Nel successo della Germani Brescia sull’Apu Old Wild West Udine per 78-64 c’è stata la luce accecante di Amedeo Della Valle, ma c’è stato soprattutto il lavoro silenzioso, costante e devastantemente efficace di Maurice Ndour. È lui l’MVP del primo quarto di finale della Final Eight 2026, il giocatore che ha dato sostanza e protezione a una vittoria costruita su equilibrio e durezza mentale.
Ndour ha messo insieme una partita di assoluto rispetto per pulizia, concretezza e qualità. In attacco ha prodotto 14 punti con un solido 7/11 dal campo, scegliendo sempre il tempo giusto e il tiro migliore, senza forzature. Ha aggiunto 4 rimbalzi, ma soprattutto ha inciso con 3 stoppate che hanno avuto un peso specifico enorme nell’economia del match.
Su entrambi i lati del campo è stato una vera piovra, capace di coprire spazi, chiudere linee di penetrazione e cambiare inerzia con una giocata difensiva. Nel momento più delicato, quando Udine nel quarto periodo era risalita fino al -8 ritrovando fiducia e ritmo, Ndour ha alzato il muro: recuperi, intimidazione, stoppate pulite che hanno spento l’entusiasmo friulano e restituito controllo emotivo alla Germani.
La sua è stata una prestazione meno appariscente rispetto ai canestri pesanti di Della Valle, ma forse ancora più determinante nell’equilibrio complessivo della gara. Energia, presenza, letture difensive e capacità di farsi trovare pronto nei momenti chiave: Maurice Ndour ha firmato una prova da leader silenzioso, di quelli che nelle competizioni da dentro o fuori fanno davvero la differenza. Brescia vola in semifinale, e il suo MVP ha le braccia lunghe quanto l’ambizione della Germani.
Eugenio Petrillo
Nell’immagine Maurice Ndour, foto Ciamillo-Castoria