concentrazione che hanno comportato un numero troppo alto di palle perse, interessante per la Croazia è stato l’uso di quintetti alti, con due o più lunghi schierati contemporaneamente sul terreno di gioco.

Nelle rotazioni sperimentali di coach Tomislav Mijatović, Ivica Zubac, Karlo Matković e Dario Šarić hanno condiviso i ruoli di ‘quattro’ e ‘cinque’ con una compresenza sul terreno di gioco che ha permesso a un Mario Hezonja già in piena versione NBA di dare il meglio di sé, coadiuvato dai tre ‘zaratini’ che, contro la Lettonia, giocheranno praticamente in casa: Dominik Mavra, David Škara e Luka Božić.

La Grecia punta sulle guardie

Differente è stata la situazione della Grecia, che al netto dell’impegno con il non propriamente irresistibile Cipro (con tutto il rispetto per la rappresentativa cipriota) le indicazioni più importanti le ha ottenute contro una Polonia che la compagine di coach Vasilis Spanoulis ha piegato difendendo bene sul perimetro e condividendo la palla in maniera soddisfacente.

Proprio le guardie greche, segnatamente Vasilis Toliopoulos e Tyler Dorsey, sono stati i punti di forza su cui la Nazionale ellenica farà affidamento anche per tentare il tutto per tutto contro Spagna e Ucraina, avversarie che la Grecia deve battere per restare in corsa nel proprio girone e poter sperare in un posto ai mondiali.

Matteo Cazzulani

Nella foto: Karlo Matković della Croazia. Credits: HKS