Oggi è il giorno, oggi si conclude la FIBA World Cup con la finalissima. Sarà una finale tutta europea perché alle 14:40 si sfideranno Serbia e Germania.
Chiunque vincerà sarà una prima volta. La Serbia perché da stato indipendente dall’ex Jugoslavia ha ottenuto “solamente” una medaglia d’argento nei mondiali spagnoli del 2014. Per la Germania invece questa è proprio la prima finalissima che disputa nella sua storia andando così a migliorare il bronzo del 2002.
Queste sono le due squadre che meglio hanno stupito e giocato in questa edizione della FIBA World Cup.
Da una parte abbiamo una Serbia partita sin da subito con le marce alte, ha avuto uno stop solamente con la nostra Italbasket e poi ha ripreso alla grandissimo battendo ai quarti il Canada al termine di una gara praticamente perfetta. Va ricordato che tutto ciò i ragazzi di coach Svetislav Pesic l’hanno fatto privi di tantissimi giocatori di primissimo livello: Nikola Jokic è solamente la punta dell’iceberg, ma possiamo citare Vasilje Micic, Vladimir Lucic, Nemanja Nedovic, Nikola Kalinic, Boban Marjanovic, Nemanja Bjelica, Aleksej Pukusevski, Alen Smailagic e così via. Insomma se pensiamo al roster attualmente a disposizione è ampiamente rimaneggiato, ma comunque – come dimostra il risultato ottenuto – più che mai competitivo. E ora la squadra di Pesic vuole compiere l’ultimo passo, quello grosso, quello più inaspettato. Bogdan Bogdanovic e Nikola Jovic proveranno nell’impresa che dimostrerebbe una volta per tutte quanto siano più importanti voglia, idea e identità piuttosto che il valore dei singoli per vincere una competizione di questo tipo.
Ma attenzione, la Serbia davanti si troverà di fronte una Germania stellare. Stellare per uomini e per gioco espresso. I tedeschi, probabilmente, sono quelli che arrivano più galvanizzati dalle semifinali. La squadra di Gordon Herbert è reduce dall’exploit incredibile contro gli Stati Uniti nel roboante match ad altissimo punteggio. La Germania contro Team USA ha dimostrato di poter competere al più alto livello, grazie al talento dei singoli giocatori ma anche dall’idea di gioco di squadra: gerarchie precise, rotazioni collaudate e ogni elemento sa perfettamente quello che deve fare. Molto passa dalle mani di Denis Schroder, ma anche i fratelli Wagner possono colpire, abbiamo visto Obst più che mai protagonista da specialista tiratore, il dinamismo di Theis, Bonga e Thiemann.
La chiave sarà il controllo del ritmo. La Germania proverà ad alzarlo, la Serbia ad abbassarlo. Le squadre comunque si equivalgano sia per quanto riguarda il gioco interno che esterno. Per questo motivo lo spettacolo è assicurato e non si può perdere!
Eugenio Petrillo