La Virtus Olidata Bologna ritrova se stessa nel momento più delicato e lo fa con una vittoria di enorme peso specifico e, soprattutto, di grande personalità sul campo della Germani Brescia al PalaLeonessa, imponendosi per 87-79.
Una risposta forte, chiarissima, arrivata dopo una settimana complicatissima fatta di tre sconfitte consecutive tra campionato (Trento) ed EuroLeague (Asvel e Olympiacos), che avevano inevitabilmente lasciato scorie sul piano mentale e fisico. E invece l’Olidata ha scelto la strada più difficile e più significativa: giocare una partita “vera”, di quelle che eravamo abituati a vedere, conducendo per tutti i 40 minuti con autorità, lucidità e una prova di forza che va ben oltre il punteggio finale.
Con questo successo la Virtus torna in vetta alla classifica a pari punti proprio con Brescia, ma con un dato pesantissimo: entrambi gli scontri diretti a favore dei bianconeri. Un segnale che pesa e che ridisegna gli equilibri in testa alla LBA. La serata del PalaLeonessa racconta anche di scelte e risposte importanti.
Dusko Ivanovic ritrova Matt Morgan e Momo Diouf: entrambi non ancora al top della condizione, ma già capaci di incidere in modo netto. Morgan, in particolare, è il volto della riscossa offensiva con 16 punti, ma anche Diouf dà minuti e presenza preziosa sotto i tabelloni. Scelta tecnica forte, invece, quella di lasciare fuori dalle rotazioni Aliou Diarra, a conferma di una serata preparata nei minimi dettagli.
Dall’altra parte Brescia si presenta al completo, con anche Nikola Ivanovic rientrato dopo due giornate di stop, ma si trova subito a fare i conti con una Virtus attentissima, concentrata, feroce nell’esecuzione difensiva.
 Ed è proprio dalla difesa che nasce tutto: l’impostazione voluta da Ivanovic sfiora la perfezione, toglie ritmo e riferimenti alla Germani e restituisce fluidità e fiducia all’attacco bianconero. È la Virtus Bologna che eravamo abituati a vedere, quella capace di controllare l’inerzia delle partite senza isterismi, con carisma e letture giuste. Un successo che ha anche un valore storico: dopo aver espugnato il Taliercio, campo rimasto inviolato fino a quel momento dalla Reyer Venezia, la Virtus viola per la prima volta in stagione anche il PalaLeonessa. Un palazzetto che non vedeva una sconfitta casalinga di Brescia addirittura dal 17 giugno 2025, Gara 3 della finale scudetto… proprio contro la Virtus Bologna.
Numeri che raccontano una continuità mentale prima ancora che tecnica. Nel dettaglio, per l’Olidata arrivano 16 punti di Matt Morgan, 11 di Saliou Niang, 12 di Carsen Edwards e 12 di Derrick Alston Jr, in una distribuzione offensiva che è un’altra fotografia della solidità della prestazione. Brescia prova a restare agganciata con 14 punti di Amedeo Della Valle e Jason Burnell, 11 di Maurice Ndour, 12 di Miro Bilan e 10 di Demetre Rivers, ma senza mai riuscire davvero a cambiare il volto della partita.
In avvio è subito la Virtus a dettare il ritmo, muovendo molto bene la palla sul perimetro e provando a costruire il primo tentativo di fuga. Brescia reagisce e limita i danni, chiudendo il primo quarto sotto di sole due lunghezze sul 21-19. Ma è all’inizio del secondo periodo che le V Nere cambiano marcia: difese di altissimo livello, transizioni rapide e un Morgan ispiratissimo che costringe Cotelli al timeout sul 29-19, frutto di un parziale di 8-0 in appena tre minuti. La Virtus tocca anche il +12, prima della reazione finale di Brescia che riduce il margine fino al -7 dell’intervallo, 44-27. Al rientro dagli spogliatoi l’equilibrio regge, il punteggio resta sostanzialmente invariato, ma nel finale di terzo quarto la Virtus piazza l’allungo decisivo con un altro parziale di 8-0. La tripla di Morgan sulla sirena chiude il periodo sul 69-55, mettendo un sigillo pesantissimo sulla gara. Nell’ultimo quarto Bologna gestisce con maturità, non concede mai a Brescia l’illusione di rientrare e conduce con personalità fino al 87-79 finale. È una vittoria che vale doppio: per la classifica, per il morale e per l’identità ritrovata. La Virtus Bologna c’è, ed è tornata esattamente dove sa stare.

QUI le statistiche complete del match 

Eugenio Petrillo 

Nell’immagine Alen Smailagic, foto Ciamillo-Castoria