Cinque, come il numero di giocatori in doppia cifra nell’ultimo successo interno. Due, come il numero di vittorie consecutive. Una allo scadere, l’altra mai in discussione. Se contro Cividale si poteva parlare di boccata d’ossigeno, contro Piacenza è arrivato il timbro di una Cantù in via di guarigione. Difesa tosta e aggressivaattacco che torna a girare con efficacia e con la giusta sicurezza. E anche i singoli stanno tornando a dare risposte concrete: da Moraschini a Hogue. Mentre continua la staffetta tra Possamai e Okeke nel ruolo di centro (di riserva). 4 punti in 4 giorni e una fiducia ritrovata. Coach Nicola Brienza, mai come in questo momento, ha bisogno di certezze e dei suoi punti fermi. Anche se, nel frattempo, perde De Nicolao. Ora, una piccola pausa di 10 giorni e poi sarà ancora appuntamento al PalaDesio.

La migliore versione di Moraschini. Hogue è una certezza

Con un De Nicolao in meno (out a tempo indeterminato, l’ex Reyer dovrà operarsi al ginocchio destro) Brienza potrebbe aver comunque trovato la soluzione: spostare Moraschini da 1. E non è un caso se la migliore versione della sua carriera è stata quella vista a Brindisi, proprio nel ruolo di playmaker. Meno forzature dalla lunga distanza per fare la cosa giusta al momento giusto. Senza avere la pressione e la responsabilità di dover sempre tirare (complice anche il rientro a pieno ritmo di McGee). Se il numero 9 continuerà su questa strada, la squadra attorno potrà solo che migliorare di rendimento. Moraschini compreso.

Una posizione in cui sicuramente Cantù trova le migliori risorse e opzioni dal campo è il reparto lunghi. Su tutti, Dustin Hogue è diventato un punto di riferimento: dare la palla a lui è come metterla in cassaforte. Non solo energia e rimbalzi, l’ex Trento sta dimostrando una notevole qualità e quantità sotto canestro, viaggiando quasi a una doppia doppia di media a partita.

Ora la breve pausa per le nazionali, poi c’è Livorno

Anticipato di una settimana il 28esimo turno (il riferimento è sempre alla vittoria contro Cividale), ora Cantù avrà davanti a sé 10 giorni di pausa per poter ricaricare le energie fisiche ma soprattutto mentali. Con Riismaa e Basile impegnati con le loro rispettive nazionali (Estonia e Italia) e con un De Nicolao che dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico, la speranza e l’obiettivo sarà quella di ritrovarsi compatti e sulla stessa linea, evitando pessimi scivoloni com’era accaduto a Pesaro (90-67) lo scorso dicembre, dopo la prima (lunga) pausa. Il 26 febbraio si torna in campo contro Livorno. Senza guardare troppo la classifica e senza essere condizionati dai risultati degli avversari, ma pensando esclusivamente al proprio percorso. Solo ad aprile, sarà tempo di nuovi e definitivi bilanci.

Lorenzo Bloise

Photo by Walter Gorini (fonte: Pallacanestro Cantù)