Piacevolissima partita al Paladozza di Piazza Azzarita, dove un’arcigna OraSi Ravenna, ignorando la propria posizione di classifica, dà del filo da torcere ad un’ancora imbattuta in casa Kigili Fortitudo, che non tradisce il pronostico e porta a casa la vittoria.

Partita sul filo dell’equilibrio per 30 minuti, grazie anche ad impressionanti percentuali dai 6,75 dei romagnoli che non dilagano nel primo tempo solo grazie a Fantinelli e Aradori che in solitudine tengono a galla Bologna.
Attendibilmente le percentuali ospiti si abbassano nel secondo tempo e la fatica sotto canestro non permette di stare a contatto di una Kigili ancora senza Davis, ma che nel finale sfrutta un propositivo Italiano e un muro difensivo nelle vesti di Cucci.

Bologna che quindi torna a gridare dopo il passo falso di Mantova e Ravenna che invece rimane invischiata nella zona calda della classifica

TOP Kigili Fortitudo Bologna:

FANTINELLI. 13 punti, 13 rimbalzi e 10 assist, partita perfetta di Matteo che mostra alla lega di poter ancora essere uno dei migliori nel ruolo di point guard. Un Fantinelli in versione Treviso, aiutato anche dalla sfida diretta contro un playmaker bonsai come Anthony.

ITALIANO E CUCCI. I migliori nei rispettivi ruoli e nelle rispettive mansioni, il primo si erge protagonista offensivo nell’ultimo quarto, il secondo diventa eroe difensivo nella capacità di limitare un gigante come Lewis.

ARADORI. 18 punti, secondo tempo non a livello del primo ma è anche grazie a lui se Ravenna non scappa nella prima metà.

FLOP Kigili Fortitudo Bologna:

THORNTON. AAA cercasi Marcus disperatamente direbbe se solo potesse coach Dalmonte, e insieme a lui i 4000 del Paladozza.
Altra partita sotto tono che conferma un trend negativo per l’esterno americano di Bologna. 9 punti con 3/11 dal campo e la sensazione che debba ritrovarsi più psicologicamente che tecnicamente.

TOP OraSi Ravenna:

MUSSO E BONACINI. Rispettivamente 15 e 11 punti, sono quelli che a furia di triple nel primo tempo fanno il vuoto e creano grossi problemi di accoppiamento agli emiliani. Spenti loro, spenta Ravenna.

FLOP OraSi Ravenna:

ANTHONY E LEWIS. Se è vero che anche in sponda bolognese gli americani vengo a mancare, chi per infortunio e chi per giornata storta, è anche vero che nelle zone adriatiche non se la passino meglio in termini di stranieri.
Disastroso il primo, dominato in lungo e in largo da Fantinelli dietro e davanti troppo confusionario e sperimentale per la propria taglia.
Per Lewis invece 14 punti ma più fumo che arrosto, in Legadue, con quel corpo, dovresti portarti a casa il ferro e metterlo sul comodino amico mio.

 

 

Parte forte Ravenna che si trova subito 7-0. Arriva immediata la risposta casalinga, che approfitta di qualche disattenzione romagnola e fa parziale di 14-3.
Il finale di quarto è proprietà di Ravenna, Fortitudo non fa più canestro e al decimo è 16-26 ospite.

Secondo quarto che fatica a sbloccarsi, Bologna sbaglia molto e Ravenna non scappa. Bisogna arrivare a metà quarto per vedere in campo la Fortitudo che grazie a un Fantinelli dominante a rimbalzo in attacco ed un Aradori cinico (13 per lui all’intervallo) prova la rimonta. Nonostante un eufemisticamente opaco Thornton, gli emiliani fanno -3, prima che l’OraSi faccia nuovo parziale dovuto anche a stratosferiche percentuali dall’arco. 37-44 all’intervallo con 10/17 dall’arco per gli ospiti.

Uscita dall’intervallo, Bologna ritrova lucidità e difesa, limita Ravenna dall’arco che fisiologicamente abbassa le percentuali. Il Paladozza inizia a entrare in partita, Fantinelli è onnipresente, 11+12+7 recita il suo score a 4 minuti dalla fine. Ravenna non molla, resta in partita ma a fine terzo quarto, grazie anche al buongiorno di Thornton il punteggio recita 63-58 interno.

Ultimo quarto, Ravenna non molla, con le unghie e con i denti resta in partita. Non segna più però e così una non lucidissima Fortitudo ma concreta e arcigna scappa. Gli ospiti non segnano più, Fantinelli tocca la tripla doppia, Italiano continua nel suo positivo trend interno e Bologna dilaga.
83-69 il finale.

 

Matteo Cuppi