È bastata una sola partita per rendere realtà i timori di gran parte degli appassionati di pallacanestro d’Europa.

Durante tutto il match tra Maccabi Tel-Aviv e Valencia, disputato a Gerusalemme, la tifoseria di casa ha fatto sfoggio di tutto il peggio del proprio repertorio, rendendo difficile, anzi impossibile, anche portare a termine le classiche interviste post gara.

Ma il Valencia non è stato in silenzio ed ha risposto con un duro comunicato.

“Il Valencia Basket, che è stato in contatto con EuroLeague durante tutta la partita, presenterá domani (oggi ndr.) una protesta formale, allegando prove grafiche alla lega per il comportamento incivile dei tifosi del Maccabi.
Comportamenti come quello di stasera (ieri ndr.), con insulti razzisti e violenza verbale reiterata nei confronti del club e del nostro allenatore, Pedro Martínez, impedendo inoltre, in questo modo, che potesse realizzare l’intervista post partita per la televisione, danneggiano non solo la competizione, ma anche il nostro sport in generale, e sono totalmente inammissibili in un palasport.”
Questi episodi giungono dopo quanto i tifosi dello stesso club, stavolta nel calcio, avevano mostrato macchiando la trasferta di Europa League a Stoccarda di 8 giorni fa, tra canti razzisti e, addirittura, inneggiamenti al nazismo per i quali è indagato uno dei tifosi gialloblu.
Viene da chiedersi cosa aspettino tutte le istituzioni sportive a prendere provvedimenti, visti anche i precedenti che lo stesso Maccabi ha nel proprio storico, come la condivisione della foto di due soldati dell’IDF che posavano sulle macerie di un palazzo bombardato con tanto di sciarpa gialloblu.
Non ci biasimerà Marco Tullio Cicerone se prendiamo in prestito una sua famosa frase e l’adattiamo al contesto.
“Quo usque tandem abutere, Eurolega, patientia nostra?”
(Fino a quando abuserai, Eurolega, della nostra pazienza?”