C’è il peso della maglia, c’è la pressione da dentro o fuori e c’è una partita che rischia di complicarsi. In mezzo a tutto questo, la risposta della Virtus Bologna porta il nome di Momo Diouf. È lui l’MVP dell’ultimo quarto di finale della Frecciarossa Final Eight di Coppa Italia, vinto contro Napoli per 83-73.
Il lungo della Virtus Olidata Bologna si prende la scena nello scontro tutto azzurro con Leonardo Totè e lo fa con una prestazione che profuma di maturità. Non solo numeri – pur pesantissimi – ma presenza, energia, personalità.
Diouf aveva mandato segnali chiari già nei primi 20 minuti. Il recupero su Bolton e la successiva schiacciata in contropiede sono l’immagine di una partita vissuta con aggressività e lucidità. Difesa, corsa, impatto fisico: tutto quello che serve in una gara da dentro o fuori.
Ma è nel secondo tempo che il suo livello si alza definitivamente.
Quando la partita si fa sporca e il punteggio si stringe, Diouf diventa il punto di riferimento. Prima è protagonista nella rimonta, poi mette la firma sull’allungo decisivo della Virtus. Rimbalzi strappati con fame, stoppate che spengono l’entusiasmo avversario, canestri pesanti con grande freddezza.
La sua doppia doppia racconta tanto, ma non tutto:
10 punti e 14 rimbalzi, con 3/4 da due e 4/5 ai liberi, 3 stoppate, 27 di valutazione e un eloquente +16 di plus/minus. Numeri che certificano un dominio silenzioso ma costante.
In una serata non semplice, Diouf ha risposto presente. Ha vinto il duello diretto, ha protetto il ferro, ha dato solidità e fiducia ai compagni. È quella prova di maturità che da lui ci si aspettava, e che è arrivata nel momento più delicato.
La Virtus vola in semifinale anche grazie alla sua crescita. E se questo è il Diouf delle grandi occasioni, per Bologna le prospettive diventano ancora più interessanti.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Momo Diouf, foto Ciamillo-Castoria