Per la seconda volta in due partite di Eurolega, il Panathinaikos ha sconfitto con un’eccellente prova difensiva una squadra che basa la propria proposta cestistica su un basket veloce ed offensivo. Dopo il Paris Basketball alla prima giornata, Atene ha infatti sconfitto l’ASVEL (102:79) in una partita nella quale la difesa disciplinata di Željko Obradović è stata un fattore assolutamente determinante nell’arrestare la manovra di una squadra che punta a terminare le proprie azioni entro massimo quindici secondi.

Per il Panathinaikos, del resto, tenere gli avversari sotto la soglia psicologica dei 75 punti è un obiettivo quasi obbligatorio fino a quando le tante assenze limiteranno le rotazioni dei biancoverdi. A prescindere da ciò, la prova di stasera è stata ennesima dimostrazione di come Željko Obradović sia riuscito ad apporre il proprio marchio di fabbrica a un roster quasi totalmente rinnovato, che dopo aver realizzato un parziale di 19:4 nel primo quarto ha controllato l’incontro nella sua interezza.

Mantzoukas da record

La difesa in transizione del Panathinaikos è stata a dir poco eccellente, tanto da tenere gli ospiti a 79 punti segnati nel corso dell’incontro, di cui 56 a fine terzo quarto, con un 42% dal campo e un 30% dalla lunga distanza che bastano da soli per illustrare la ragione del successo di Atene. I padroni di casa, guidati dai 19 punti del solito Sylvain Francisco, hanno inoltre catturato 37 rimbalzi, 24 dei quali difensivi, oltre a dare 4 stoppate e tirare col 50% dal perimetro.

A livello individuale, il protagonista è stato Lefteris Mantzoukas, ala ventitreenne che prima di chiudere con una prestazione da 16 punti e 6 rimbalzi ha battuto il record personale segnando 16 punti, 4 triple e 4 rimbalzi nel primo tempo. Buona è stata anche la prestazione di Jerian Grant, che ha realizzato 13 punti. Lato ASVEL, coach Tony Parker ha ricevuto 14 punti da Nate Sestina, e 11 punti da parte di David Lighty.

Panathinaikos vs. ASVEL 102:79 – statistiche

Matteo Cazzulani

Nella foto: Lefteris Mantzoukas. Credits: Gazzetta.gr