Partenza lanciata, finale d’orgoglio, ma la sconfitta con la Dominicana pesa come un macigno sui sogni (più che sull’ambizione) degli azzurri bersagliati dalle triple di Feliz. Canada schiacciasassi, alla Germania il top-match con l’Australia: il Mondiale svela le sue stelle

ITALIA, PARTITA DA INCUBO, ORA È TUTTO PIÙ DIFFICILE

Una considerazione preliminare: 12-0 nei primi tre minuti, 14-4 nei tre minuti conclusivi, in mezzo l’incubo di un canestro colpito spietatamente da tre, ma anche i quattro falli tecnici rimediati (Pozzecco espulso) e la svolta del match che, probabilmente, si è registrata al 17’ quando, con l’Italia avanti di sei (37-31 grazie ad una tripla – finalmente – di Spissu) un chiarissimo fallo di sfondamento di Towns su Ricci, fischiato dall’arbitro più vicino e capovolto da quello più lontano (senza far ricorso al controllo al monitor), ha scatenato la protesta del CT che ha dovuto prendere la via dello spogliatoio. Da lì è nato il 30-52 dei successivi venti minuti, che ha vanificato la tardiva reazione d’orgoglio degli azzurri, guidata da Spissu e da Ricci, quest’ultimo sempre più essenziale per la difesa azzurra, con un importante contributo anche in attacco.

Partita da non perdere, il ko frustra invece i sogni – più che le ambizioni – di un’Italia che al dodicesimo appuntamento vede infrangersi la striscia vincente, ma che soprattutto complica maledettamente il cammino degli azzurri. Per passare alla fase successiva, dovrà necessariamente battere, martedì prossimo, le Filippine (che saranno esaltate dal proprio pubblico), mentre la Dominicana è vicina al secondo round, ma non può perdere con l’Angola che ha battuto le Filippine.  E, pur vincendo, sarà poi necessario incasellare altre due vittorie, una delle quali contro la Serbia, se vorrà accedere ai quarti di finale, migliorando così il piazzamento di quattro anni fa.

Diciamo pure che l’Italia si è complicata la vita da sola. Due time out nei tre minuti iniziali hanno consentito a Nestor Garcia (ex coach di quell’Argentina che ha provveduto a fare fuori dal mondiale con Towns e compagni) di far ripassare in fretta le nozioni di difesa che aveva impartito ai suoi: l’Italia non ha saputo reagire, pur controllando per altri quattordici minuti la partita, finché non si è trovata senza armi contro l’incredibile precisione nelle triple del piccolo Andres Feliz (7/10, dopo il 3/6 del primo match), guardia del Badalona, vero match winner della partita, più ancora di Karl-Anthony Towns, fin troppo protetto dall’arbitraggio, e pure ben controllato da Polonara nei primi 15’, che alla fine ha fatto il suo in attacco, con 24 punti, ai rimbalzi (11) e anche in costruzione (5) .

È arrivata così la prima sconfitta della storia per l’Italia contro i centramericani, squadra insidiosa, completa, capace di riprendersi in fretta dopo gli errori difensivi iniziali, e soprattutto capace di sfruttare al meglio i secondi tiri (16 punti contro i soli 2 degli azzurri). Decidono indubbiamente le triple: 16/39, contro il 7/29 degli azzurri, ma tre nell’ultimo quarto quando infine l’attacco è sembrato finalmente sbloccarsi arrivando al -3 a 19” da termine: troppo tardi per recuperare i 17 punti di svantaggio accumulati in precedenza (e -16 a due minuti e mezzo dalla fine).

Carattere, orgoglio, ma anche evidenti limiti contro una squadra tutto sommato non trascendentale, soffrendo pure la prova del giovanissimo Montero, 23 anni appena compiuti, play del Gran Canaria, nove assist e sei rimbalzi. 

I danni maggiori, insomma sono venuti dalle guardie avversarie, a un certo punto incontenibili, nonostante i cambi di difesa. Una lezione in prospettiva, perché contro la Filippine non sarà più possibile sbagliare, evitando anche l’eccesso di nervosismo (Pozzecco ormai è conosciuto ovunque) facendo pace con gli arbitri, anche se modesti come la terna di questa mattina, ma soprattutto sarà necessario trovare il miglior Fontecchio e la sua continuità in attacco. 13 punti oggi, ma le sue cifre accumulate sono davvero impietose: 10/15 da due, ma 2/14 da tre. E servirà anche un contributo migliore dalla panchina, dove solo Ricci e Pajola sembrano finora poter dare una mano significativa.

Dal primo turno della giornata emergono i primi verdetti: anche il Montenegro già al secondo turno, come il Canada che, dopo il +30 alla Francia, ne ha dati 55 al Libano (128-73 con nove uomini in doppia cifra) e soprattutto la Germania che ha regolato in volata l’Australia (85-82) dopo aver comunque guidato sempre la gara. E proprio da Canada e Germania arrivano per il momento le indicazioni più chiare: il mondiale è ancora lungo, ma nella corsa al podio si sono già prese le posizioni di testa.

Mario Arceri