KATOWICE – Il record di Luka Dončić, la prestazione storica della Polonia, il Gianmarco Pozzecco del centro Europa. La terza puntata del diario da Katowice dovrebbe essere caratterizzata da una carrellata di eventi degni di essere messi in evidenza per ragioni di ovvia cronaca sportiva. Tuttavia, lo sport deve ancora lasciare spazio all’attualità con i problemi legati alla partecipazione di Israele ad Eurobasket.

Sulle tensioni originatesi in occasione della partita con la Polonia abbiamo dato spazio nella puntata precedente del diario, ma oggi occorre aggiungere dettagli importanti che provocano non poca perplessità.

Simboli vietati

Come riportato dal collega Łukasz Cegliński del noto portale Sport.pl, gli organizzatori di Eurobasket a Katowice avrebbero impedito ad alcuni tifosi locali la libera entrata nell’arena Spodek per via di simboli considerati non conformi al regolamento della FIBA in materia di competizioni internazionali.

Si trattava, come riportato dal collega, di una maglietta di un festival pro-Palestina, l’obbligo di toglierla avrebbe costretto il proprietario ad entrare nel palazzetto a torso nudo, e di una bandiera palestinese pitturata sulla faccia di un altro tifoso, al quale la sicurezza ne avrebbe imposto l’immediata rimozione.

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Benzina sul fuoco

Come riporta la fonte polacca, le due persone non avrebbero inteso offendere gli israeliani, ma solo manifestare liberamente la propria vicinanza alla causa del popolo palestinese. Le testimonianze riportate dal collega hanno incrementato ulteriormente il dibattito attorno al trattamento, non solo nell’Eurobasket a Katowice, di cui Israele conterebbe nelle manifestazioni sportive.

Ogni forma di protesta nei confronti della politica israeliana in Terra Santa e Palestina, secondo i tifosi polacchi allo Spodek, sarebbe infatti monitorata e sanzionata con provvedimenti che non trovano reciprocità. All’indomani degli episodi controversi della gara con Israele, vi è stato inoltre il divieto di tifare con tamburi e megafoni applicato agli ultras della Polonia in occasione della partita contro l’Islanda.

Lo sport è cultura

Su ‘Basket Magazine’ non facciamo ovviamente politica, ma riteniamo un obbligo offrire un’informazione quanto più possibile completa e con la massima obiettività.

Crediamo inoltre che lo sport è cultura e, quando la cultura è limitata da divieti e regolamenti poco comprensibili, il problema che si pone è grave e va testimoniato.

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La FIBA si dimentica di Stojko Vranković

Ma veniamo allo sport. 26 punti, 11 assist e 10 rimbalzi messi a referto contro il Belgio sono i numeri che hanno portato Luka Dončić nell’olimpo degli autori di triple doppie ad Eurobasket, in un gruppo al quale appartengono leggende del calibro di Toni Kukoč, (autore di 15 punti, 12 rimbalzi ed 11 assist ad Eurobasket 1997), Andrei Mandache (autore di 14 punti, 10 rimbalzi ed 11 assist ad Eurobasket 2017) e Mateusz Ponitka (autore di 26 punti, 16 rimbalzi e 10 assist ad Eurobasket 2022).

Tali dati, diffusi dalla FIBA, sono tuttavia incompleti, poiché alla lista degli autori di triple doppie ad Eurobasket manca nientemeno che Stojko Vranković. Come peraltro riportato da ‘Eurohoops’ qualche tempo fa, una prestazione degna di collocare l’atleta dalmata nella lista di Kukoč e Dončić l’ex giocatore di Fortitudo Bologna, Zadar e Panathinaikos la ha fornita in occasione dei campionati europei del 1993, con una partita da 12 punti, 13 rimbalzi e 10 stoppate.

Polonia da record

Rimanendo al già citato Ponitka, da segnalare è la prestazione storica della Polonia, che con tre successi nelle prime tre partite di Eurobasket ha eguagliato il record stabilito nel 1971.

La Polonia, altresì, è l’unica squadra di Eurobasket assieme a Serbia, Grecia, Turchia, Germania e Finalndia già matematicamente sicura della qualificazione agli ottavi di finale.

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Il Pozzecco di Polonia

Tra le fila della Polonia, da segnalare è la prestazione tutto cuore e sostanza di Kamil Łączyński, playmaker veterano che coach Igor Miličić ha convocato in extremis a Eurobasket, grazie alle cui giocate negli ultimi minuti la nazionale polacca ha sconfitto l’Islanda in una partita che i biancorossi stavano per perdere.

Una ‘riserva’ di esperienza che garantisce leadership, tranquillità e capacità di gestire i tempi di gioco al meglio, con un quoziente intellettivo cestisico notevole che gli permette di girare partite che sembrano compromesse, Łączyński ricorda molto il Gianmarco Pozzecco delle notti magiche di Atene 2004. Allora, l’Italia arrivò in finale. Quest’anno, la Polonia chissà.

I risultati e la classifica del gruppo D

Matteo Cazzulani

Nella foto: Stojko Vranković con la maglia della Croazia. Credits: HKS