Il ritorno che cambia una serie. Dopo tre partite ai box per un risentimento muscolare, Lee Moore si è ripreso la scena nel momento più importante della stagione e ha trascinato la Fortitudo Bologna verso le semifinali playoff con una prestazione da autentico MVP. Gara 5 contro Avellino Basket, al Paladozza, è stata un monologo biancoblù: 93-61 il finale, con Moore subito protagonista e decisivo nell’indirizzare una sfida che non è praticamente mai esistita.

L’esterno americano ha impiegato pochissimi minuti per far capire che la sua assenza era stata pesante e che il suo rientro avrebbe potuto spostare gli equilibri della serie. In appena cinque minuti aveva già realizzato 11 punti, colpendo con continuità dall’arco e aprendo il campo per tutta l’attacco della Flats Service. Il suo impatto è stato devastante: quattro triple mandate a bersaglio, ritmo altissimo e una leadership offensiva che Avellino non è mai riuscita a contenere.

Moore ha chiuso la sua serata con 21 punti in appena 24 minuti, tirando con un irreale 4/4 da due e 4/7 da tre, aggiungendo anche 9 assist e facendo registrare 28 di valutazione, il migliore del match. Numeri che spiegano perfettamente quanto il suo rientro abbia restituito fluidità e pericolosità all’attacco biancoblù. Ogni possesso passava dalle sue mani e ogni scelta sembrava quella giusta.

Per la Fortitudo arriva così il passaggio del turno e ora sulla strada dei biancoblù ci sarà Scaligera Verona, ancora con il fattore campo favorevole. Ma il segnale più importante, oltre al risultato, riguarda proprio Lee Moore: la Fortitudo ritrova il suo leader tecnico ed emotivo nel momento decisivo della stagione. E gara 5 ha mostrato chiaramente quanto la sua presenza possa cambiare il volto della squadra.

 

Alessandro di Bari

In foto Moore (Ciamillo Castoria)