Nella notte italiana in cui arriva la Befana, tanti giocatori NBA hanno deciso di portare il carbone ai propri avversari. Kevin Durant, ad esempio, ha regalato un grande dispiacere ai suoi ex tifosi Suns: la tripla di KD firma la vittoria per i Rockets. Clamorosa sconfitta per i 76ers contro dei Nuggets con tutto il quintetto titolare fuori per infortunio: successo all’overtime per Denver. I Clippers sopravvivono alla rimonta dei Warriors: il tiro per la vittoria di Butler non trova neanche il ferro, festeggiano coach Lue e i suoi. I Knicks mostrano tutte le loro fragilità nel big match contro Detroit: i Pistons dilagano e sono sempre più primi. Disastro Thunder: Charlotte abbatte i campioni in carica a domicilio. Nei match rimanenti: vittorie casalinghe per Celtics, Raptors e Blazers contro Bulls, Hawks e Jazz.
Houston Rockets 100-97 Phoenix Suns
Kevin Durant ha ricevuto molte critiche dopo il suo passaggio ai Rockets e, probabilmente, si era segnato la partita contro i Suns sul calendario. In un secondo tempo dove la partita si sporca e dove le difese comandano sugli attacchi, ci pensa il texano con la sua classe sopraffina. Nell’ultimo possesso, sul punteggio di 97-97, l’ex Warriors e Thunder si prende un palleggio arresto e tiro da tre punti che trova solo il fondo della retina: prendersi questa responsabilità dopo aver tirato 1/11 dall’arco è solo per i fuoriclasse come lui. Se Houston è arrivata a giocarsi la gara fino all’ultimo, però, gran merito è anche di Amen Thompson: 17 punti e il canestro+fallo decisivo per riportare la squadra in parità nel finale. Nei Suns il top scorer è Devin Booker con 27, ma il suo tiro per andare avanti a pochi secondi dal termine non trova neanche il ferro. Successo importante per la squadra di Udoka che rimane attaccata al treno del terzo posto.
Detroit Pistons 121-90 New York Knicks
No contest a Detroit. Nel big match della Eastern Conference, dove si sfidavano la prima e la seconda forza, i Pistons dominano i Knicks per tutta la partita, certificando la mini-crisi degli avversari (quarta sconfitta consecutiva). I padroni di casa fanno il vuoto nel secondo tempo (57-36) grazie al solito Cade Cunningham in doppia doppia (29+13 assist) e ad una panchina che registra tre uomini in doppia cifra (Green, Ivey e Jenkins). La difesa dei padroni di casa soffoca l’attacco avversario, lasciato al 42% dal campo con 20 palle perse. Il miglior marcatore per New York è Jalen Brunson con 25, ma la prestazione degli ospiti è deludente sotto ogni punto di vista. Con questa sconfitta, la squadra di coach Brown viene scavalcata dai Celtics e scivola al terzo posto: momento molto complicato.
Philadelphia 76ers 124-125 Denver Nuggets (dopo OT)
Disastro totale per i Philadelphia 76ers che, davanti al proprio pubblico, perdono contro dei Nuggets senza Jokic, Murray, Gordon, Braun, Johnson e Valanciunas. La partita rimane in equilibrio per tutti i 48 minuti, con gli ospiti che trovano protagonisti inaspettati come Jalen Pickett (29 punti, career high) e Zeke Nnaji (21 dalla panchina), mentre per i padroni di casa c’è un Joel Embiid da 32+10 rimbalzi e un Tyrese Maxey da 28. Proprio il prodotto di Kentucky pareggia i conti e manda le squadre all’overtime: da quel momento, non si segna praticamente più. Pickett mette una tripla all’inizio del prolungamento, ma Embiid e Edgecombe riportano Phila avanti di 1. I 76ers provano ad allungare nel finale, ma il rookie sbaglia e il tap-in dell’ex MVP viene stoppato. Bruce Brown raccoglie il pallone appena respinto, vola in contropiede e appoggia al vetro: Embiid lo stoppa, ma la palla aveva già toccato il tabellone e viene segnalata l’interferenza. Maxey prova l’ultima replica, ma sbaglia: vittoria pesantissima per Denver.
Los Angeles Clippers 103-102 Golden State Warriors
Derby californiano vinto dai Los Angeles Clippers che, nonostante l’assenza di James Harden, riescono a rialzarsi dopo la pesante sconfitta contro Boston. Partita di parziali: partono forte i padroni di casa, ma gli ospiti reagiscono e vanno all’intervallo sul -4. Nel terzo periodo si scatena il rookie Kobe Sanders: 20 punti per lui alla sirena finale e LA sopra in doppia cifra. Golden State non molla e, grazie a due triple consecutive di Steph Curry (27 punti), si riporta a -1 nell’ultimo giro d’orologio. Il numero 30, però, commette il sesto fallo a rimbalzo su Kris Dunn (16 punti) e non può partecipare all’ultima azione dei suoi. I Warriors affidano il tiro della vittoria a Jimmy Butler (24 punti), ma il suo fadeaway dalla media non trova neanche il ferro. Vittoria importante per i Clippers in ottica play-in: con questo successo, la squadra di coach Lue si porta a 2 gare dal decimo posto.