Quattro vittorie nelle ultime cinque gare, giocatori rigenerati e una piazza tornata a credere nel progetto biancoverde. C’è un prima e un dopo ben definito nella stagione dell’Avellino Basket. Da quando sulla panchina biancoverde è arrivato coach Di Carlo, la squadra ha cambiato volto, atteggiamento e risultati. Il bilancio parla chiaro: 4 vittorie e una sola sconfitta, numeri che certificano una netta inversione di tendenza e raccontano di un gruppo finalmente riconoscibile per identità e solidità.

Il cambiamento non è soltanto nei risultati, ma soprattutto nella qualità del gioco e nella gestione dei momenti chiave. Avellino oggi appare una squadra più armonica, organizzata, con una maggiore propensione al sacrificio collettivo e un evidente miglioramento nel team working, aspetti che stanno incidendo anche sul clima intorno alla squadra. Il pubblico, infatti, è tornato a farsi sentire: più presente, più coinvolto, più partecipe.

Cicchetti simbolo della rinascita

Il volto più evidente della trasformazione biancoverde è senza dubbio Alex Cicchetti. I numeri parlano per lui: 14 punti, 8,5 rimbalzi e 1,5 assist di media da quando Di Carlo siede in panchina. Statistiche che raccontano la rinascita di un giocatore che fino a poche settimane fa appariva sfiduciato e marginale nel sistema offensivo. Oggi Cicchetti è diventato uno dei migliori centri italiani della lega, protagonista costante su entrambi i lati del campo e punto di riferimento sotto canestro. La sua crescita è stata esponenziale, partita dopo partita, fino a conquistare la fiducia dell’allenatore e le grazie del pubblico del PalaDelMauro. Per settimane il settore lunghi è stato, legittimamente, oggetto di critiche. Oggi, però, è doveroso sottolineare il percorso di crescita di Cicchetti, diventato uno dei pilastri del nuovo corso tecnico. Accanto a lui, anche Pini e Lewis stanno beneficiando del lavoro di Di Carlo. In particolare Lewis è tornato su livelli molto vicini a quelli della scorsa stagione, segnale di una gestione tecnica che ha restituito fiducia e responsabilità a più elementi del roster. Avellino non vive più di fiammate individuali, ma di una costruzione corale del gioco.

Forlì battuta con autorità

Emblematica, in questo senso, la vittoria netta contro Forlì, arrivata nonostante le assenze pesanti di Grande e Zerini. Una partita dominata in lungo e in largo, gestita con maturità per tutti i quaranta minuti, senza mai perdere il controllo del ritmo e dell’inerzia. Una prestazione che conferma la crescita della squadra e la capacità di adattarsi anche alle difficoltà.

Cividale e il derby: due snodi chiave

Il momento è positivo, ma il calendario non concede pause. La sfida contro Cividale può significare molto in termini di classifica e consapevolezza, soprattutto perché subito dopo arriverà un appuntamento dal forte valore emotivo: il derby casalingo del 28 dicembre contro la Givova Scafati. Se Avellino riuscirà a dare continuità a questo percorso, le chance di progredire sono concrete. L’identità è stata ritrovata, la squadra segue il proprio allenatore e la piazza è tornata a credere. L’effetto Di Carlo, oggi, è sotto gli occhi di tutti.