Giovedì ore 18, si alza il sipario sulla terza sfida dei quarti di finale della Frecciarossa Final Eight. È probabilmente la gara più equilibrata del lotto: quarta contro quinta al termine del girone d’andata, due squadre separate da dettagli e da una classifica che racconta equilibrio assoluto. Venezia contro Tortona è una partita da cui ci si può aspettare davvero di tutto.
La Reyer arriva a Torino forte di una stagione di altissimo livello tra campionato ed EuroCup, con i playoff europei già in tasca. Un percorso solido, coerente, costruito su identità e profondità. L’ultima sconfitta al fotofinish contro Reggio Emilia brucia, perché arrivata sul filo di lana, ma non scalfisce la qualità del lavoro di coach Neven Spahija. Venezia sa come si giocano queste partite e ha esperienza da vendere.
Dall’altra parte c’è una Tortona frizzante, dinamica, capace di accendersi in pochi possessi. La prima stagione da head coach di Mario Fioretti sta dando segnali incoraggianti: la squadra corre, crea vantaggi, ama l’imprevedibilità. Il potenziale offensivo è evidente e nei contesti a eliminazione diretta può diventare un fattore decisivo.
Il nostro focus di giornata mette uno di fronte all’altro due profili diversi ma complementari nel modo di interpretare il ruolo.
Per Tortona il riferimento offensivo è Christian Vital. La guardia americana sta confermando standard eccellenti: 19.5 punti di media in 29 minuti, con il 52.7% da due e oltre 7 tentativi da tre a partita. Produce 3.6 rimbalzi e 3.3 assist di media, con un OER di 1.041 e quasi 19 di valutazione. È l’uomo che accende i piemontesi, capace di costruirsi un tiro dal nulla e di cambiare inerzia in pochi possessi. Quando entra in ritmo, diventa un rebus per qualsiasi difesa.
Venezia risponde con la qualità delle letture di RJ Cole. Il playmaker lagunare viaggia a 14.8 punti di media in 26.8 minuti, tirando con il 49.5% da due e un eccellente 91.3% ai liberi. Ma il dato che racconta di più è quello degli assist: 4.5 a partita, a cui aggiunge 2.9 rimbalzi e un OER di 0.939. Cole è meno realizzatore puro rispetto a Vital, ma ha una visione di gioco superiore, detta i tempi e sa coinvolgere i compagni nei momenti chiave. È il cervello che orchestra il sistema Reyer.
Venezia proverà a sporcare le linee di passaggio e a togliere ritmo a Tortona, imponendo la propria struttura difensiva e sfruttando la maggiore esperienza nei finali punto a punto. Se la partita si abbassa di punteggio, la Reyer può sentirsi a casa.
Tortona invece deve alzare il numero di possessi, correre, creare vantaggi nei primi secondi dell’azione e affidarsi alla creatività del suo talento offensivo. La velocità può essere l’arma per scardinare la disciplina veneziana.
È la sfida più incerta dei quarti, quella in cui davvero ogni dettaglio può fare la differenza: un rimbalzo offensivo, una tripla in transizione, una gestione perfetta dell’ultimo possesso.
Venezia ha struttura, profondità e abitudine ai grandi palcoscenici. Tortona ha entusiasmo, talento e quella leggerezza che nelle partite secche può diventare un vantaggio.
Alle 18 si comincia. E se l’equilibrio della classifica è stato un indizio, il campo potrebbe regalarci una battaglia fino all’ultimo tiro.
Eugenio Petrillo
Iconografica di Stefano Arciero